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domenica 19 novembre 2017

Concordato Aamps a rischio: botta e risposta tra sindaco Nogarin e segretario Pd Bacci


Livorno, 12 novembre. Botta e risposta tra il sindaco Filippo Nogarin e il segretario territoriale del Pd di Livorno sul tar. E’ Nogarin, come ormai è sua consuetudine, ad affidare alla sua pagina facebook il commento sulla sentenza del 10 novembre scorso, che per lui “non mette a rischio il concordato preventivo in continuità di Aamps: i creditori continueranno ad essere pagati regolarmente e il percorso di risanamento dell’azienda procederà senza sosta”. (a sinistra)Ed aggiunge:”Ciò che il Tar per ora ha fatto, invece, è decretare la morte dell’autonomia dei Comuni per quanto riguarda la gestione del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti. Gli Enti locali dovranno sottostare alle direttive imposte dalla Regione e dall’Ato. E poco importa se queste direttive determineranno per i cittadini livornesi tariffe più alte, necessarie a garantire il “giusto profitto” al socio privato di Reti Ambiente. Uno scenario che a me, da cittadino e da primo cittadino di Livorno, continua a non piacere. E’ presto per dire come si comporterà l’amministrazione dopo la sentenza del Tar. Questo è il momento di studiarla a fondo e comprenderne le implicazioni sul medio e lungo periodo. Dopodiché decideremo come muoverci. Non mi sorprende per nulla invece la reazione estasiata di autorevoli esponenti del Pd livornese e regionale. Finalmente hanno gettato la maschera: il loro unico obiettivo è privatizzare le aziende di raccolta e smaltimento rifiuti. Con buona pace degli interessi dei cittadini. E qui sta tutta la differenza tra noi e loro”.
Puntuale la risposta di Lorenzo Bacci: (a sinistra)”Siamo costretti a ribattere, anche stavolta, al comunicato su Facebook del primo cittadino di Livorno, intriso di sterile propaganda e demagogia. La novella, buona solo per chi si limita alla tifoseria partitica (del resto è questo il crinale sul quale il Sindaco Nogarin ha condotto la città di Livorno in questi anni), è quella del PD che gioisce per la sentenza del TAR perché come unico interesse avrebbe quello di “privatizzare le aziende di raccolta e smaltimento dei rifiuti, con buona pace degli interessi dei cittadini”. Quali sarebbero dunque gli interessi dei cittadini? E in che modo Nogarin lo avrebbe fatto in questi 3 anni? È bene ricordare che il concordato di AAMPS, fortemente voluto dalla giunta e dalla maggioranza grillina livornese, nonché portato ad esempio in tutto il Paese da Grillo e Di Maio, ha avuto come conseguenze dirette: l’aumento della TARI di circa il 15 per cento spalmato sui contribuenti livornesi; la chiusura di alcune società con il licenziamento di decine di dipendenti; l’esternalizzazione di alcuni servizi di Aamps (a proposito di “pubblico” e “privato”…); costi giudiziari per circa 1 milione di euro (anch’essi ovviamente a carico dei livornesi); il mancato pagamento dei creditori”.
“Vale la pena sottolineare – prosegue Lorenzo Bacci – che la scelta del concordato era stata fortemente sconsigliata da tecnici ed esperti del settore, sindacati, opposizioni, avvocatura civica del Comune, sindaci revisori di Aamps, associazioni imprenditoriali, creditori e dalla stessa Ato che, sulla base della legge regionale vigente, ha il compito di guidare circa 100 comuni toscani al raggiungimento del risultato di una gestione unica per la raccolta dei rifiuti, cosa che, sempre a proposito di interessi dei cittadini, significa passare da una situazione che vede 14 gestori presenti in quattro province (quindi 14 cda, 14 direttori, 14 di tutto…) a un’unica azienda”.
In questa vicenda – conclude Bacci – il Pd ha sempre dimostrato l’interesse per i cittadini ed i lavoratori con atti e fatti. Gli organi di giustizia, come sempre quando la politica travalica il rispetto delle norme, dovranno definire la situazione. Il resto sono solo inutili chiacchiere buone solo e soltanto a scaldare i cuori delle tifoserie di partito, elemento questo che, come i livornesi hanno misurato in questi anni, non è sufficiente per governare una città”.

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