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martedì 25 Febbraio 2020

Calo degli sfratti e non solo, l’Unione Inquilini ha festeggiato il Natale


(Simone Consigli) Livorno, 28 dicembre 2019 – Il sindacato Unione Inquilini ha festeggiato con un brindisi il Natale il giorno della vigilia nella sua sede di via Pieroni per le prospettive più rosee in vista del biennio 2020-2021. Calo dell’ondata di sfratti e due nuovi bandi per l’emergenza casa sono le buone notizie che vengono analizzate nel bilancio.

L’impennata di sfratti che nel 2015 arrivò a 3500 unità si è sensibilmente smussata, il bando per il contributo agli affitti, ovvero gli aiuti per il passaggio da casa a casa, per il ripianamento dei debiti incolpevoli e per la pianificazione dei nuovi contratti, vanta un avanzo di 500.000 euro, cifra valutata molto congrua dal sindacato, da utilizzare per il prossimo biennio. In più, e si arriva al secondo bando, gli assegnatari delle case popolari che non hanno riscaldamento, circa il 50% secondo i dati dell’Unione Inquilini, potranno fare domanda al Comune per concorrere all’assegnazione dei finanziamenti per l’installazione degli impianti, con un contributo variabile tra il 70% e il 100%.

Insieme a queste note positive il sindacato lancia un campanello d’allarme, si tratta del previsto abbattimento della quota di reddito per l’assegnazione delle case popolari da 36.000 euro a 27.000 euro, “questo provvedimento può rappresentare la perdita dell’alloggio da parte di circa un centinaio di assegnatari di lungo corso, tutta gente che lavora e con famiglie ormai radicate”, denuncia Daria Faggi, storica attivista dell’Unione Inquilini, “ad oggi”, continua, “ci sono comunque buone basi per negoziare un ritocco meno esteso di questa quota, in modo che si vada a tutelare queste emergenze”. Daria Faggi continua nella sua panoramica sull’emergenza casa a Livorno, a cominciare dal fronte delle occupazioni: “mano a mano gli occupanti stanno tutti avendo la casa popolare, alla torre della Cigna accadrà la stessa cosa, siamo stati molto fiscali e le occupazioni seguite e sostenute dai sindacati sono da considerarsi una sicurezza, le persone che noi seguiamo devono gestire con cura i beni comuni e devono avere dei titoli ben precisi, i nostri assistiti sono poveri, livornesi e meridionali soprattutto, che hanno perso il lavoro nella totalità dei casi, noi non trattiamo con i clandestini”. La torre dell Cigna e il blocco della Chiccaia sono gli immobili occupati che vedranno presto uno sgombero, l’ex circoscrizione di Shangay, l’ex circoscrizione presso l’Ospedale, l’ex sede Aamps di via Zola, l’Arena Astra e il palazzo Maurogordato, sono invece realtà che si sono quasi totalmente risolte.

“Lo sfondamento delle case della Chiccaia”, ancora Daria Faggi, “registra una quota di abusivi che si è fatta giustizia da sé e non potrà accedere alle graduatorie, in questo sposiamo appieno la linea dell’assessore Andrea Raspanti e dell’Ufficio Casa del Comune, coloro che al momento dello sgombero non accetteranno le coabitazioni e le altre sistemazioni proposte, saranno purtroppo allo sbando e prevediamo che tornino a sfondare”. L’emergenza abitativa e gli immobili sfitti e abbandonati è l’ultimo punto trattato da Daria Faggi: “occorre ricominciare i lavori all’x caserma di via Lamarmora, adesso che ci sono i soldi, lì prima dell’abbandono vivevano comodamente dieci famiglie, lo stesso dicasi per Casa Firenze ad Antignano, dove tutti gli arredi della Social House ai tempi dell’amministrazione Cosimi sono stati vandalizzati e abbandonati dopo la vendita”. Infine una nota di merito per il lavoro sociale alla Caserma Occupata in via Adriana: “un progetto regalato al Comune e al movimento di lotta per la casa, nella struttura ci sono abitazioni al primo piano e al pianterreno un centro sociale apprezzato da tutto il quartiere”.

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