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lunedì 9 20 Dicembre19

Baricco al Goldoni il 5 dicembre, per il suo monologo teatro già esaurito


(Simone Consigli) Livorno, 3 dicembre 2019 – Danny Boodman T.D. Novecento venne abbandonato ancora neonato dentro il pianoforte della prima classe del piroscafo Virginian, a trovarlo dentro una scatola di limoni T.D. Fu Danny Boodman, trombettista di colore, che lo portò con sè e gli dette il nome. Novecento vivrà tutta la sua vita sul Virginian diventando un grande pianista, prigioniero della sua involantaria prigione e del suo talento.

Alessandro Baricco sarà a Livorno, al Teatro Goldoni, dopodomani, giovedì 5 dicembre alle 21, per il reading del suo monologo. I biglietti sono già esauriti da tempo. Novecento è stato scritto nel 1994 ed è stato pubblicato da Feltrinelli. Dalla trama è stato ricavato il bel film di Giuseppe Tornatore con Tim Roth, intitolato “La leggenda del pianista sull’oceano”, nel 1998. Non sarà l’amore a portare fuori Novecento dalla sua nave, non saranno le esortazioni di Max, suo unico amico e narratore nel monologo della vicenda, a fargli decidere di entrare “nel mondo”.

Novecento rimarrà tutta la vita sul piroscafo, a scacciare nei passaggeri la paura delle vastità dell’oceano, a sfidare i più grandi musicisti jazz dell’epoca, che venivano appositamente per misurarsi con lui a bordo del Virginan. Verrà proposto a Novecento, ormai diventato famoso, di incidere dei dischi, ma lui li romperà tutti, perchè “la mia musica non deve andare lontano da me”, dirà. Quando la carriera del piroscafo Virginian termina, si decide di farlo esplodere e Novecento purtroppo non si trova, né a bordo, né tra gli sbarcati, nonostante le ricerche dell’amico Max. Non si può essere tristi per la vicenda di Novecento, ma è inevitabile commuoversi, come gli spettatori del Virginian, a cui questo bambino abbandonato in un pianoforte, dotato di intelligenza e doti intuitive fuori dal comune, cercherà di donare felicità, per tutta la vita, col suo pianoforte. “Provare, una volta, a leggere io, nei teatri, Novecento” così Baricco nella sua nota di regia “Dopo vent’anni di messe in scena, nei teatri di tutto il mondo, con tutti gli stili, con artisti completamente diversi l’uno dall’altro, ho pensato che tornare un po’ alla voce originaria di Novecento potesse essere una cosa interessante, per me e per il pubblico. Un modo di riascoltare quella musica col sound che avevo immaginato per lei”.

“Non sei fregato finchè hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla”, dice in una battuta, Novecento, ripresa per l’intestazione dello spettacolo, “sono sicuro che lo farò ogni sera diverso, perchè non sono un attore e non riesco a immaginare di salire su un palcoscenico a fare una cosa che so già come finirà” continua Baricco “quindi probabilmente ogni volta ci sarà un colore diverso, una durata diversa, una felicità diversa”. Lo spettacolo avrà un intervallo e musiche originali di Nicola Tescari, registrate, Tommaso Arosio e Eleonora De Leo hanno curato il resto insieme ad Alessandro Baricco: “un paio di anni e poi mi fermo. Una dozzina di date all’anno. Non di più. Così magari riesco a farle tutte indimenticabili. Quanto meno per me”.

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