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29 Settembre 2020

Anche a Livorno il Craxi di Gianni Amelio, fu vero statista o uomo delle tangenti?


(Donatella Nesti) Livorno, 13 gennaio 2020 – Per chi ha vissuto la stagione di Tangentopoli, chi ricorda la strana alleanza conosciuta con il nome di Caf, Craxi, Andreotti e Forlani, chi non dimentica i processi di Manipulite e la requisitoria di Di Pietro in diretta televisiva, rivedere sul grande schermo gli ultimi mesi della vita di Bettino Craxi è come riaprire una ferita mai rimarginata, anche se volutamente nel film il nome di Craxi non viene mai citato.

Già, infatti, il nostro Paese non è mai guarito da quel periodo storico in cui l’Italia, come diceva orgogliosamente Craxi, era la quinta potenza industriale del mondo, ma anche quella che faceva crescere un debito pubblico che ci portiamo dietro come una pesante palla a piede.

Craxi è stato veramente l’ultimo grande statista, colui che con la crisi della base Nato di Sigonella alzò la voce contro gli americani quando era presidente Reagan, colui che voleva salvare la vita di Moro, quando il Pil cresceva del 2.50 per cento o l’uomo della maxitangente Enimont, dei conti segreti ad Hong Kong, dei favori all’amico Berlusconi?

E’ uscito nelle sale, anche a Livorno, il film di Gianni Amelio “Hammamet” con uno straordinario Pier Francesco Favino nei panni di Craxi, che si è sottoposto ad ore di trucco riuscendo a riproporre il politico con una gestualità e un tono di voce impressionanti.

“Hammamet” riflette su uno spaccato scottante della nostra Storia recente. Sono passati vent’anni dalla morte di uno dei leader più discussi del Novecento italiano e il suo nome, che una volta riempiva le cronache, è chiuso oggi in un silenzio assordante. Fa paura, scava dentro memorie oscure, viene rimosso senza appello. Basato su testimonianze reali, il film non vuole essere una cronaca fedele né un pamphlet militante. L’immaginazione può tradire i fatti “realmente accaduti” ma non la verità. La narrazione ha l’andamento di un thriller, si sviluppa su tre caratteri principali: il re caduto, la figlia che lotta per lui e un terzo personaggio, un ragazzo misterioso, che si introduce nel loro mondo e cerca di scardinarlo dall’interno.

Girato in parte nella villa appartenuta a Craxi in Tunisia il film ci restituisce un uomo sofferente e malato, non più arrogante e potente, circondato dall’amore dei familiari e dai fantasmi del passato, un film malinconico che induce alla pietas più che al giudizio negativo ed alla condanna storica.

Gli interpreti: Piefrancesco Favino, Livia Rossi, Luca Filippi, Silvia Cohen, Alberto Paradossi, Federico Bergamaschi, Roberto De Francesco, Adolfo Margiotta, Massimo Olcese. Con: Omero Antonucci, Giuseppe Cederna, Renato Carpentieri. E con la partecipazione straordinaria di: Claudia Gerini.