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24 Settembre 2020

Livorno, per Nogarin il 2018 anno della rivoluzione. Il programma degli assessori


Livorno, 23 dicembre. Dopo la conferenza stampa di venerdì 22 dicembre, nella sala polifunzionale al piano terreno del Cisternino, il sindaco Filippo Nogarin, che ha identificato il suo programma con la parola “coraggio” ed ha definito il prossimo “anno dei cantieri”, ha invitato gli assessori a fare altrettanto. Eccoli.

Stella Sorgente. Per quanto mi riguarda la parola chiave per il prossimo anno è “comune”. E per prima cosa intendo visione comune, quella che questa amministrazione ha ben chiara in mente e che si costruisce giorno dopo giorno tra confronti, scontri e mediazioni. E sono molto contenta che per questa conferenza stampa di fine anno si sia scelto di dare la parola a tutta la giunta. Perché il lavoro di un’amministrazione non è individuale, ma collegiale. Un lavoro comune appunto.
Per entrare nel merito delle cose fatte e in quelle da fare, però, voglio cominciare dalla mia delega più importante, cioè quella alla scuola. Il patrimonio scolastico di questa città è un bene
comune. Un bene comune di cui ci siamo presi cura troppo poco nel passato e ora ne paghiamo le conseguenze. Per questo abbiamo deciso di imprimere una svolta, destinando alla manutenzione ordinaria e non il triplo di quanto si investiva nel passato. Ho già chiesto ai tecnici di effettuare un monitoraggio dettagliato di tutti gli edifici scolastici, dopodiché intendo creare un database consultabile online con
tutte le informazioni sullo stato di salute e manutenzione delle nostre scuole. Per il resto i miei obiettivi per il prossimo anno sono molto semplici e ambiziosi allo stesso momento. Lavorerò infatti per
creare una struttura efficace in grado di dare concretezza e attuazione a tutti quei percorsi partecipativi che sono cominciati in questi anni e che ancora non si sono compiuti. Una rete che ci permetta, ad esempio, di definire al meglio e in maniera partecipata le attività che riempiranno nei prossimi mesi il Cisternino di città. Il sindaco lo ha detto più volte: questa sarà la sede dell’Urban
center di Livorno. Perfetto. Per capire che tipo di Urban center sarà, apriremo un confronto con i cittadini e gli esperti del settore.
Prima di tutto però il Cisternino diventerà la casa della partecipazione, in modo prioritario per le politiche sul disagio e l’inclusione giovanile. I giovani saranno i protagonisti della gestione di questa struttura. Le decisioni e l’organizzazione dei luoghi della partecipazione, per loro stessa natura, non saranno calate dall’alto, ma condivise con tutti i cittadini interessati. Che sono tanti. E che avranno un ruolo decisivo anche nella presa in carico dei cosiddetti beni comuni. Abbiamo da poco approvato un regolamento che permetterà ai cittadini di siglare patti di collaborazione con l’amministrazione per prendersi in carico la gestione, la manutenzione e la valorizzazione di un parco, una scuola, una piazza, piuttosto che interi quartieri. Un regolamento indispensabile per Livorno, visto che i nostri concittadini dimostrano ogni giorno un coinvolgimento e un’attenzione senza eguali, quando si parla della loro città e della zona che abitano.
Ma il primissimo risultato che porteremo a segno nel 2018 è l’emanazione del bando di concorso per l’assunzione di 20 insegnanti delle scuole dell’infanzia. Bando che è stato pubblicato proprio oggi. Un passo concreto e coraggioso contro la precarizzazione della vita in questo settore. Lo abbiamo promesso e siamo pronti a mantenere la nostra parola. Perché come ho detto non c’è bene comune più essenziale di quello della scuola, sia che si tratti di edifici, sia che si tratti di chi ha il compito di formare i cittadini di domani.

