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giovedì 22 Agosto 2019

Aree interne della Toscana, una strategia della Regione


Firenze, 12 novembre 2018 – Comprendono 7 Comuni su 10, il 72 per cento del territorio, e sono abitate dal 30 per cento della popolazione regionale. Sono le aree interne della Toscana: il Casentino, la Valtiberina, la montagna pistoiese, la Garfagnana, la Lunigiana, ma anche alcuni dei Comuni del Valdarno, della Val di Sieve, del Mugello, della Valle del Bisenzio e poi la fascia che va da Volterra all’Amiata.
A loro la Regione Toscana ha deciso di dedicare progetti speciali, in grado di affrontare i principali problemi che negli anni ne hanno causato lo spopolamento, l’invecchiamento della popolazione, il calo dei servizi ai cittadini e l’arretramento economico.
Se ne è parlato oggi all’Auditorium di S. Apollonia a Firenze, nel corso del convegno dal titolo “Le aree interne nella futura politica di coesione”, al quale hanno preso parte numerosi assessori della giunta regionale, da Marco Remaschi a Monica Barni, da Cristina Grieco a Vincenzo Ceccarelli a Stefano Ciuoffo, i cui lavori sono stati conclusi dal presidente Enrico Rossi (nella foto)
“E’ nostra intenzione – ha spiegato il presidente Rossi – entro la fine dell’anno arrivare a definire una strategia regionale in grado di presentare progetti finanziabili per interventi in queste aree, progetti che riguardino la mobilità e i collegamenti, l’istruzione, i servizi sanitari, l’agricoltura, il turismo. L’Europa sceglie di concentrare i suoi interventi sulle grandi aree densamente popolate. Noi chiederemo che dedichi invece maggiore attenzione a queste aree meno popolate, ma ugualmente importanti, di cui non possiamo e non vogliamo fare a meno. Ho già posto questa esigenza a Bruxelles, dove ho incontrato disponibilità. Si tratta adesso di passare alla fase di progetto e di richiesta di una quota riservata dei fondi europei nel prossimo settennato”.
Per far questo il presidente Rossi ha chiesto ad ogni assessorato di predisporre piani di intervento di settore e all’Irpet, presente al convegno con il direttore, Stefano Casini Benvenuti, di collaborare dal punto di vista tecnico alla loro stesura, lavorando insieme alle direzioni regionali.
“Negli ultimi sette anni – ha precisato Rossi – abbiamo destinato notevoli investimenti all’area costiera, mettendola oggi in condizioni di maggiore competitività e in grado di garantire sviluppo e occupazione ai suoi abitanti. In questo ultimo scorcio di legislatura mi piacerebbe riuscire a fare lo stesso con le aree interne”.
E’ stato chiesto agli uffici di accelerare con l’impiego dei finanziamenti già disponibili, rendicontando gli interventi in tempi brevi, di ascoltare i sindaci, interpreti delle esigenze di quei territori, per passare poi alla fase di progettazione degli interventi necessari, secondo quella che dovrà configurarsi come una vera e propria strategia per le aree interne, che da deboli devono diventare più forti e competitive, capaci di avere un futuro.
Si tratta di circa 200 comuni su un totale di 276, collocati nel Casentino, nella Valtiberina, sulla Montagna pistoiese, in Garfagnana, in Lunigiana, nel Valdarno, nella Val di Sieve, nel Mugello, nella Valle del Bisenzio e nella fascia che va da Volterra all’Amiata.
Sono abitati da 1 milione e 140.000 cittadini, sui circa 3,8 milioni che rappresentano l’intera popolazione toscana e coprono una superficie di 16.500 chilometri quadrati sui quasi 23.000 dell’intero territorio regionale.
Negli ultimi 40 anni si sono notevolmente spopolate, con un calo dell’11 per cento del numero di abitanti, mentre la Toscana è cresciuta del 6 per cento.
Anche la densità, che ha una media regionale di 163 abitanti per chilometro quadrato, in alcune di queste aree arriva ad essere anche più di 4 volte inferiore, con 37 abitanti per chilometro quadrato.
Quasi 7 famiglie su 10 contano un solo o al massimo due componenti ma, nonostante la scarsa natalità, i pediatri di zona arrivano ad avere anche 800 piccoli assisititi ciascuno.
Dal 2007 ad oggi il 28 per cento delle risorse complessive dei fondi europei Fesr, Feasr e Fse destinati alla Toscana sono andati a finanziare progetti che riguardano queste aree, per un totale di 1,095 miliardi di euro.

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