Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

24 Settembre 2020

Crisi Grandi Molini, trattativa serrata per mantenere l’occupazione


Livorno – 17 febbraio. Questa mattina, nella sede della Regione Toscana in piazza del Duomo a Firenze, si è tenuto l’incontro tra azienda, sigle sindacali, Regione, Comune e Autorità portuale per discutere della vertenza Grandi Molini.
Le istituzioni, informa una nota del Comune, hanno chiesto il ritiro della mobilità e il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che potrebbe concorrere anche a rafforzare l’azienda nell’ambito della procedura di concordato preventivo in continuità attualmente in corso.
Sul punto l’azienda si è riservata di sottoporre la proposta al board nazionale e di fornire una risposta sul tavolo già convocato per lunedì 27.
L’attenzione si è poi spostata sulla questione del rifacimento della banchina. Secondo quanto previsto da un accordo transattivo siglato nel 2014, l’Autorità portuale livornese avrebbe dovuto completare i lavori entro ottobre 2017, ma al momento non esiste ancora un progetto.
Il segretario Massimo Provinciali ha assicurato che, a fronte della presentazione di un piano di rilancio dello stabilimento, l’Autorità è disposta a dare il via alla progettazione della nuova banchina, per cui sono già stati stanziati 5 milioni di euro.
“Al di là delle rassicurazioni – commenta l’assessore comunale alle Attività produttive, Francesca Martini – quello che è emerso dall’incontro di oggi è che il porto di Livorno non si è dimostrato sufficientemente competitivo, rispetto alle altre realtà che ospitano gli impianti della Grandi Molini. La scelta dell’azienda di licenziare a Livorno e non a Venezia è dipesa proprio dal fatto che la banchina promessa a suo tempo dall’Autorità di Venezia e già pronta. Livorno deve recuperare credibilità e affidabilità per questo Credo sia molto positivo che tutte le istituzioni si siano presentate compatte sul tavolo di trattativa. La posta in gioco sono 30 posti di lavoro che la città non deve perdere”.