Alessandro Aurigi, urbanistica
Mi hanno chiesto di scegliere una parola per descrivere il filo conduttore che urbanistica e lavori pubblici seguiranno il prossimo anno e io non ho dubbi nella scelta:questa parola è “rivoluzione”.
E’ una parola pesante, certo, ma non potrebbe essere altrimenti. Perché, parliamoci chiaro, Livorno ha bisogno di un’inversione di tendenza in questi due settori strategici per il suo sviluppo. Un cambio di rotta che già abbiamo impostato fin dal 2016 e che stiamo attuando a pieno ritmo.
Se il 2017 è stato l’anno in cui si sono poste le basi della rigenerazione urbana, il 2018 sarà quello in cui si metteranno nero su bianco i progetti destinati a trasformare davvero Livorno.
Pensate al piano di recupero dell’area Ex Fiat approvato di recente, ma anche al protocollo sottoscritto per lo spostamento del Depuratore, o al piano di riqualificazione delle colline livornesi. Tutti procedimenti che fanno della riqualificazione del territorio e della città esistente il loro obiettivo principe. Stessa finalità, naturalmente, per le numerose opere pubbliche che abbiamo avviato, concentrandoci su un piano di riqualificazione del centro che si è concretizzato con l’arrivo di ben quattro nuove piazze. Senza contare i 18 milioni di euro che abbiamo incassato col “Bando Periferie Degradate. Ma il 2018 sarà appunto l’anno della rivoluzione e questo anche grazie a tre obiettivi strategici su cui lavorare a testa bassa. Il Piano Strutturale che impedirà la nascita di nuove espansioni indiscriminate della città, per lasciare spazio ad operazioni di recupero e valorizzazione dell’esistente. Il progetto di Via Grande, storica via Maestra e simbolo di questa città. Il 2018 sarà l’anno in cui andrà a conclusione il lungo lavoro svolto in questo anno passato. Un lavoro di mediazione e di ricerca delle soluzioni procedurali ottimali, che ci permetterà di intervenire nei portici di via grande e dare il via ad un lavoro di riqualificazione complessivo.
Infine, la definizione dei progetti per due ambiziosi interventi da risolvere nell’immediato futuro. Il sottopasso delle Terme del Corallo, per liberarci dal cavalcavia e completare il programma di riqualificazione complessiva dell’area. E la riqualificazione totale del piazzale intorno alla Rotonda di Ardenza. C’è poi un ulteriore punto su cui non mi dilungo ma che è sostanziale. La riduzione del rischio idrogeologico. Nel piano post-alluvione del Commissario ancora non ci sono risorse per Livorno dedicate alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua che hanno segnato a morte la nostra città il 10 settembre. E non ci sono nemmeno per la costruzione di fantasiosi percorsi alternativi per i fiumi tombati. Andremo a battere i pugni a Roma, dal nuovo inquilino, e sul tavolo del Commissario, affinché trovino le risorse necessarie a realizzare prima possibile tutti gli interventi necessari e risolutivi. Nessuno può permettersi di continuare a sottovalutare questo aspetto. Ogni giorno riceviamo troppe segnalazioni, mail e telefonate di cittadini che non dormono tranquilli quando piove. E questo non è accettabile.
Va a finire che ci tocca fare davvero la rivoluzione!

Paola Baldari, commercio.
Nel 2018 cercheremo di portare a compimento il lavoro iniziato in questi anni ed il denominatore comune dell’azione politica dell’amministrazione sarà “decoro” nella sua accezione più ampia. Vogliamo raccogliere, per usare un’espressione utilizzata dal sindaco il tanto che abbiamo seminato. Mi limito a darvi alcuni flash. Come assessore al Commercio penso ancora e soprattutto al Mercato Centrale. Nel solo anno trascorso vi abbiamo organizzato ben 130 eventi ma vogliamo investirci ancora per sfruttare le ulteriori potenzialità.
Ricerca di un maggior decoro vuol dire allora potenziarne ulteriormente la vocazione come luogo di aggregazione, raccoglitore di eccellenze enogastronomiche, senza eguali in Europa.
Ecco perché per il prossimo anno abbiamo come obiettivo la messa al bando degli gli stand attualmente chiusi. A riguardo posso dire che non ci accontenteremo dell’offerta economicamente più vantaggiosa, ma lavoreremo ad una valutazione nel merito delle proposte che perverranno selezionando quelle che potranno apportare un quid pluris in termini di esclusività e particolarità, in grado dunque di creare un’attrattiva ulteriore per questa splendida struttura. Daremo inoltre particolare attenzione a quei progetti imprenditoriali che offriranno garanzia di sinergia con quegli operatori che ci consentiranno di rendere la struttura viva il più a lungo possibile nel corso della giornata.
Dal punto di vista del decoro strutturale infine prevediamo di investire sia nella messa in sicurezza sia nella rimozione della copertura in amianto. In share con gli altri assessori di competenza il 2018 ci vedrà impegnati anche sul fronte della Piazza Garibaldi. La riconsegneremo ai cittadini e ai commercianti, mentre nelle prossime settimane pubblicheremo un nuovo bando affinché possano aprire altre due baracchine. Continuiamo convinti nel voler sottrarre questo luogo centrale della città al degrado e all’insicurezza in cui era scivolato. Progettualmente stiamo cercando di lavorare in sinergia con i vari attori in campo, primi tra tutti i CCN con cui all’inizio del 2018 sigleremo un protocollo d’intesa che permetterà loro di coordinare le iniziative nelle rispettive aree di influenza, semplificando il più possibile le procedure. Gli eventi e manifestazioni che nascono dal basso saranno il sale della rinascita della piazza. Un flash lo debbo riservare a quella che , per il valore sociale, è forse la sfida più importante tra quelle rientranti tra le mie deleghe : il contrasto all’azzardopatia. Siamo consapevoli delle ricadute sociali del problema, che abbiamo già provato a contrastare con l’approvazione di un regolamento comunale molto stringente purtroppo bloccato dal TAR. E’ nostra intenzione a riguardo portare nel 2018 all’esame del Consiglio Comunale un testo che riteniamo potrà essere particolarmente efficace anche grazie al nuovo regolamento di polizia urbana col quale si integrerà.
Portare a casa questo risultato mi renderebbe davvero orgogliosa e soddisfatta di questa esperienza.

