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28 Settembre 2020

Falsi Modì esposti a Genova? Chiusa tre giorni prima la mostra.


Livorno, 14 luglio. Carlo Pepi, collezionista d’arte e considerato uno dei maggiori esperti delle opere di Modigliani ha colpito ancora. Nei giorni scorsi aveva sollevato dubbi sull’autenticità di alcuni quadri, almeno tre, esposti a Genova, a Palazzo Ducale. E’ intervenuta la Procura della Repubblica della città della Lanterna per fare chiarezza. Perplessità, incertezze e poi la decisione più dolorosa da parte della direzione della Mostra su Modì: la chiusura avvenuta il 13 luglio, tre giorni prima di quella effettiva di domenica 16 luglio. Sul manifesto una riga nera, conferma la cancellazione. Notizia che sta squassando il mondo dell’arte. Ancora una volta il pittore livornese sembra abbia voluto lanciare un avvertimento a tutti quei mercanti e falsari che ancora oggi tentano di imitare le sue opere, spesso dileggiate in vita. Ed è accaduto proprio il 13 luglio, il giorno dopo in cui Livorno festeggiava in Fortezza Vecchia con poesie, estemporanee di pittura, dibattiti e recital il suo compleanno avvenuto il 12 luglio 1884. Metà delle opere esposte, ventuno, sono state sequestrate su decreto della Procura genovese. Da qui la decisione di anticipare la chiusura della rassegna per “rispetto del pubblico e dei visitatori”. Vi sarebbero tre indagati, esterni a Palazzo Ducale. Adesso dovranno essere effettuati rilievi scientifici sulle opere. L’assessore comunale alla cultura Francesco Belais proprio due giorni or sono aveva chiesto la restituzione di tre opere prestate per la mostra, come atto di cortesia e omaggio all’artista. In Fortezza Vecchia di Modì è stato esposto un delicato abbozzo di figura di donna di Carlo Pepi, modesta, ma autentica, opera del livornese. Il sindaco Filippo Nogarin si è affrettato a dichiarare: “Le 3 opere di Modi che abbiamo prestato a Genova sono autentiche e noi abbiamo fatto bene a chiederne la restituzione”.
Sulla vicenda Palazzo Ducale ha diffuso un comunicato stampa, in italiano e in inglese, in cui prende le distanze dall’organizzazione della mostra.
“Palazzo Ducale prende atto dell’iniziativa della Procura di Genova, alla quale ha fornito come doveroso la massima collaborazione. In conseguenza del procedimento in corso e indipendentemente dalle sue evoluzioni e da come si concluderà, Palazzo Ducale ha subito consistenti danni d’immagine e materiali (e rischia di subirne ulteriori) e si configura esclusivamente come parte lesa. Palazzo Ducale rimarca di non avere organizzato direttamente la mostra avendone commissionato la realizzazione e la selezione delle opere, a un partner di prestigio nazionale e internazionale come MondoMostre Skira con cui, da anni, ha avviato una consolidata e importante collaborazione a partire dalle mostre “Frida Kahlo” e “Da Van Gogh a Picasso. Capolavori dal Museo di Detroit”, quarta mostra italiana per numero di visitatori nel 2016. MondoMostre Skira ha scelto un curatore, Rudy Chiappini, per oltre 20 anni direttore del Museo d’ Arte di Lugano, curatore riconosciuto di mostre di respiro internazionale, tra cui anche su Modigliani, e mai in alcun modo discusso dalla comunità scientifica. Per questo Palazzo Ducale ritiene di aver operato con i tradizionali criteri di prudenza e di attenzione sia con l’individuazione di un partner di grande esperienza internazionale (nei confronti del quale e del suo presidente Massimo Vitta Zelman, alla luce della positiva esperienza maturata negli anni, non può che esprimere piena fiducia) sia accettando una curatela scientificamente riconosciuta. Palazzo Ducale conferma la propria fiducia nella magistratura e si riserva di tutelare in ogni sede i propri diritti e la propria immagine.
“Palazzo Ducale e MondoMostre Skira, a fronte degli accertamenti investigativi ancora in corso, scelgono autonomamente per rispetto del pubblico e dei visitatori di anticipare di tre giorni la conclusione della mostra che pertanto da oggi non sarà più visitabile.