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29 Novembre 2020

Appuntamento con la lirica al Goldoni, sponsor il Rotary Club Livorno


(Angela Simini) Livorno – dicembre. Il 7 dicembre, giorno della nascita di Pietro Mascagni, Livorno 1863, il Teatro Goldoni di Livorno celebra il compleanno del compositore, al quale ha dedicato il Progetto Mascagni fin dal dal 1990, con l’allestimento di un’opera lirica che porta la sua firma, consuetudine che si ripeterà puntualmente col prossimo appuntamento della Stagione Lirica del Teatro Goldoni. Ed anche il Rotary Club Livorno si fa partner dell’iniziativa, come coproduttore del titolo che vede in scena una selezione di arie della Lodoletta di Pietro Mascagni e il Tabarro di Giacomo Puccin (nella foto il cast delle due opere). Un regalo vero e proprio, il ritratto del Maestro eseguito dal pittore livornese Mario Madiai, è giunto alla Fondazione Goldoni dall’Associazione Amici del Teatro. Dunque il 7 dicembre prossimo, alle ore 20.30, va in scena un allestimento diverso, rispetto al solito, che accosta Mascagni a Puccini, i due compositori coevi, compagni di stanza, ma anche di miseria e di studi al Conservatorio di Milano, dove condivisero persino gli spiccioli per acquistare una partitura nuova, e che furono anche rivali, ma sostanzialmente amici. L’ accostamento dei due autori non è inusuale, altre volte si è fatto sia in altri teatri, sia a Livorno, in quanto ambedue partecipano del movimento musicale della Giovane Scuola improntata al verismo musicale, sul quale si innesta il progetto Verismo Opera Studio messo recentemente in cantiere dalla Fondazione Goldoni, che va a sostituire il Cantiere Lirico del Progetto Mascagni. “Il Progetto si rinforza- ha illustrato Alberto Paloscia, direttore artistico della sezione lirica – e si espande anche ai compositori della Giovane Scuola come Umberto Giordano, Alfredo Catalani .. ed altri. Diventa un Corso di Alta Formazione, che è conosciuto a livello internazionale e che avrà un andamento continuo, con Master Class più frequenti, come in questa ultima circostanza in cui il soprano Fiorenza Cedolins è venuta più di una volta a preparare i giovani del cast”. Ed ha messo in luce altri elementi che concorro a motivare l’abbinamento Lodoletta -Tabarro, le due opere infatti, nate in tempo guerra, dunque nello stesso clima, denunciano contaminazioni con la produzione musicale del fine Ottocento e del Novecento, al quale appartengono per gusto e modernità le due partiture. E non è estraneo il fattore umano e politico, con uno sguardo attento alla desolante miseria delle classi sociali più umili: Lodoletta, senza un soldo in tasca, intraprende con i suoi zoccoletti rossi ai piedi, il cammino dall’Olanda a Parigi alla ricerca del suo Flammen, mentre i barcaioli e gli scaricatori del Tabarro rappresentano il mondo dei reietti che vive a pelo di acqua o, addirittura, in fondo alla stiva di un barcone, sotto il livello dell’ acqua come i topi di fogna. In questo squallore si concepisce il delitto che si consuma sulla scena, in un clima di Grand Ghignol.
Alberto Paloscia annuncia che l’anno prossimo sarà il centenario di Lodoletta, per cui questa serata sarà un omaggio in anteprima, in attesa della celebrazione vera e propria nel 2017. L’opera è stata molto amata e rappresentata, poi, dal secondo dopoguerra ha subito una battuta di arresto, invece nel 1994 a Livorno si ebbe una splendida messinscena con la presenza di Massimo de Benart sul podio e la regia di Piera degli Esposti.
Tra loro son stati scelti cinque borsisti dai maestri dei corsi e da Fiorenza Cedolins, ai quali è stata assegnati sono stati assegnati i premi offerti dal Rotary Club: Virginia Barchi, Stefano Fagioli, Francesco Napoleoni, Giuseppe Raimondo, Gesù Zefi, che andranno a formare i cast della serata.
Il teatro, come fa da anni, si è dotato di un laboratorio proprio di giovani leve, che hanno la possibilità di frequentare prestigiose Masterclass ( che hanno ovviamente un costo ) e l’opportunità di esibirsi e di misurarsi col palcoscenico, non solo per un concerto, ma per un’opera intera. Il presidente Mario Leone sostiene che un teatro, se vuole tenere le porte sempre aperte, deve attivarsi ed attivare anche forze nuove che abbiano una ricaduta sulla città.
Ma, va da sé che, in tempi di crisi come gli attuali, il Laboratorio di un teatro offre, sì, la possibilità di sperimentare e di lavorare ai giovani allievi, ma può allestire più spettacoli e a minor costo.
“Siamo orgogliosi – dichiara Decio Iesilli, vice presidente del Rotary- di aver partecipato alla realizzazione di un titolo di cartellone come produttori, e non solo come sponsor. Se precedentemente abbiamo offerto le orse di studio, oggi abbiamo investito sull’allestimento. Il ricavato dello spettacolo sarà devoluto alla Croce Rossa a favore del Progetto Strada, per l’acquisto di un mezzo per distribuire aiuti a chi vive per strada la notte”
Uno sguardo al cast: sul podio a dirigere l’Orchestra Filarmonica Pucciniana salirà Fabrizio Da Ros, la regia è firmata da Daniele De Plano, che abbina alla scenografia quadri di Lorenzo Viani, pittore viareggino, contemporaneo di Mascagni e Puccini con i quali ebbe contatti e scambi culturali. L’Istituto Mascagni partecipa col Coro, diretto dal M° Gabriele Micheli.
Nei cast figurano: Clementina Regina, Giuseppe Raimondo, Ken Watanable, Virginia Barchi, Francesco Napoleoni, Gesu Zefi, Stefano Fagioli, Paola Martelli (voce recitante).