Francesco Belais, cultura
E’ nel segno della “creatività”, dell’entusiasmo e della rinascita del nostro patrimonio culturale e delle nostre tradizioni che abbiamo improntato il lavoro di questo ultimo anno e che proseguiremo nei prossimi mesi. Patrimonio che se da una parte dobbiamo preservare, difendere e di cui dobbiamo prenderci cura, dall’altro dobbiamo aiutare a far volare alto, oltre i nostri confini.
L’intervento più importante che vedrà la luce di qui a qualche mese è il Museo della Città dove potrà finalmente essere collocato il prestigioso patrimonio storico ed artistico dell’Amministrazione Comunale. Una scommessa importante, che Livorno attende da troppo tempo e di cui abbiamo avuto un primo entusiasmante assaggio nei giorni scorsi con l’apertura del nuovo polo bibliotecario al primo piano del restaurato complesso dei Bottini dell’Olio. Non solo uno spazio di lettura e consultazione, ma un luogo aggregativo dove i cittadini potranno godere di momenti di relax con quotidiani e riviste, letture informali, isole internet e multimediali, esposizioni d’arte.
Nuova vita vedrà anche il nostro museo più importante, il Museo Civico “Giovanni Fattori” con il restyling dei Granai di Villa Mimbelli, dove torneranno a sede espositiva parti destinate finora a magazzino e un sito web tutto nuovo per farlo conoscere anche fuori dai nostri confini.
Ma se i musei vengono aperti e restaurati, siamo consapevoli che molto ci sia da lavorare per riempirli di turisti e valorizzarli al loro meglio. La creatività è, dunque, anche un cercare un modo per scrollarsi di dosso l’etichetta di città di passaggio che ci portiamo dietro da troppo tempo, rivendicando invece quel ruolo di città vitale, da scoprire e da vivere che ci appartiene.
Per questo abbiamo attivato un punto di accoglienza e informazione all’Alto Fondale con personale altamente qualificato preposto all’accoglienza dei turisti, crocieristi in particolare.
Per questo creeremo un nuovo ufficio di informazioni turistiche, più vicino alla città e ai turisti, la cui gestione sarà affidata attraverso un bando specifico di prossima pubblicazione.
Per questo stiamo lavorando ad un calendario unico dei grandi eventi che consentirà di gestire al meglio le tante e diverse necessità legate all a lor organizzazione, consultabile anche ai cittadini.
Per questo abbiamo investito in alcuni grandi eventi: Cacciucco Pride, Effetto Venezia, Settimana Velica e Scenari di Quartiere. 
La risposta finora è stata esaltante, sia da un punto di vista delle presenze di visitatori, che di personale impiegato, di artisti, artigiani e professionisti vari presenti, sia anche da quello dei contatti web e social.
Tra i primi cinque eventi regionali più visualizzati su Facebook, accanto a pietre miliari come il Lucca Summer Festival e il Pistoia Blues, ci sono Effetto Venezia e il Cacciucco Pride. Risultati affatto scontati, come sa bene chi lavora nel settore della promozione eventi, ma frutto di una mirata strategia comunicativa che ha permesso di consolidare il successo delle scorse edizioni mantenendo il trend in crescita. La stessa strategia che ci ha portato ad un significativo aumento di abbonamenti e di presenze nello storico tempio della cultura a Livorno, il teatro Goldoni, con un cartellone degno dei migliori teatri nazionali che, solo per citare uno dei suoi eventi più acclamati, dopo ben sedici anni di assenza ha portato in città il Nabucco di Giuseppe Verdi. Con questo entusiasmo e questa vitalità continueremo a lavorare anche nei prossimi mesi, puntando a sviluppare le potenzialità turistiche e gli aspetti di originalità della città.

