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28 Settembre 2020

Cinema, il padre d’Italia, una intensa storia on the road


(Donatella Nesti) Livorno, 20 marzo – Ci sono pellicole che fanno ben sperare nel cinema italiano quando giovani registi rinunciano alla facile commedia spesso piena di macchiette e attori ‘consumati’. Non è così per i due bravi protagonisti del film di Fabio Mollo “Il padre d’Italia” Luca Marinelli (La solitudine dei numeri primi, Lo chiamavano Jeeg Robot) e Isabella Ragonese (Tutta la vita davanti, Il giovane favoloso) (nella foto) due tra gli interpreti migliori del nostro cinema. Il film di Mollo è una riflessione sull’essere genitori e non è solo un film sull’omosessualità, piuttosto un modo per parlare d’amore, “un modo di amare assoluto – spiega il regista – che nasce fra due personaggi che all’inizio non si conoscono e intraprendono un viaggio insieme. È un amore che significa solidarietà, empatia, superamento delle barriere, scambio”.
Il protagonista Paolo ha 30 anni e conduce una vita solitaria, quasi a volersi nascondere dal mondo, lavora in un mobilificio tipo Ikea. Il suo passato è segnato da un dolore che non riesce a superare e sta soffrendo perché il compagno Mario lo sta lasciando per crearsi una famiglia con un nuovo compagno. Una notte in un locale gay incontra Mia, una prorompente e problematica coetanea al sesto mese di gravidanza, che mette la sua vita sottosopra. Spinto dalla volontà di riaccompagnarla a casa, Paolo comincia un viaggio al suo fianco che porterà entrambi ad attraversare l’Italia fino alla bellissima Calabria nel tentativo di realizzare i propri sogni dimenticando un’infanzia problematica. Un viaggio metaforico realizzato dal regista con grande sensibilità, una riflessione profonda sul rapporto che intercorre tra l’essere figli e il diventare genitori e come questo possa essere vissuto in relazione alla propria sessualità.
“Essere genitore fa parte della natura dell’essere umano. E non esserlo? Cosa è naturale e cosa contro natura?” si chiede il regista “Con Il Padre d’Italia cerco di riflettere su uno dei temi centrali della nostra società e in particolare della mia generazione: il futuro. Un futuro che è rappresentato principalmente dal momento in cui si smette di essere figli e si comincia a diventare genitori. Essere genitore fa parte della natura dell’essere umano: la continuazione della specie, il patto di un amore, la voglia di amare. E non esserlo? Allora, cosa è naturale e cosa contro natura? Una donna che non vuole figli? Un omosessuale che vorrebbe essere padre? Esiste una natura diversa per gli eterosessuali e gli omosessuali? Cos’è l’istinto materno ed esiste un istinto paterno?” Il film è supportato da una colonna sonora elettronico-pop con incursioni anni ‘80 e rivisitazioni contemporanee di classici di quell’epoca. donatellanesti@libero.it