Pierluigi Bersani a Livorno (foto Costa Ovest)
Bersani a Livorno ricorda i valori del 25 aprile: “Omaggio a chi morì per la libertà”
25 Aprile 2026
(Marco Ceccarini) Livorno, 25 aprile 2026 – “La pietà è per tutti, ma l’omaggio è solo per coloro che hanno dato la vita per abbattere la dittatura e costruire un’Italia libera e democratica”.
Questo è uno dei passaggi più significativi del discorso che l’onorevole Pierluigi Bersani, presidente dell’Istituto storico di Piacenza, ha tenuto questa mattina a Livorno in occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione, alla presenza del sindaco e del prefetto di Livorno, Luca Salvetti e Giancarlo Dionisi.
Bersani, nella piazza davanti a Palazzo Granducale, ha richiamato il significato profondo della ricorrenza, sottolineando la distinzione tra il rispetto umano universale e il riconoscimento dovuto a chi contribuì in prima persona alla Liberazione. Il filo conduttore degli interventi è stato il valore della memoria storica, proiettata verso il futuro.
“La disuguaglianza è stupida. Bisogna sradicare l’idea che ci si commuove per la morte di un bambino vicino a casa ma non per l’uccisione di ventimila bambini da qualche altra parte”, ha detto Bersani, da cui è venuto forte il richiamo all’universalità dei diritti e alla necessità di superare ogni indifferenza selettiva.
Nel suo intervento Bersani ha tuttavia espresso fiducia nelle nuove generazioni: “Sono ottimista perché vedo ragazze e ragazzi sempre più partecipi, meno disposti ad accettare l’idea che si sia popolo solo accodandosi acriticamente a chi detiene il potere e vorrebbe restringere gli spazi della democrazia”. Un segnale incoraggiante, che individua nei giovani una possibile risposta al rischio di disimpegno e conformismo.
Rispetto alle questioni internazionali e alla guerra mossa da Stati Uniti e Israele all’Iran, ha detto: “Si è rotto un argine. Per la prima volta l’attacco a un solo Paese mette in crisi tutto il mondo. Questo significa che il mondo è profondamente interconnesso. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, prima di Donald Trump che ha aperto questa guerra c’è l’ideologia Maga perché senza di questa non ci sarebbe Trump. Bisogna dunque lavorare anche sul piano culturale”.
Al centro resta in ogni caso il ruolo della memoria: “Non si trasmette gratuitamente, ma attraverso l’esempio e l’impegno”, ha detto. Un concetto che ribadisce come il ricordo della Resistenza non debba essere solo celebrativo, ma tradursi in responsabilità civica quotidiana.
Anche gli altri interventi hanno insistito sul legame tra libertà e giustizia sociale. Il prefetto Dionisi ha richiamato i valori costituzionali, citando Sandro Pertini, simbolo della Resistenza ed ex presidente della Repubblica: “La libertà senza giustizia sociale è una conquista vana”, monito che continua a interrogare il presente. Il sindaco Salvetti ha invece adottato un tono più informale ma incisivo, sottolineando che “Livorno è antifascista, se ne devono fare una ragione”.
Nel complesso, la commemorazione del 25 aprile a Livorno ha restituito un’immagine viva della Liberazione: non solo memoria del passato, ma strumento per interpretare il presente e orientare il futuro.
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