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mercoledì 19 settembre 2018

Carlo Pepi, Modì e il presunto falso di Spoleto: è lotta continua


(Massimo Masiero) Livorno, 4 luglio 2018. Carlo Pepi, uno dei maggiori esperti delle opere di Modì, denuncia che il ritratto della Jeanne Hebouterne, un disegno esposto a cura dell’istituto omonimo alla mostra di Spoleto, attribuito a Amedeo Modigliani (1884-1920) è un falso dichiara anche che non manca un protocollo delle opere che almeno possa garantire l’autenticità di quanto esposto nelle varie rassegne. Il vulcanico esperto livornese colpisce ancora. Lo ha fatto anche l’anno scorso quando a Genova furono esposte opere del grande artista alla mostra di Palazzo Ducale, che poi fu chiusa dalla direzione del Museo, dichiaratasi estranea alla vicenda, dopo l’intervento di una esperta nazionale e le indagini della Magistratura. Quest’anno è stato esposto il primo bozzetto del ritratto che Modì eseguì nel 1917 o 1919 della donna, morta suicida a 22 anni quando seppe della morte dell’artista. Appena vista la riproduzione fotografica, Pepi ha espresso con chiarezza la sua indignazione sostenendo che le linee e il tratto della figura non sono attribuibili all’artista livornese. Naturalmente la risposta dell’istituto Modigliani, che ha allestito la mostra spoletina, visitata anche da Vittorio Sgarbi, ammirato dal ritratto parigino, è di tutt’altro avviso. Nulla di falso, tutto documentato da expertise, da testimonianze scritte di mercanti, che furono amici del livornese, successivamente riproposte in lettere di mogli e figlie dei mercanti stessi, ancora autenticate in seguito.
In sostanza importanti istituti di valutazione delle opere e archivi noti e arcinoti che custodiscono e tramandano ai posteri le memorie di Modì si sono sempre dichiarati disponibili a certificare l’autenticità di quadri, disegni, foglietti, schizzi e chi più ne ha più ne ha messi in circolazione. E naturalmente con dovizia di citazioni di altri esperti di primo piano, che spuntano ovunque perché in effetti difficili sono le smentite sull’autenticità dei quadri esposti. Una battaglia che dura da tempo inserita in una cornice di milioni di euro e dollari. E immediati anche gli interventi di Carlo Pepi dal suo buen retiro di Crespina, dove ha riunito in un museo aperto al pubblico le centinaia di opere di sua proprietà. Su quanto esposto a Spoleto, in grande spolvero per il Festival in corso, l’esperto toscano ha precisato che il ritratto manca della sicurezza, dell’eleganza, della tridimensionalità dell’artista labronico. In sostanza è stato realizzato da un falsario poco dotato: insomma lotta continua. (Nelle foto, il disegno di Jeanne Heputerne esposto a Spoleto e Carlo Pepi) masierolivorno@gmail.com

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