Ina Dhimgjini, sociale
Dovendo scegliere una parola che riassuma il senso del lavoro fatto nel 2017 e che proseguiremo nel corso dei prossimi mesi, scelgo “inclusione”. Nessuno infatti deve rimanere indietro. Sono ben conscia del grande disagio economico e sociale che la città sta affrontando e dei problemi che affliggono tante famiglie e imprese livornesi, ed è per questo che continueremo ad essere al loro fianco con azioni mirate. Proseguire anzitutto nell’allargamento della assistenza sociale nei confronti di chi mai in anni è riuscito ad essere preso in carico dai servizi sociali territoriali, cosa avvenuta con il reddito di cittadinanza locale che sarà un ulteriore strumento che anche nel 2018 verrà messo in pratica parallelamente ai servizi standard che vengono mantenuti saldi e costanti. Allargare sempre di più la platea di beneficiari in stato di indigenza al fine di consentire una ripresa all’interno della vita collettiva del nostro territorio. Assicurare poi una casa a chi non ce l’ha prima di tutto, che non vuol dire solo garantire un tetto ma dare indipendenza, autonomia, dignità alle persone. Nel corso di questo anno abbiamo tamponato tante situazioni di emergenza con le assegnazioni di alloggi, i contributi di aiuto agli affitti e le agevolazioni sulle tasse. D’altro canto abbiamo lavorato per eliminare le ultime sacche di abusivismo che impediscono il pieno soddisfacimento di chi invece ha più bisogno. Inclusione non deve significare, infatti, illegalità. Per questo abbiamo stabilito nuove regole per l’accesso all’emergenza abitativa e posto in essere confronti continui con gli occupanti abusivi, nell’ottica di esaminare le singole posizioni, trovare soluzioni e liberare, eventualmente, le strutture occupate.
Nei prossimi mesi andremo avanti su questa strada, con interventi mirati che consentiranno di soddisfare le esigenze dei nuclei più bisognosi. E’ quello che accadrà con l’edificio Erp di Corea dove, attraverso uno specifico bando di prossima pubblicazione, più di 60 famiglie potranno avere un alloggio.
E ancora. Nel 2018 metteremo finalmente la parola fine a una vicenda annosa che abbiamo seguito con attenzione costante fin dall’inizio del nostro mandato, e che riguarda il blocco 417 della Chiccaia.
Il complesso iter amministrativo e tecnico di questi anni si concluderà infatti con l’abbattimento e la ricostruzione dell’interlo blocco. Proseguiremo, naturalmente con le azioni di monitoraggio per ristabilire equità sociale e garantire a tutti i cittadini che ne hanno bisogno la possibilità di accedere all’assegnazione di un alloggio. Ma inclusione significa anche garantire a tutti l’accesso ai servizi sanitari. Un accesso che deve essere unico, con servizi organizzati in modo concentrato e integrato, nell’ottica di una continuità assistenziale ospedale-territorio. Non solo proseguire quindi il percorso di ristrutturazione del nostro Presidio Ospedaliero ma su questo fronte, il 2018 vedrà porsi le basi per la realizzazione di due case della salute dove i cittadini, a poca distanza da casa, potranno trovare risposte alle innumerevoli esigenze sociali sanitarie. Una sorta di pronto soccorso per codici bianchi, aperto diverse ore al giorno con personale qualificato. Si tratta di una vera rivoluzione per l’organizzazione della sanità territoriale, attesa da tempo e di cui la città ha bisogno, a cui daremo gambe nei prossimi mesi perchè nessuno, lo ripeto, deve rimanere indietro.

