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lunedì 9 20 Dicembre19

Controllo delle acque, Bsa e Cal chiedono di poter donare due stazioni di monitoraggio


(Simone Consigli) Livorno, 21 novembre 2019 – Le Brigate di solidarietà attiva e il Comitato alluvionati livornesi esprimono seria preoccupazione per la situazione idrogeologica del territorio dopo le recenti piogge e reclamano l’autorizzazione formale per donare due stazioni di monitoraggio di ultima generazione tecnologica per il controllo dei corsi d’acqua di Livorno, da acquistare con i fondi raccolti con le donazioni di cittadini privati e in massima parte dell’As Livorno Calcio.

“Piove ed i fiumi sono in piena, da mesi stiamo cercando di donare delle stazioni di monitoraggio e di controllo, ma la Regione non ci autorizza e non ci risponde”, questo è il titolo, in grassetto, in testa al comunicato stampa delle Brigate di solidarietà.

“Noi lavoriamo su progetti condivisi con la cittadinanza” , interviene Andrea Apostolo referente per Bsa Livorno, “attualmente questo progetto che è stato deciso nelle assemblee pubbliche con gli alluvionati è il nostro obiettivo, il problema è che c’è un rimpallo di responsabilità e di competenze tra enti, il Comune di Livorno, la Regione Toscana, la Provincia di Livorno e il Centro funzionale idrogeologico regionale, per cui ogni volta che qualcosa riguarda più enti sembra sia impossibile risolvere positivamente la questione”.

“La nostra provocazione concreta”, continua Apostolo, “serve a dare una scossa simbolica ma anche molto pratica, ovvero: noi regaliamo delle stazioni di monitoraggio sui corsi d’acqua ma voi siete obbligati a prenderle in carico e gestirne i dati per la prevenzione”.

Per risalire all’esatta composizione della vicenda occorre fare un salto indietro al 10 settembre 2017, data in cui Livorno fu colpita da una fortissima pioggia che causò l’esondazione dei corsi d’acqua cittadini e provocò numerose vittime e danni ingenti. In tale occasione il contributo di Bsa al soccorso delle vittime fu consistente e generoso, da qualcuno definito addirittura eroico, basti ricordare la parabola dei “bimbi motosi”. In seguito Bsa si è fatto garante per l’uso più opportuno delle consistenti donazioni dei cittadini e soprattutto dell’As Livorno Calcio.

Il terrore derivante dalla spaventosa alluvione del 2017, ha fatto sì che circa un anno dopo, in parallelo a Bsa, il 5 settembre 2018 si costituisse il Comitato Alluvionati di Livorno, per dar voce alle numerose richieste di tutela da parte dei cittadini. Il Cal entra subito in accordo e collaborazione con Bsa e in concerto d’intenti le due associazioni decidono di utilizzare i fondi raccolti per l’acquisto di due centraline di monitoraggio da installare presso i due corsi d’acqua più pericolosi del territorio, il rio Ardenza e il rio Maggiore.

Il 5 settembre 2019, in occasione delle giornate di celebrazione del secondo anniversario dell’alluvione, alla Rotonda di Ardenza è stato sottoscritto pubblicamente un accordo quadro per dare via libera all’acquisto delle due centraline, accordo siglato dal Comune di Livorno, dalla Regione Toscana, dal Cal e da Bsa Il 15 ottobre 2019 il Comune di Livorno ratifica con delibera l’accordo quadro della donazione delle due centraline.

“Non abbiamo invece ad oggi”, si legge nel comunicato di Bsa, “più ricevuto segnali dalla Regione Toscana in tal senso, nonostante le nostre numerose richieste e sollecitazioni”.

La Regione è l’ente competente sulla gestione idrogeologica del territorio ed è indispensabile la presa in carico a livello formale da parte dell’ente regionale per poter installare le due centraline. Le due centraline in questione sono già state preventivate dalla società “Primio Principio Srl” per un costo di circa 40.000 euro Iva inclusa. La gestione delle due strutture andrebbe, per volontà dell’associazione donatrice, ovvero B.S.A. , per i primi due anni al C.A.L. , per poi passare direttamente alla gestione da parte dell’ente di competenza, ovvero la stessa Regione. Infine B.S.A. nel suo comunicato esprime “seria preoccupazione per la situazione idrogeologica a distanza di due anni dall’alluvione”, affermando che “le piogge cadute nelle ultime settimane hanno provocato una situazione allarmante dei corsi d’acqua colpiti nel 2017, creando panico tra i residenti, per questo abbiamo raccolto – si conclude – numerose segnalazioni dai comitati e dai singoli cittadini sui cedimenti di argini in vari punti e sul livello dell’acqua raggiunto in prossimità di ponti e abitazioni”.

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