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25 Ottobre 2020

Alluvione Livorno: 140 interventi. Rossi sollecita Parlamento e Governo per gli indennizzi


Livorno, 14 marzo. “Sono 140 le opere concluse o in corso per un importo complessivo di 29 milioni di euro nei primi cinque mesi di incarico del Commissario per la ricostruzione post alluvione di Livorno. Adesso sta a Parlamento e Governo stanziare le risorse necessarie a dare ristoro a famiglie e imprese, che hanno denunciato e documentato danni per 50 milioni”.
Lo ha sottolineato il commissario alla ricostruzione post alluvione, Enrico Rossi, nel corso della conferenza stampa che ha tenuto questa mattina negli uffici livornesi di via Nardini, interpretando anche la delusione dei titolari d’impresa e dei residenti danneggiati dall’alluvione, che dovranno attendere ancora per ottenere gli indennizzi. Ed è stato subito chiaro.
“Sfido chiunque – ha detto Rossi – a trovare in Italia una tale capacità e velocità di spesa. È per questo che sono soddisfatto del percorso compiuto fin qui. Al tempo stesso non mi nascondo le difficoltà che oggi si concentrano su Ardenza, sul Rio Maggiore, Rio Ugione e a Montenero. Ritengo che sia arrivato il momento di reclamare dal Parlamento e dal Governo un impegno più adeguato per Livorno. Dei 60 milioni che stiamo gestendo, 40 sono stati messi la Regione. Non si tratta di scaricare le responsabilità, ma di responsabilizzare Governo e Parlamento verso le esigenze dei cittadini e delle imprese livornesi”.
Così una lettera in tal senso partirà domani, a firma dello stesso Rossi e dei sindaci di Livorno, Collesalvetti e Rosignano, indirizzata a tutti i neo parlamentari eletti in Toscana e allo stesso presidente del Consiglio.
All’inizio della mattinata si era recato a Quercianella, alla foce del Chioma, dove è stato ultimato il nuovissimo ponte capace di alzarsi (grazie a quattro pistoni idraulici) per 4 metri dalla sua sede, così da lasciare una luce sufficiente a garantire il corretto deflusso delle acque. L’alluvione ha insabbiato l’intero porticciolo e l’impegno del commissario è stato quello di procedere nei tempi più rapidi possibili ad un adeguato dragaggio, per permettere il riavvio delle attività portuali con l’inizio della stagione balneare (nella foto, i lavori in corso)
La seconda tappa è stata a Salviano, vicino alla foce del Rio Maggiore, dove entro due mesi è prevista la conclusione dei lavori per la realizzazione di un muro in cemento armato a protezione della sponda destra e del contiguo condominio.
Rossi ha quindi annunciato la riapertura al traffico a senso alterno, a partire da domani, della via Papogna, adesso che i lavori per la realizzazione del muro di protezione alto sette metri sul rio Ardenza, sono terminati. Ha inoltre le imprese circa i tempi di pagamento dei lavori, un aspetto sul quale si sono registrati alcuni ritardi, soprattutto per ciò che concerne le opere sotto il controllo del Comune di Livorno.
All’incontro con la stampa era anche presente il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, che ha convenuto con il commissario di costituire un apposito tavolo congiunto per risolvere ogni criticità e velocizzare i pagamenti, poichè i soldi sono disponibili. Renzi ha sottolineato la disponibilità degli uffici a versare alle imprese un acconto del 30 per cento dell’importo complessivo delle opere, a fronte della presentazione di una dichiarazione di apertura dei cantieri e di inizio dei lavori. Ha poi fissato per gli inizi di giugno il termine ultimo per la presentazione dei progetti, così da appaltare gli ultimi lavori, per complessivi ulteriori 30 milioni di euro, entro giugno ed iniziarli prima della conclusione del suo mandato di commissario prevista per la fine del settembre prossimo. Conferma contenuta in una nota di Toscana Notizie.
“Il mio obiettivo irrinunciabile – ha concluso Enrico Rossi – è di lasciare la mia funzione essendo riuscito a garantire ai livornesi un livello di sicurezza molto maggiore di quello su cui potevano contare prima della tragica alluvione. Solo così potremo dire di aver fatto qualcosa di utile e concreto per Livorno e per i livornesi”.
A questo proposito ha citato l’esempio del Rio Maggiore che oggi, a causa del tombamento, ha una portata di circa 40-50 metri cubi di acqua al secondo. Rossi ha chiesto ai tecnici di proporgli, in tempi brevi, soluzioni che consentano di incrementarla fino a 140 metri cubi al secondo, ovvero oltre le prescrizioni di legge e in misura pari alla portata che ha dovuto subire nel settembre scorso.