Francesca Martini, formazione, lavoro

La parola scelta è “innovazione”. La crisi occupazionale e il venir meno delle principali garanzie del lavoro induce a cercare forme di tutela dei diritti nel rapporto con il Comune. 
Su questo fronte abbiamo lavorato moltissimo per garantire al meglio i lavoratori nell’ambito degli appalti pubblici e abbiamo a tal fine declinato ogni ambito di intervento consentito dal codice degli appalti. I nostri impegni sono stati formalizzati in un protocollo di legalità stipulato con la Prefettura che, oltre a prevedere misure specifiche e ulteriori di controllo sulla legalità e la prevenzione delle infiltrazioni mafiose, ha messo nero su bianco forme specifiche di tutela dei diritti sociali dei lavoratori e della sicurezza sui luoghi di lavoro.
Si tratta di un protocollo innovativo, che, ci auguriamo, possa avere un effetto virale.
Abbiamo la consapevolezza che problematiche così gravi non possono essere affrontate in modo isolato dal singolo Comune, specie all’interno di un’ area di crisi complessa. Per questo insieme a Piombino abbiamo intrapreso un percorso per impostare l’organizzazione degli Stati Generali del lavoro.
Si tratta di un grande evento che prevediamo di realizzare a fine gennaio che, ad oggi, ha visto la stretta collaborazione di tutti gli attori economici e sociali del mondo del lavoro e delle associazioni di categoria. Pur nella diversità degli orientamenti comuni, la collaborazione è stata massima: sono convinta che questo percorso possa contribuire a sbloccare le molte situazioni di stallo delle azioni già previste, e a percorrere tutte le strade utili a garantire una ripresa economica e occupazionale. 

 Sappiamo bene che il Comune è un topolino rispetto alle dinamiche soprattutto finanziarie che governano lo sviluppo economico mondiale, la cosiddetta industria 4.0. Ma sappiamo anche che abbiamo davanti una sfida da non perdere. La carta vincente per un territorio è quella di attrarre e trattenere talenti e intelligenze e, su questo, una parte di strada è già stata percorsa. Abbiamo centri di eccellenza che fra dicembre e gennaio completeranno i traslochi per Scoglio della Regina e Dogana d’acqua. Inoltre possiamo contare su un ulteriore consolidamento della presenza dell’Università a Livorno: il Polo dei Sistemi Logistici e l’Accademia Navale. Su questo patrimonio inestimabile di rapporti dobbiamo fondare la prossima attività di incubazione 4.0: un incubatore diffuso sui temi della blue e green economy. 
Il Comune è anche il più importante datore di lavoro della città.
I continui tagli al bilancio e al personale hanno indebolito la macchina amministrativa. Noi al contrario stiamo facendo grossi sforzi per promuovere un piano assuntivo aggiuntivo e oggi possiamo lo stanziamento in bilancio di ulteriori 300mila euro. 
Le questioni del personale devono però andare di pari passo alla riorganizzazione del lavoro interno. La vera sfida, dunque, è quella dei contenuti. Il Comune dovrà lavorare molto sulla organizzazione degli archivi e la condivisione interna e esterna dei documenti.
Su questo versante abbiamo già fatto molta strada, implementando il nostro Sistema Informativo Territoriale per la gestione dell’informazione in modo integrato e unitario. In Comune abbiamo istituito un ufficio ad hoc proprio per favorire il cooordinamento interno e la progressiva implementazione dell’informazione condivisa. A questo proposito, mi preme ringraziare tutti i lavoratori di pubblica utilità che hanno contribuito in modo rilevante alla complessa operazione di riordino degli archivi.
Ne abbiamo avuti 28 nel 2016 e 28 nel 2017.

