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29 Settembre 2020

Coronavirus, la manovra tedesca non piace in Italia


Roma, 15 marzo 2020 – E’ di ieri, 14 marzo, la notizia che la Germania, per far fronte alle conseguenze economiche connesse al calo della produzione e alla contrazione dei mercati prodotta dalle misure di contrasto del coronavirus Covid-19, immetterà nel proprio sistema economico liquidità e strumenti per oltre 550 miliardi di euro a favore delle proprie imprese e dei propri cittadini.

Il governo della cancelliera Angela Merkel ha preso questa decisione all’indomani dell’annuncio della presidente della commissione europea, Ursula Von Der Leyen, di sospendere parzialmente il patto di stabilità interno all’Unione Europea, annunciando che il sistema tedesco potrà contare su crediti illimitati, fondi sociali ed agevolazioni fiscali per circa 550 miliardi che, se necessario, potrebbero anche essere aumentati, dato che questa cifra, secondo quanto affermato da esponenti del governo tedesco, è indicativa perché non esiste un limite al credito che la Kreditanstalt für Wiederaufbau, la banca federale per il sostegno alle imprese, potrà mettere a disposizione del sistema tedesco.

Venerdì scorso la commissione europea aveva affermato che dal deficit di ogni Paese sarà integralmente sottratto l’importo delle misure varate per affrontare l’emergenza provocata dall’epidemia da coronavirus, dichiarata pandemia dall’Organizzazione mondiale della sanità, al fine di consentire ai vari governi di sostenere il sistema sanitario, le pubbliche amministrazioni, le imprese, l’occupazione e le famiglie, evitando un eccessivo arretramento dell’economia. La Von Der Leyen, dalla “capitale” europea Bruxelles, aveva fatto esplicito riferimento alla necessità di aiutare l’Italia, che in questo momento è il Paese più colpito dal coronavirus Covid-19, il secondo al mondo per decessi dopo la Cina, dove tutto ha avuto inizio ma dove adesso si sta iniziando ad uscire dalla crisi sanitaria ed anche economica.

Tuttavia quanto ha annunciato la Germania va ben oltre gli intendimenti di Bruxelles. Formalmente il motivo per cui il governo federale tedesco può mettere in atto una manovra del genere, che va contro la disciplina dell’Unione Europea perché nessun Stato aderente all’Unione potrebbe fare una simile operazione in autonomia, è che la Germania ha il bilancio nazionale in ordine e può di conseguenza offrire tutte le garanzie economiche e finanziarie a sostegno di una tale manovra.

Il governo italiano non ha ancora ad oggi, domenica 15 marzo, preso una posizione ufficiale in merito all’iniziativa tedesca. L’Italia ha da parte sua annunciato un piano straordinario da 25 miliardi che saranno prestati al governo di Roma dall’Unione Europea.

Dure, in ogni caso, sono state alcune reazioni rese fino a stamani da giornalisti, economisti e politici italiani.

Il giornalista ed economista cattolico Maurizio Blondet ha affermato: “La Germania ci fa passare di meraviglia in meraviglia. Di colpo stanzia 550 miliardi di euro per il sostegno della sua economia e lo fa attraverso la banca pubblica Kreditanstalt für Wiederaufbau, ossia con aiuti di Stato, demonizzati se anche solo li prospettiamo noi e puniti con multe se proviamo a realizzarli”.

Il senatore sovranista e giornalista Gianluigi Paragone, invece, ha osservato: “La Germania inietta liquidità come fosse uno Stato sovranista, mentre gli altri, Italia compresa, devono sottostare al placet dell’Unione Europea”. E ancora: “Si dice euro ma si legge marco perché l’euro è la loro moneta. L’Unione Europea è una grande Germania e chi non fa come dice la Germania deve patire le pene dell’inferno. Soltanto la Germania può fare ciò che può fare uno Stato sovrano in uno stato di difficoltà, cioè iniettare liquidità”.

Una visione, quest’ultima, non molto dissimile da quella espressa dal filosofo marxista Diego Fusaro, che in termini economici cerca di coniugare la prospettiva comunista con quella sovranista, secondo cui “la capitale dell’Unione Europea è in realtà Berlino” e “l’Unione è soltanto un progetto atto a garantire l’egemonia dei ceti dominanti e segnatamente dell’area tedesca”. A chiosa del suo discorso, Fusaro ha posto una domanda provocatoria: “State cominciando a svegliarvi anche voi?”.

Va osservato, in conclusione, che una delle misure messe in atto dalla Cina per superare l’emergenza economica prodotta dalla crisi conseguente al blocco delle attività produttive nel periodo del massimo contenimento dell’epidemia da Covid-19, tra gennaio e febbraio, è stata l’immissione di grandi quantità di liquidità sul mercato interno per sostenere il sistema sociale e l’apparato economico e finanziario cinese dopo lo stop forzato di attività industriali e del terziario e la chiusura totale di intere macro-aree del Paese, tra cui la provincia di Hubei con capoluogo Wuhan, estesa grossomodo come l’intera Italia peninsulare del Nord e del Centro, Abruzzo incluso, che ha una popolazione di poco inferiore all’Italia.