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domenica 19 novembre 2017

Ciampi, la Rotonda, la città, l’ingratitudine dei “pochi” politici. E’ la Caporetto livornese di Nogarin?


(Massimo Masiero) Livorno, 23 ottobre. Ormai sta diventando un caso…nazionale. Ne parlano e ne scrivono Tv e quotidiani. Dedicare la Rotonda d’Ardenza, una magnifica piazza a sud della città affacciata sul mare con alle spalle la centenaria pineta cara a Giovanni Fattori e agli artisti macchiaioli, a Carlo Azeglio Ciampi, illustre cittadino della città, verso la quale aveva sempre avuto un legame speciale, presidente della Repubblica, personaggio amato dai concittadini per la sua spontaneità e disponibilità tutta livornese, e da lui riamati, ha suscitato in tredici consiglieri della maggioranza 5 stelle, tra storici, fuoriusciti dal movimento, e altri, uno sdegno appena malcelato, che ha rasentato, in un crescendo rossiniano, di trasformarsi in un vero e proprio sgarbo istituzionale. Hanno definito il più illustre livornese del dopoguerra e apprezzato statista a livello internazionale come “uomo delle banche”, “che ha fatto entrare il paese nell’euro” e “ha reintrodotto la parata del 2 giugno”, nemmeno soffermandosi sul fatto che il sindaco aveva distinto l’aspetto umano da quello politico, ricordando invece che “con il suo prestigio e la sua autorevolezza ha dato impulso positivo all’immagine della città” a tutti i livelli.com I dissidenti si sono subito impegnati a raccogliere le firme per presentare una loro delibera per annullare quella annunciata da giunta e sindaco nel prossimo consiglio comunale. Infatti Nogarin su Fb aveva scritto: “Io sono convinto che la città di Livorno debba dedicare un luogo a Carlo Azeglio Ciampi”. E ancora: “Se come giunta abbiamo deciso di muoverci in questa direzione non è sulla base di un giudizio politico basato su quanto fatto dall’ex Presidente della Repubblica nel corso della sua vita. Si tratta piuttosto di un riconoscimento all’uomo che, nonostante sia giunto a ricoprire la più alta carica dello Stato repubblicano, è sempre rimasto legato alla sua città natale, tanto da venire a visitarla ogni volta che era possibile. Io sono il primo a essere scettico a proposito di alcune scelte politiche compiute da Ciampi nel corso della sua vita ma questo non mi impedisce di ritenere doveroso dedicargli un luogo della sua città”. Poi dopo l’alto là, il ripensamento. Di fronte alla sostanziale novità, che potrebbe mettere in difficoltà l’intera maggioranza, Nogarin, sorpreso di essere contrastato proprio in casa grillina, tentenna: “Evidentemente – ha aggiunto – però la mia impostazione non è la stessa di alcuni consiglieri, compresi quelli di maggioranza. Nessun problema: come sempre accaduto negli ultimi tre anni e mezzo, siamo pronti ad affrontare la questione in Consiglio comunale, che è la casa di tutti i livornesi”. Poi la conclusione riparatoria: “Se l’assemblea dovesse esprimersi in maniera opposta rispetto a quanto fatto dalla giunta, non esiterò a ripensare la mia decisione”. La Rotonda Ciampi, come ha illustrato Giannelli nella sua vignetta sul “Corriere della Sera”, può attendere. E infatti nelle prime ore del pomeriggio da Palazzo Comunale, ambienti vicini al sindaco hanno fatto trapelare che la giunta sarebbe favorevole a una nuova delibera per sospendere la precedente in attesa del consiglio comunale, in cui si approfondirà la discussione. E anche, sottilmente, che la giunta che deliberò di dedicare la Rotonda a Carlo Azeglio Ciampi era presieduta dalla vicesindaco Stella Sorgente, assente il sindaco. Ma a creare maggior scompiglio è stato Edoardo Marchetti, che ha presentato la delibera contro l’intitolazione. Primo firmatario, seguito da altri 12 consiglieri 5s, proprio colui, che è uscito dal movimento ma gli ha confermato il sostegno politico, quindi divenuto essenziale “ago della bilancia” per mantenere in sella la maggioranza, che si regge per un voto. E Nogarin? Alla fine è capitolato, se non avvengono fatti nuovi. Potrebbe essere la sua Caporetto livornese, proprio nelle ore delle celebrazioni del centenario della più nota Caporetto storica? Ma come si sa, poi ci fu la reazione e la vittoria finale degli italiani sugli austriaci. E per finire, come disse don Abbondio: “Il coraggio chi non ce l’ha non se lo può dare”. Ma siamo certi che non ce l’abbia? Anche perchè l’uomo di punta dei 5 stelle a Livorno non è disposto a farsi disarcionare dallo scranno del Comune tanto facilmente e certamente sfodererà l’arma per tornare a essere vincitore. E ancora: sacrificherà la sua stima per l’illustre cittadino livornese alla ragion pentastellata? La risposta alle prossime giornate per trovare la soluzione. Intanto i consiglieri comunali Pd, in minoranza, hanno presentato una delibera invitando la giunta a proseguire con la proposta a favore della intitolazione della Rotonda ardenzina all’ex presidente della Repubblica.

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