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21 Settembre 2020

Ciampi è tornato nella “sua” Livorno


(Massimo Masiero) Livorno – Oggi pomeriggio, Carlo Azeglio Ciampi, presidente emerito della Repubblica, ha fatto la sua ultima passeggiata nella sua amata Livorno, prima del congedo al cimitero della Misericordia. L’ha fatta da solo, senza avere accanto la moglie signora Franca, che è rimasta a casa, dopo la messa funebre, celebrata da monsignor Vincenzo Paglia, che gli è stato vicino fino alla morte, nella chiesa di San Saturnino a poche centinaia di metri dall’abitazione romana, dove hanno reso omaggio ai familiari le maggiori cariche dello Stato, la sindaca di Roma e gli abitanti del quartiere Trieste. Era il giorno in cui avrebbero celebrato i settanta anni di matrimonio. “E’ ora come farò” hanno sentito mormorare la signora Franca, che gli è stata vicina per una vita.
La città gli ha voluto regalare una di quelle splendide giornate settembrine, che sa offrire all’imbrunire dell’estate, con le strade del centro e la passeggiata a mare, che tanto piacevano al cittadino illustre, illuminate dal sole mite di una splendida giornata. E i livornesi lo hanno accolto come uno di loro, con calore e semplicità: le bandiere a mezz’asta e il lutto, come in tutta Italia. Essenziali le auto del corteo funebre, che è transitato davanti al Municipio, in piazza Grande, poi ha percorso via Cairoli, piazza Cavour, via Ricasoli, passando davanti al negozio di famiglia, piazza Attias, ha deviato per viale Mameli, poi verso via Montebello, e giù sul mare, viale Italia, fino all’Accademnia Navale e ancora via Nazario Sauro per giungere al cimitero della Misericordia, dove è avvenuta la tumulazione nella cappella di famiglia e le autorità hanno salutato i figli, che hanno voluto ringraziare Livorno per l’accoglienza commovente, dopo che il vescovo Simone Giusti ha benedetto la bara, con tanti fiori bianchi. In Prefettura il registro esposto si è riempito di firme e di omaggi affettuosi di cittadini e amici.
I ricordi sono tornati alla mente di chi lo incontrò e lo stimò nella capitale e in città. Al Quirinale corazzieri, guardie presidenziali e personale: “Abbiamo perso un padre”. Roberto Benigni lapidario: “E’ stato un regalo del cielo”. “Un giorno – ha detto monsignor Paolo Razzauti, direttore del Seminario, che ha rappresentato il Vescovo a Roma – lo ricorderemo per quello che ha fatto”. Alessandro Cosimi, ex-sindaco del precedente mandato amministrativo: “Era uno studioso, amava la città e i suoi valori. Per lui era essenziale lavorare, fare le cose seriamente con metodo e impegno. Aveva potere carismatico senza essere populista”. I suoi amici erano Furio Diaz, il primo sindaco del dopoguerra, e Nicola Badaloni, che fu sindaco in successive legislature, filosofi e intellettuali di razza, autori di saggi e scritti adottati negli atenei. Il sindaco Filippo Nogarin, che era anche a Roma: “Nel suo esempio, ci impegneremo al fare”. Giorgio Kutufà, presidente della Provincia della scorsa legislatura, lo incontrava nella chiesa della Parrocchia del Soccorso e ricorda quanto ebbe a cuore la rinascita della zona della Porta a Mare, il recupero e la trasformazione del cantiere navale con lo stabilimento Azimut. Propone di dedicare a Carlo Azeglio Ciampi una strada in quella località, così vicina al mare, che tanto piaceva al Presidente anche dei livornesi.