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24 Settembre 2020

Banche a Livorno. Risparmi in crescita, investimenti in calo. Intervista a Fabio Del Nista


(Ruggero Morelli) Livorno, 6 giugno. Con Fabio Del Nista, dirigente di banca che ha svolto alcuni incarichi pubblici di rilievo a Livorno, parliamo di banche e credito dopo l’arrivo in città di un’altra banca cooperativa “Chianti Banca”.
Le cronache si sono interessate di recente di Chianti Banca perché al vertice c’era da un anno un esperto di fama mondiale come Bini Smaghi, chiamato a causa della critica situazione di bilancio.
D – Cresce ancora il numero degli sportelli bancari nella nostra città, mentre i dati ci indicano che la disoccupazione aumenta e alcune aziende hanno chiuso o sono state trasferite all’estero. Come valuti questa situazione?
R – A Livorno, città con una popolazione in leggera contrazione e con un’ economia che taluni definiscono stagnante, si assiste ad una vera e propria sproporzione tra sportelli bancari e residenti, tra sportelli bancari ed attività commerciali, industriali ed artigianali.
D – Quanti sono gli sportelli ?
R – Ci sono infatti presenti ben 78 sportelli bancari a fronte di 25 istituti esistenti sulla piazza, il tutto senza tener conto che fino a poco tempo fa esisteva anche Banca Toscana , attiva e fiorente, poi inglobata nel Monte Dei Paschi di Siena. A causa dello sfacelo della stessa che ha visto chiudere ben due filiali a Livorno. E’ doverosa una nota su Banca Toscana, scomparsa senza che la Regione ed il Presidente della Toscana Rossi, abbiano manifestato segni di preoccupazione per la cancellazione di una realtà che ben rappresentava la nostra regione.
D – Nel panorama ci sono anche banche estere.
R – Infatti si deve segnalare la presenza di due banche francesi: Credit Agricole in CariParma e Banque Nationale De Paris in BNL ed infine la tedesca Deutsche Bank. La massima presenza di sportelli: 17 fanno capo a BPM, che a suo tempo sotto la Popolare di Lodi, aveva accorpato Cassa di Risparmio di Livorno, Lucca e Pisa.
D – Le BCC, banche di credito cooperativo, per la loro natura dovrebbero avere un’attività rivolta e limitata al proprio territorio di origine?
R – Curiosa, ma non proprio, è la presenza nel Comune di Livorno di due Banche di Credito Cooperativo: Castagneto Carducci e Banca Cras nonché l’affacciarsi di Chianti Banca ed inoltre di Unipol Banca, Findomestic Banca e della Banca di Investimento Mobiliare Aletti & C., unitamente a Banca Fideuram.
D – La domanda che si pone in modo naturale è perché, rispetto a dati economici e demografici non esaltanti, ci sia una presenza così importante di banche, alle quali devono aggiungersi, in un ruolo non certamente secondario, gli Uffici Postali.
R – La risposta si trova proprio partendo dal ruolo di questi ultimi che, al di là del servizio tradizionale, sempre più rivolto a ditte private, fungono da ricettori del risparmio, soprattutto familiare, collegato alla funzione rilevante (circa il 50 per cento), di pagamento delle pensioni. E Livorno è città con altissima presenza di pensionati, con medie di reddito più alte delle città di pari dimensioni.
D – C’è quindi uno squilibrio tra risparmio ed investimenti produttivi?
R – Livorno, dai dati forniti anche a fine Aprile 2017 da Banca Italia ha visto il risparmio costantemente in crescita, mentre gli investimenti in industria e costruzioni anche nel 2016 registrano un calo del 14 per cento.
D – Quale differenza tra le banche in forma spa e quelle in forma di cooperativa?
R – Quanto e come la natura giuridica, o meglio la struttura societaria delle singole banche, possa incidere sul credito a livello locale e come gli impegni a livello di piccolo prestito o microcredito siano produttivi in termini socio economici e redditivi per le banche, lo potremo affrontare in altro momento.
Grazie.
A settembre torneremo sul tema con Fabio Del Nista. Dopo le gravi crisi di Mps e di altre banche minori, il Governo e l’Europa si dovranno ancora occupare delle sorti delle banche come leggiamo nelle fitte cronache quotidiane. Non ci è sfuggito che la Cassa Risparmio San Miniato andrà a fine mese in assemblea con un debito di 47 milioni! Ed anche per valutare il perché del divario tra depositi e giro di affari, ed anche il nuovo ambito di azione delle banche cooperative. ruggeromorelli@libero.it