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26 Settembre 2020

A Piombino protestano dipendenti Unicoop davanti la direzione. Sindacati pronti a iniziative senza precedenti


Livorno. 26 ottobre. Stamani a Piombino i dipendenti di Unicoop Tirreno, al termine dell’assemblea sindacale, hanno effettuato una manifestazione davanti alla palazzina della dirigenza di Vignale Riotorto, insieme a loro il sindaco di Piombino Massimo Giuliani. La protesta è motivata dal fatto che sono stati disattesi gli accordi dei mesi scorsi, raggiunti in sede locale e anche a Roma . L’iniziativa, sostenuta dai sindacati è motivata dalla nuova realtà aziendale, che si sta profilando in questi giorni. La manifestazione è stata una delle più massicce degli ultimi tempi, e molti hanno ricordato come siano cambiate le epoche dalla storica e festosa apertura de “La Proletaria” degli anni cinquanta alla crisi attuale. I sindacati intanto annunciano che, “se non vi sarà una inversione di tendenza tangibile da parte di Unicoop Tirreno, vista l’assenza di condivisione delle modalità applicative della Cassa integrazione”, i lavoratori, a partire dalla sede, sono pronti a un’iniziativa forte e pubblica, senza precedenti nella storia della cooperativa”.
E’ tornato d’attualità infatti lo spettro dei 470 esuberi di personale, annunciato dalla sede fiorentina nei mesi scorsi. Erano ritenuti necessari per far quadrare i bilanci dell’Unicoop e avrebbero colpito le zone di Piombino e Livorno. Nella trattativa, seppur lunga e tormentata , tra sindacati e dirigenza era stato trovato un accordo, che evitava gli “esuberi-licenziamenti” con la ricollocazione del personale e con due chiusure di supermercati. Inoltre sarebbe stata applicata la solidarietà per arrecare il minimo danno economico ai dipendenti. Sembrava una soluzione accettabile, quando nei giorni scorsi tutto è andato per traverso. La dirigenza ha annunciato che si dovrà ridimensionare l’intero comparto. A Livorno il centro commerciale Ipercoop, situato alla Porta a Terra, zona nord della città, che include al suo interno decine di negozi, sarà ridotto a metà dell’attuale capienza. Potenziato invece il Parco Levante, il centro commerciale aperto recentemente, in cui è attivo il nuovo supermercato Coop con maggior assortimento di vendita alimentare. Previsto anche l’ampliamento del complesso con nuove aperture nella galleria interna. Ma è una soluzione che non convince. Il centro commerciale è situato nel quartiere La Rosa, a ridosso della variante Aurelia, a poche migliaia di metri dalla città, quindi potenzialmente più accessibile e appetibile alla clientela. Inserito nella zona commerciale dove già sono aperti Decatlhon e Ubi. I terreni circostanti sono in parte già utilizzati dall’edilizia con la costruzione di palazzine. I dipendenti sostengono che non accetteranno tagli indiscriminati e che, come soci della cooperativa, intendono far valere i loro diritti. Giovedì 2 novembre è previsto un nuovo incontro con Unicoop.
Durissimo il comunicato dei sindacati UilTucs, Filcams Cgil e Fisascat Cisl sulla vertenza. Sottolineano che gli accordi sono stati ignorati e pertanto sia stato proclamato lo stato di agitazione. E ancora: “Nessun dialogo, zero condivisione, ricorso eccessivo alla terziarizzazione. Inoltre pongono in evidenza come la crisi a Riotorto faccia crescere gli esuberi.
“Accordi firmati, certo. Ma ignorati del tutto. Nessuna condivisione sulla Cassa integrazione straordinaria. Decisioni imposte, prese solo da Unicoop Tirreno. E mentre la cooperativa manda in cassa alcuni lavoratori, ne promuove altri. Poi che fa? Terziarizza, portando solo gli esuberi a crescere”. E’ il commento sindacale, che prosegue: “E’ questo il preoccupante quadro della situazione a Vignale Riotorto emerso a seguito degli ultimi incontri con la cooperativa, con la quale l’11 ottobre c’è stato un duro e deludente confronto a cui è seguita, il 17, l’assemblea dei lavoratori e delle lavoratrici di Vignale.
Per Uiltucs Toscana, Filcams Cgil e Fisascat Cisl si tratta di una situazione “gravissima, al limite del tollerabile, che ci porta a prendere provvedimenti. Siamo stati uniti nel definire quello che sta accadendo a Riotorto, scandaloso. Perché la cooperativa, dopo aver presentato un piano anti crisi che vedeva il ridimensionamento della sede amministrativa di Vignale Riotorto, aveva sottoscritto un accordo anche in virtù di una collaborazione che però – spiegano le organizzazioni sindacali – ad oggi non c’è affatto”.
“Le ricadute a Livorno e provincia – aggiungono Uiltucs, Filcams e Fisascat – potrebbero essere occupazionali e arrivare a ripercuotersi su tutta la rete di vendita. Lo stato di agitazione già proclamato dalle segreterie nazionali, quindi, trova ulteriore conferma nel territorio livornese”. “Per questo – incalzano i sindacati – non solo a Riotorto ma in tutti i punti vendita metteremo in atto ogni iniziativa che riterremo opportuna per salvaguardare più posti di lavoro possibile e tutelare i lavoratori e le lavoratrici”. E l’Unicoop Tirreno? Replica sostenendo che è impegnata nel risanamento e nel rilancio dell’impresa previsto dal Piano Industriale 2017-2019 e che i risultati sono in linea con quanto stimato. Accenna ai duecento dipendenti usciti dalla cooperativa con incentivi, al ricorso in cassa integrazione per altri 130 a Vignale (di cui 62 attualmente), alla ricollocazione in altri punti vendita del personale in esubero, ai contratti di solidarietà. Sarà decisivo sul futuro il bilancio di chiusura del 2017 per gli oltre quattromila dipendenti, di cui oltre quattrocento facenti caspo alle attività di sede e per la stessa cooperativa, che quest’anno ha chiuso quattro punti vendita in Toscana e altrettanti nel Lazio.