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25 Settembre 2020

Andrea Tacchi, il ricordo del primo violino dell’Ort


(Angela Simini) Livorno – Un’inconfondibile testa bianca, folta, bella su un volto giovanile, faceva di Andrea Tacchi, recentemente scomparso, primo violino della Orchestra Regionale della Toscana, il personaggio su cui cadeva il primo sguardo dello spettatore, simpatica caratteristica che andava ad aggiungersi ad altro aspetto ben più importante e meritevole: Tacchi aveva il dono della solidità artistica. Ed era il reale personaggio di riferimento dell’Ort, alla cui fondazione aveva contribuito nel 1980 con Massimo De Bernart, Luciano Berio e Aldo Bennici e che era diventata la sua seconda famiglia.
E’ con sentito e commosso dolore che ne parliamo al passato: lo abbiamo stimato come persona affabile e diretta, come grande violinista e concertista, particolarmente attivo nella diffusione della musica. E’ scomparso all’improvviso, all’età di 63 anni, dopo una breve e micidiale malattia, quando ancora aveva tanto da trasmettere, da insegnare, da offrire: è una perdita con la quale il mondo dell’arte dovrà fare i conti per la ricchezza del personaggio, come vediamo da un iter non comune, che associa alla formazione personale il senso della ricerca e della creatività.
Ma vediamo meglio chi era Andrea Tacchi. Celebri i suoi maestri, Roberto Michelucci e Franco Rossi, dai quali ha ricevuto una formazione completa, dal repertorio barocco alla musica contemporanea. Giovanissimo partecipò a formazioni cameristiche come il Trio di Fiesole e il Nuovo Quartetto, quindi ha spiccato il volo. Dal 1977 al 1995 lo troviamo docente al conservatorio Cherubini di Firenze, ma anche protagonista di prime assolute: ha eseguito il Corale di Luciano Berio e “A speel for a green corn” di Peter Maxwel-Davies, ha registrato per le principali emittenti radio-televisive europee ed ha partecipato a incisioni discografiche, dal 1982 ha suonato in duo con Francesco Dilaghi. Dopo una fortunata tournée con Riccardo Muti nel 1999 è stato invitato come Primo Violino dell’Orchestra Filarmonica della Scala ed ha collaborato con la Chigiana di Siena. Ma al suo attivo annovera anche concerti da solista con grandi nomi, come Uto Ughi, Boris Belkin, Vladimir Spivakov, Alexander Lonquich. E qui l’elenco non finisce, ma c’è una qualità sua, precipua che ce lo ha fatto apprezzare ed amare ancor più che gli straordinari e indiscussi successi: Andrea Tacchi ha fondato Ison Ensemble per approfondire il repertorio cameristico del Novecento ed ha animato il gruppo “I Solisti dell’ORT”, ha sempre svolto il suo ruolo all’interno dell’ORT e non se ne è mai allontanato, è stato la vera spalla dell’Orchestra e dei Direttori alla guida dell’ Orchestra. Sentiamo che cosa dice di lui Michele Silicani, ex sindaco di Stazzema, dove, dall’alluvione del 1996, Andrea Tacchi portava ogni anno l’ORT, che si solito partecipava gratuitamente all’Evento: “Quattro anni fa, quando a causa delle ristrettezze e la mancanza del sostegno nazionale al settore, l’ORT dovette rinunciare all’appuntamento, Tacchi, che volle sempre il massimo impegno e la massima dedizione dall’orchestra, propose ugualmente una versione sublime delle Quattro Stagioni di Vivaldi concedendo un bis strepitoso. Ti ricordo così ….caro amico…ti abbiamo sempre nel cuore e nella mente”. Per Andrea Tacchi la musica era serio impegno, sì, ma anche divertimento, gioia, sorriso, quel sorriso con cui, alla guida dell’Ottetto di archi dell’ORT, ha accompagnato, a favore dell’Agenzia Onu per i Rifugiati, una versione originale di Eleanor Rigby, nei cinquanta anni dall’uscita di Revolver, l’album dei Beatles che rivoluzionò il mondo della canzone. Anche in questa scelta Tacchi appare una persona versatile e duttile. Cade proprio in sintonia il ricordo commosso del pianista livornese Ilio Barontini, che ha dedicato ai Beatles creazioni personali: “Parecchi anni fa, quando era insegnante di violino all’Istituto Mascagni, ebbi il piacere di conoscere Andrea Tacchi e di apprezzare le sue doti didattiche e umane, che , a distanza di tanto tempo, restano vivide nel mio ricordo. Con la sua scomparsa perdiamo un grande artista, un grande didatta e una splendida persona”. Tante e tante dimostrazioni di affetto, di stima e di cordoglio abbiamo raccolto dal mondo dell’arte. Andrea Tacchi ha ricevuto l’ultimo saluto al Teatro Verdi di Firenze, sede dell’Orchestra Regionale della Toscana.