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2 Luglio 2020

Marco Barzanti, candidato alla presidenza della regione Toscana del Pci (foto d'archivio)

Barzanti, Pci, sferza Giani: “Nessuna fake, tu non ami il popolo e sei antidemocratico”


Livorno, 7 giugno 2020 – “Il candidato alla presidenza della regione Toscana, Eugenio Giani, in una auto intervista audio-video delle scorse ore, poi rimossa da Facebook, spiega la necessità di fare un inceneritore in Toscana, necessario al punto da ricorrere ai carri armati. Ma adesso il candidato alla presidenza del Pd ci dice che è un fake, o qualcosa del genere, che non ha usato certe espressioni e comunque quella dichiarazione registrata, chi l’avesse vista e ascoltata, l’ha mal interpretata, non ha capito, perché lui voleva solo esprimere grinta e determinazione. Ebbene, signor Giani, se vuole le possiamo inviare un video in cui appare un signore dalle somiglianze identiche alle sue, con sotto scritto il suo nome e che parla da un studio uguale ma proprio uguale al suo. Questo signore espone, e si sente molto bene, il riferimento all’Eni di Livorno, all’inceneritore necessario e all’uso dei carri armati in difesa di questa scelta, manifestando un certo fastidio verso tutti coloro, come il nostro Pci ed i comitati che chiedono da trent’anni sistemi alternativi per la riduzione dei rifiuti. Riguardando il video, però, devo escludere che si tratti di Crozza. Credo piuttosto si tratti proprio di lei, che da quasi un decennio siede in consiglio regionale, di cui adesso è presidente, e ha l’ambizione di guidare la macchina regionale e quindi il popolo toscano nei prossimi anni…”.
Così commenta, rivolgendosi direttamente al candidato alla presidenza della regione Toscana del Pd e del Centrisinistra, Eugenio Giani, il segretario regionale e candidato del Pci alla presidenza della medesima regione, Marco Barzanti, prendendo spunto sia dalle dichiarazioni in merito alla possibile realizzazione di un inceneritore nell’area Eni di Stagno a Livorno sia sulla “difesa” messa in atto da Giani che ha affermato che quanto da lui detto è stato travisato e che quanto è uscito sulla stampa sono fake news.

“Altro che fraintendimenti o malafede, altro che fake news, Giani quelle cose le ha dette e ciò è molto grave”, continua Barzanti. “Cerca di giustificarsi ponendo l’accento sul significato letterale di quello che ha affermato o sostenendo che il suo era un linguaggio allegorico e che lui non userebbe mai i carri armati. Ci mancherebbe altro! Ma deve sapere, il signor Giani, che c’è un limite a tutto, anche al linguaggio allegorico e figurativo. Il suo è stato un linguaggio inutile e violento, per il quale dovrebbe scusarsi con il popolo toscano, un modo di esprimersi che però ha evidenziato tutta la sua incapacità politica”.

“Possiamo essere certi di una cosa”, sottolinea ancora il segretario toscano del Pci, rivolgendosi in questo caso, oltre a Giani, al Pd e ai suoi governi regionali: “Come regione Toscana in vent’anni, di cui dieci di presidenza Rossi, non siete riusciti a dare risposte concrete per risolvere il problema dei rifiuti, della sanità, del lavoro che è avvolto in una crisi profonda, così come non siete riusciti ad incidere positivamente nel sistema economico ed imprenditoriale toscano. Non dimentichiamo che Rossi, prima di essere presidente, è stato altri dieci anni assessore alla sanità, dove ha fatto più danni delle grandine, privatizzando tutto quanto poteva privatizzare. E lei, Giani, in dieci anni di consiglio regionale, sempre con incarichi importanti, deve sentirsi ugualmente responsabile dei fallimenti toscani, dalla viabilità all’economia, dai rifiuti alla sanità. Non a caso Rossi, con le lacrime da coccodrillo, di fronte alla tragedia sanitaria del coronavirus, ha ammesso di aver fatto troppi tagli alla sanità regionale, credendo forse, in questo modo tardivo ed irritante, di svincolarsi da responsabilità che invece lo inchiodano ed inchiodano il Pd a futura memoria”. E poi, ancora senza mezzi termini al candidato del Pd: “Lei ha girato la Toscana in lungo e in largo e l’unica intervista ‘fake’ è stata l’uso dei carri armati? Mi faccia il piacere, direbbe Totò. Le ricordo che gli inceneritori, spesso, sono stati chiusi non perché mancava un francobollo o perché il Pci è cattivo, ma per la pericolosità e le emissioni nocive come accaduto all’impianto di Scarlino in provincia di Grosseto, che voi del Pd avete più volte tentato di riaprire. Forse sarebbe opportuno, anziché continuare nella politica dello struzzo, iniziare a programmare una seria filiera dei rifiuti, partendo dalla raccolta differenziata, premiante per i cittadini virtuosi, la riduzione dei rifiuti da imballaggio, il recupero, il riciclaggio e il riutilizzo. Ciò darebbe lavoro stabile, utile all’ambiente e alla salute”.

Infine Barzanti sfida Giani al ricordo di una triste pagina per la politica italiana e in particolare per il comportamento della regione Toscana: “Signor Giani, cosa pensa della repressione e delle violenze in America contro il popolo, contro i diritti democratici e civili? Ricordo quanto lei si sia esposto personalmente e come consiglio regionale nel dare patrocinio ed ospitalità ai golpisti del governo venezuelano. Attendiamo le sue scuse al popolo e al governo del Venezuela, per le gravi azioni finanziate dagli Stati Uniti contro il presidente Maduro. Lei è un anticomunista, Giani. Non ama il popolo, non rispetta la partecipazione democratica. Questo è il problema. Lei potrebbe essere il candidato ideale sia per il Centrodestra che il Pd senza capirne e coglierne le differenze. Viste le dichiarazioni del candidato del Pd già immaginiamo i disastri politici a cui andremo incontro, se verrà eletto. Un po’ come quando tutti saliste sul carro di Renzi, tutti d’accordo nell’eliminazione dei diritti dei lavoratori, ma, dopo l’uscita di Don Matteo, nessuno nel Pd ha mai chiesto il ritorno dei diritti ai lavoratori. Se dovesse vincere lei, signor Giani, nato e cresciuto tra palazzo Vecchio e palazzo Panciatichi (i nomi del comune di Firenze e del consiglio della Toscana, ndr) forse ci toccherà addirittura rimpiangere Rossi. Con lei si rischia di cadere dalla padella nella brace”.