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2 Agosto 2021

Coronavirus a Livorno, il Comune chiede il rispetto del decreto per l’emergenza


(Simone Consigli) Livorno, 7 marzo 2020 – Il Comune di Livorno prova a fare chiarezza sulle ordinanze di chiusura emanate in seguito all’emergenza Coronavirus, parlando del decreto nazionale emesso dalla Presidenza del Consiglio dei ministri lo scorso 4 marzo.

“Il decreto nazionale per l’emergenza Coronavirus sta entrando nel percorso quotidiano del cittadino”, ha affermato il sindaco, Luca Salvetti, nella conferenza stampa di stamani, sabato 7 marzo. “Il decreto parla di capacità di rispettare le dinamiche di sicurezza descritte nel decreto stesso, ovvero chi ritiene di poter adempiere a questi obblighi può sicuramente operare. Se un’attività ha tutte le carte in regola sarebbe un abuso se impedissi di farla stare aperta”.

“Il controllo delle garanzie della normativa nazionale spetta alla Prefettura e l’Amministrazione comunale chiede che siano segnalati direttamente al prefetto (Gianfranco Tomao, ndr) i casi in cui le garanzie del decreto non vengano rispettate”, ha continuato il sindaco. Che, per gli eventi sportivi, segnala un contradditorio pesante ma esemplificativo di quello che sta accadendo, con l’allenatore del Jolly Basket, squadra di basket femminile di Serie A, Marco Pistolesi, che ha preteso il campo della Bastia aperto per la sua squadra in preparazione della difficile sfida col Cagliari, poiché stufo di doversi allenare ad Altopascio, insistendo e proferendo dichiarazioni anche colorite quali “attacco i canestri in Consiglio comunale e mi vengo ad allenare qui”.

“No alle pretese di gestione”, ha detto Salvetti. “Questa non è la risposta giusta”. La presidente della società di pallacanestro femminile, Paola Parisi, ha tuttavia già posto le scuse ufficiali al sindaco per la questione.

“Chi ritiene di dare garanzie, che siano gestori di impianti sportivi o di qualunque altra attività, si assuma la responsabilità che il prefetto possa controllare, se poi ci sono tutte le garanzie e le indicazioni presenti nel decreto, bene, chi fa di più o di meno, sbaglia”, ha continuato Salvetti.

Il sindaco ha quindi elencato le varie situazioni che, senza un chiarimento, sono rimaste labili nella decisione, come le piscine comunali: “Sarebbe stato meglio limitare gli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale, in vista della preparazione per le Olimpiadi. In questo modo le misure di sicurezza sarebbero potute esserci”.

Mercati e centri commerciali restano aperti. A questo proposito, a parlare, è stato l’assessore al Sociale, Andrea Raspanti, che ha detto: “Saranno chiuse le attività non essenziali ed i centri ricreativi per gli anziani, il centro diurno per bambini. Il Cerchio magico è stato potenziato con l’utilizzo di educatori domiciliari per dare supporto alla famiglia. Per quanto riguarda le Rsa Villa Serena e Pascoli, invece, l’accesso è limitato e sarà la direzione delle strutture che valuterà chi può entrare a far visita ai parenti o meno, tramite visita ed autocertificazione di non essere mai stato entro una ‘zona rossa’”. I parenti degli anziani ricoverati nelle strutture comunali sono tutti stati messi al corrente dall’Amministrazione delle nuove regole. In più sarà approntato un servizio Skype per le visite a distanza.

Il decreto nazionale per l’emergenza Coronavirus prevede anche norme comportamentali. Quelle ricordate dal sindaco come le più importanti da seguire sono l’igiene accurata delle mani e la distanza di sicurezza, valutabile in un metro.

Il Coronavirus si trasmette per diretto contatto respiratorio. Il concetto è molto vincolato alla vicinanza.

“Un contatto a rischio ad esempio può avvenire anche alla distanza di due metri se io parlo continuativamente in un luogo chiuso per la durata di un quarto d’ora”, ha concluso il sindaco.

Ogni tipo di attività è tenuta a rispettare il decreto nazionale. Chi dovesse vedere che queste regole non sono seguite, è pregato di telefonare alla Prefettura.

Il sindaco ha inoltre ricordato che le mascherine sono utili solo se si entra in contatto con un contagiato oppure con una persona che abbia avuto rapporti stretti con un contagiato, quindi l’uso della mascherina non è utile nella vita quotidiana.

Durante la conferenza stampa, infine, è stato reso noto anche il bollettino dei contagi e delle ordinanze. A mezzogiorno e mezzo di stamani i contagiati erano ancora tre, due in rianimazione e una casalinga in quarantena a casa. I provvedimenti di quarantena per i soggetti venuti a contatto con i tre contagiati sono invece saliti a quaranta. L’Amministrazione comunale tiene a specificare che i tre contagiati livornesi rispondono ai criteri epidemiologici conosciuti, ovvero provengono da fuori Livorno.