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domenica 17 Novembre 2019

A Palazzo Blu in arrivo gli avanguardisti del Futurismo


(Simone Consigli) Pisa, 29 agosto 2019 – Sarà dedicata al Futurismo la prossima esposizione allestita da Palazzo Blu a Pisa, dall’11 ottobre al 9 febbraio. Magritte ed i surrealisti lasciano il palcoscenico del visitatissimo museo pisano agli “incendiari” avanguardisti del movimento nato in Italia agli inizi del Novecento. La polveriera sociale globale provocata dal progresso e dalla grande industria scopre l’essere umano a cavalcare un’onda ripidissima: “Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! Perché dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell’impossibile?”, così recita il Manifesto del Futurismo scritto da Marinetti e pubblicato da Le Figaro nel 1909.

La velocità vince sullo spazio e sul tempo, i piani prospettici pittorici, a differenza del cubismo, non sono statici, ma assumono moto. Il Futurismo si sviluppa anche all’estero, in Russia e in Francia soprattutto, la corrente futurista investe anche la scultura, la poesia, la musica, l’architettura, la danza e il teatro.

La mostra di Palazzo Blu si annuncia come molto ricca, più di cento opere, per la stragrande maggioranza dipinti provenienti da musei permanenti e da importanti collezioni private oltre ad alcuni disegni, progetti e oggetti d’arte.

Molto rappresentati i fondatori dei due manifesti pittorici, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Luigi Russolo, Giacomo Balla e Gino Severini. Il percorso della mostra prosegue seguendo un itinerario scandito in sezioni ognuna intotolata a un manifesto, la Sintesi futurista della Guerra del 1914, la Ricostruzione futurista dell’Universo del 1915, L’arte Meccanica del 1922 e il Manifesto dell’aeropittura del 1931.

Palazzo Blu con questa mostra tenta esplicitamente di analizzare l’aderenza dei più grandi maestri futuristi ai manifesti programmatici. Infatti tutte le opere sono di autori firmatari dei manifesti ad eccezione dell’opera di entrata, il Ritratto di Marinetti di Rougena Zatkovà, e il finale con Prima che si Apra il Paracadute di Tullio Crali, ambedue futuristi ma non firmatari dei manifesti.

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