Valentina Montanelli, bilancio
La parola chiave che ho scelto per caratterizzare la mia azione da qui alla fine del prossimo anno è “lavoro”. E il motivo è presto detto. Il Comune di Livorno è una delle più grandi aziende della città e tra dipendenti diretti e indotto dà lavoro a migliaia di persone. Il bilancio, si sa sono numeri e sono noiosi, ma quando questi numeri si traducono in servizi al cittadino allora assumono tutto un altro fascino. Bene, se tutti i privati fossero efficienti come il Comune di Livorno e se lo fossero a maggior ragione altre pubbliche amministrazioni, molte aziende oggi non sarebbero in crisi. Vi do un dato, di cui come è ovvio non intendo prendermi il merito, se non in minima parte e voglio condividerlo con chi mi ha preceduto e ancor di più con chi lavora in Ragioneria. Il comune di Livorno nel giro di 4 anni ha dimezzato il tempo di pagamento dei propri fornitori. Da 46 a 16 giorni. Un record assoluto. E questo significa più liquidità per le aziende e dunque più lavoro. Ma il Comune è in grado di dare lavoro anche attraverso le proprie società partecipate. Purché siano in salute. E noi possiamo dire con orgoglio di averne rimesse in sesto due strategiche in questi tre anni: Aamps e Farma.Li, operazioni di risanamento sull’intero bilancio consolidato del Comune.
Se aver risanato Aamps ha significato aver salvato 500 dipendenti e aver dato il via a un percorso virtuoso che porterà all’assunzione di altre 35 persone, il salvataggio di Farma.Li. ha determinato la ripubblicizzazione definitiva delle farmacie comunali, rientrate nella disponibilità diretta del Comune che potrà così portare avanti una politica assuntiva e di investimenti strategici.
Questo però è il passato. Per il prossimo anno, nonostante l’incertezza dovuta alla lentezza del governo di approvare la legge di stabilità, riusciremo a ridurre l’imposizione fiscale per i cittadini attraverso l’abbassamento della Tari. Metteremo a disposizione dei cittadini colpiti dall’alluvione altri 200mila euro, oltre ai circa 350mila già stanziati nel 2017. E, come ha detto l’assessore Martini, riusciremo a finanziare un nuovo piano assuntivo in Comune con 300mila euro. Un bilancio solido, indispensabile per far fare all’intera città di Livorno quel salto di qualità di cui ha un disperato bisogno e anche per provare a rimettere in moto l’occupazione in città. Pur nella consapevolezza che non è il Comune a poter risolvere tutti i problemi.

Andrea Morini, sport
La mia parola chiave per il 2018 è continuità. Questa è una città in cui la discontinuità con il passato, su un’infinità di materie, è necessaria, quando non indispensabile. Per quanto riguarda lo sport, non è così. La tradizione sportiva livornese parla da sola e il compito di chi ricopre il mio ruolo è quello di assecondarla e facilitare lo sviluppo della pratica sportiva in tutte le sue forme. Ecco perché oggi non parlerò di cittadella dello sport, che rimane il sogno nel cassetto mio e del sindaco, ma di cui potremo parlare con cognizione di causa solo nel momento in cui saranno sciolti alcuni delicati nodi sull’ippodromo. Parlerò invece di impianti sportivi, alcuni dei quali nel 2018 hanno ospitato appuntamenti di primissimo livello. Queste strutture sono la base da cui partire per garantire il livello eccelso degli atleti livornesi ma anche per sviluppare una cultura dello sport amatoriale unica nel panorama italiano.
Ecco allora che il mio obiettivo sarà per prima cosa quello di mettere a gara gli impianti sportivi, garantendo così la continuità del servizio, la tutela dei posti di lavoro e innescando un meccanismo virtuoso che ci permetta di pianificare le attività sul lungo periodoLivorno vanta uno dei tassi di sportività più alti del nostro paese ed é in omaggio alla predisposizione dei livornesi per lo sport che come Amministrazione Comunale abbiamo deciso di candidare la città a Città Europea dello Sport 2019.
Il 2018 vedrà diverse iniziative che traguardano verso questo obiettivo tra le quali Effetto Venezia che sarà dedicata al tema dello Sport. E non potrebbe essere altrimenti vista la straordinaria stagione appena trascorsa. Penso in particolare a Gabriele Detti, mostruoso a Budapest e ad Irene Vecchi, straordinaria sia ai mondiali di Tiblisi che agli europei di Lipsia. Anche Livorno nel 2018 avrà il suo Mondiale, un mondiale Master ma pur sempre una vetrina eccezionale che porterà qui i campioni della scherma e darà alla nostra città una visibilità senza precedenti. E questa è un’occasione imperdibile per tutti noi. All’inizio ho parlato di continuità e continuità significa anche dare un futuro ad appuntamenti immancabili come il Palio marinaro. L’acquisto dei gozzi in vetro resina (che andranno a sostituire i leggendari scafi realizzati da maestri d’ascia nel 1973) sarà l’operazione più significativa di tutela e sviluppo delle Gare Remiere, che si apprestano a veder sancito il loro ruolo direttamente nei principi fondamentali dello Statuto del Comune In chiusura un ultimo pensiero ad un’altra mia delega, quella della tutela degli animali. Il 2018 sarà l’anno in cui finalmente inaugureremo il Canile Comunale, mettendolo a bando e affidandone la gestione a chi dimostrerà di avere davvero a cuore la vita dei nostri amici a quattro zampe. Non averlo, fa di Livorno una città più povera sotto ogni punto di vista. E questo è semplicemente inaccettabile.

