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23 Novembre 2020

Buon compleanno, Giorgio Caproni poeta del libeccio!


Livorno – gennaio. Gennaio è il mese che ricorda due dei più grandi artisti livornesi: nel 1920 morì a Parigi Amedeo Modigliani, che quest’anno sarà commemorato con il musical “Modì. L’ultimo inverno di Modigliani” per la regia di Gipo Gurrado (in scena il 12 gennaio al Teatro Goldoni). Nel 1912 invece, il 7 gennaio, nacque a Livorno Giorgio Caproni, uno dei maggiori poeti italiani del Novecento, che si spense a Roma il 22 gennaio 1990. Aveva dieci anni, quando nel marzo del 1922 la famiglia si trasferì a Genova, dove frequentò la Facoltà di Magistero, che alternò allo studio del violino. Nel 1936 pubblicò la sua prima raccolta di poesie. Dopo i primi guadagni da commesso e da impiegato, diventò maestro elementare. Nel 1938 si trasferì con la moglie Rina, a Roma, proseguendo nell’insegnamento fino al 1973. Una vita, la sua, schiva e per niente salottiera. Dopo la guerra e la Resistenza iniziò a collaborare a quotidiani e rivista della sinistra: “L’Unità”, “Mondo operaio”, “Avanti!”,”Italia socialista”, “Il lavoro nuovo”. In particolare su “La fiera letteraria”, allora la pubblicazione di maggiore prestigio della critica letteraria, si fece apprezzare per gli articoli, i racconti, le poesie. E anche per le sue esemplari traduzioni dei grandi letterati francesi: “Il tempo ritrovato” di Proust, “I fiori del male” di Baudelaire, “Morte a credito” di Celine, “Bel-ami” di Maupassant, di Genet e Apollinaire.
Vinse un “Premio Viareggio” con “Stanze della funicolare”. Il suo maggiore successo nel 1975, con “Il muro della terra”,che ottenne il “Premio Gatto” e un prestigioso premio in Francia per il miglior libro tradotto in francese. E ancora con “Il Franco cacciatore”, i premi Montale e Feltrinelli. Nel 1984 ebbe la laurea honoris causa in Lettere e Filosofia dall’Università di Urbino, nel 1985 la cittadinanza onoraria di Genova, città che lo influenzò nel profondo.Ma nel 1984 fu ospite d’onore di Livorno e dal sindaco di allora Alì Nannipieri, ricevette la “Livornina d’Oro”, il massimo riconoscimento al concittadino che onora la sua città. Nel novembre 2007 una lapide è stata scoperta nella facciata della casa di Corso Amedeo, 279 (“Qui nacque Giorgio Caproni poeta delicato e forte come la città che lo vide nascere”). Nel 1986 vinse i premi “Chianciano”, “Marradi”, “Campana” e “Pasolini” con la raccolta “Il conte di Kevenhuller”. Nel cuore del poeta Livorno rimase nel cuore ed ad essa dedicò alcune delle più belle poesie. Beppe Ranucci, regista e autore, e Giorgio Fontanelli, drammaturgo scomparso nel 1993 e troppo dimenticato, presentarono un recital a ricordo del poeta con letture di dell’attore Aldo Bagnoli ad effetto Venezia. Nel novembre 2007 una lapide è stata scoperta nella facciata della casa di Corso Amedeo, 279 (“Qui nacque Giorgio Caproni poeta delicato e forte come la città che lo vide nascere”).