Giuseppe Vece, mobilità
La parola che guiderà l’azione dei miei settori per quanto riguarda il 2018 è “sostenibilità”.
Il prossimo anno sarà infatti l’anno del Pums, il piano urbano per la mobilità sostenibile che nella prima metà dell’anno cominceremo a discutere con i cittadini. Che non significa fare la guerra alle automobili ma mettere i cittadini nella condizione di scegliere, dando loro delle alternative al mezzo privato. Lo abbiamo cominciato a fare quest’anno, rinnovando e potenziando il sistema di trasporto pubblico locale, introducendo la Lam e aumentando il numero delle corse lungo le tratte maggiormente utilizzate dai cittadini. Ma come sappiamo bene, per incentivare le persone a prendere il bus, bisogna toccarle nel portafogli. Il contratto ponte imposto dalla Regione ai territori prevede un aumento generalizzato del costo di biglietti e abbonamenti. Noi ci impegneremo per trovare le risorse per scongiurare questo aumento e per mantenere invariate le tariffe, andando a privilegiare chi usa i mezzi pubblici con più frequenza. Ma l’autobus da solo non basta. Ecco perché dal prossimo anno attiveremo un servizio di bike sharing a flusso libero, con le biciclette, per capirci, che si possono lasciare ovunque e non solo nelle apposite rastrelliere. Un sistema che attualmente è in uso a Milano, Torino e Firenze ad esempio e che è estremamente funzionale alle esigenze di mobilità dei cittadini. Abbiamo preparato un avviso esplorativo e nelle prossime settimane vedremo quali e quanti operatori si faranno avanti.
Nel 2018 nono solo debutterà anche il sistema di car sharing elettrico. Ma realizzeremo 15 stazioni di ricarica che verranno collocate in altrettante zone strategiche della città, piazza Dante per prima, per promuovere un diverso tipo di mobilità.
Ma ci sono altri due punti che mi preme sottolineare e cui lavoreremo molto nel prossimo anno. Nel 2017 abbiamo investito sull’installazione di nuove docce nelle spiagge pubbliche. Nel 2018 ci concentreremo su un altro servizio. Abbiamo infatti verificato che le fontnelle dell’acqua potabile stanno riscuotendo un grandissimo successo tra i cittadini. E non potrebbe essere altrimenti, visto che in media una famiglia spende circa 350 euro l’anno per l’acqua in bottiglia, mentre così ha la possibilità di azzerare i costi.
Oggi a Livorno abbiamo sette fontanelle e nel prossimo anno intendiamo istallarne altre 3 in modo da arrivare a servire quasi tutti i quartieri della città con acqua gratuita e di alta qualità.
Il mio terzo e ultimo obiettivo per il 2018 è il piano “marciapiedi senza auto”, che si accompagna al piano della sosta. L’amministrazione sta lavorando a una serie di interventi che permetteranno di togliere le automobili dai marciapiedi, ponendo fine a una consuetudine pericolosa per l’incolumità del pedoni e dei ciclisti. Lo faremo per step, non allarmatevi, nessuno vuole togliere i posti auto senza prima trovare un’alternativa valida. Piano piano, insomma, stiamo cercando di portare Livorno nella modernità anche dal punto di vista del trasporto pubblico, che per decenni nessuno ha mai voluto sfiorare per paura di perdere un po’ di consenso. Noi invece siamo convinti che la città abbia bisogno di una svolta in questo senso e la porteremo avanti senza timori. In nome di una maggior sostenibilità, appunto.