Il “compleanno” di Caproni sarà ricordato, domenica 8 gennaio alle ore 18, al Centro Artistico “Il Grattacielo”, via del Platano 6, con esponenti della cultura livornese, che hanno dedicato i loro lavori illustrando la figura del poeta. La giornata è stata presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Comunale. I protagonisti saranno, oltre all’assessore alla Cultura Francesco Belais, il regista Amasi Damiani, gli attori Michele Crestacci e Lorenzo Aloi e l’altro giovane regista Luca Dal Canto. Vari punti di vista dunque, per omaggiare un livornese che ha lasciato un patrimonio smisurato nell’ambito della cultura. “Sono entusiasta di questa iniziativa, organizzata direttamente dal mio assessorato – ha detto l’assessore Belais- che sulla scia degli incontri svolti nei mesi scorsi al Museo Civico “G. Fattori” per ricordare i grandi artisti livornesi come Marcello Landi, Giovanni Bartolena e Adolfo Tommasi, va nell’ottica di onorare la memoria dei nostri concittadini”. Domenica prossima saranno proiettati “C’era una volta un poeta” di Amasi Damiani, “Il cappotto di lana” di Luca Dal Canto e un estratto del monologo “Caproni” dell’attore Michele Crestacci, che non potrà essere presente perché impegnato a Milano con il suo monologo su Armando Picchi. Seguirà un dibattito sulla figura del poeta labronico e un collegamento telefonico con la figlia, Silvana Caproni. Amasi Damiani nato a Livorno nel 1927, è rimasto lontano dalla sua città per cinquant’anni, dove poi ha fatto ritorno. Sin da giovane, lasciata Livorno per Roma, si è dedicato alla regia ed ha fatto una brillante carriera come sceneggiatore e scrittore. Nel 1964 ha diretto il film “I nuvoloni” con Erminio Macario e Silvio Noto. In seguito è stato un proficuo regista per il cinema e il teatro. Ha al suo attivo anche documentari e sceneggiature. Dagli anni ottanta prediligerà la via del film d’autore realizzato in modo indipendente. Tornato a Livorno, nel 2010, ha fondato una scuola di cinema dal titolo “New Race”. Luca Dal Canto, filmmaker, regista e fotografo, ha realizzato spot, video corporate, videoclip, backstage e documentari. Il cortometraggio “Il cappotto di lana” (2012) è stato selezionato in 52 festival nazionali e internazionali di cinema e ha vinto 16 premi. Come aiuto regia ha collaborato nel cinema e nella pubblicità con importanti registi italiani, tra cui Sergio Rubini, Daniele Luchetti, Enrico Oldoini, Luca Lucini, Paolo Costella, Matteo Oleotto, Fausto Brizzi, Paolo Genovese e Luca Miniero. Nel 2014 ha realizzato un progetto fotografico dal titolo “I luoghi di Modigliani”, che si svolge tra Livorno e Parigi ed ha avuto molto successo per la qualità delle immagini e per l’originalità dell’opera anche nella vicina Pisa, dove la mostra è stata esposta per alcune settimane. E proprio nel novembre scorso ha avuto un’ulteriore consacrazione a livello internazionale a Strasburgo, dove è stata presentata all’Istituto Italiano di Cultura. Michele Crestacci, classe 1972, ha partecipato ad alcuni films tra cui “La prima cosa bella” (2010) di Paolo Virzì. Ha inoltre lavorato con Duccio Chiarini per la realizzazione del film “Short Skin” uscito in Italia nell’aprile 2015. Nello stesso anno ha creato l’associazione “Mowan teatro” con Alessandro Brucioni: un collettivo teatrale che coniuga teatro di prosa e narrazione con linguaggi più esplicitamente contemporanei di teatro fisico e visivo e danza. Lorenzo Aloi, giovane e talentuoso attore livornese, nato nel 1998, anche lui ha preso parte a “La prima cosa bella” di Virzì, ha girato un corto con Giuseppe Di Palma, “Corri Lorenzino”, e, con il regista Luca Dal Canto oltre al film “Il cappotto di lana”, ha girato “Due giorni d’estate”. Frequenta l’ultimo anno del Liceo Scentifico “F. Cecioni”, indirizzo scienze applicate. Sogna il mondo del cinema anche se, essendo un ragazzo coi piedi per terra, ha in mente anche un piano B. L’ingresso al teatro Grattacielo sarà gratuito.Info:Cultura, Spettacolo e Rapporti con l’Univesità e Ricerca – Tel. 0586/820521 – cultura@comune.livorno.it