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28 Settembre 2020

Dai romanzi al grande schermo: Paula Hawkins e Massimo Gramellini


Dai romanzi al grande schermo
(Donatella Nesti) – novembre. Nell’articolo “ Cinema e letteratura sul grande schermo” abbiamo parlato dello stretto, inevitabile ma difficile rapporto tra letteratura e cinema ’amici-nemici’ li definisce qualcuno perché, come abbiamo scritto, non sempre un buon libro diventa un bel film anzi paradossalmente un bel film talora è la trasposizione cinematografica di un libro mediocre. Prepariamoci dunque ad un’altra serie di trasposizioni che stanno invadendo le sale a cominciare dai film in programmazione “La ragazza del treno” e “Fai dei bei sogni”
Dopo aver venduto milioni di copie nel mondo ed essere il libro più venduto nel 2015 secondo Amazon, il thriller di Paula Hawkins, pubblicato in Italia da Piemme, diventa un film diretto da Tate Taylor e interpretato da Emily Blunt. “La ragazza del treno” è la storia di Rebecca e del suo “spiare” la vita di una coppia dal finestrino del treno che la porta ogni giorno a Londra. Il romanzo narra la storia di tre donne, tre diverse donne, con le loro fragilità e le loro personalità differenti, le cui vite sono destinate a intrecciarsi tragicamente. La protagonista principale Rachel, nel film Emily Blunt, una donna triste e trascurata, ha un problema di alcol e da qualche anno è separata dal suo ex marito di nome Tom. Dopo la separazione, è andata a vivere da una sua ex compagna di scuola, di nome Cathy, che la ospita presso la propria abitazione fino a quando non troverà una casa accogliente in cui abitare. Per colpa del suo problema con l’alcol Rachel è stata licenziata dal lavoro e, per non dire nulla a Cathy, finge di andare a lavoro ogni giorno nei pressi di Londra, uscendo di casa molto presto e tornando nel pomeriggio tardi a casa. A Rachel piace questo tran-tran poiché adora prendere il treno, adora i treni ma soprattutto quel treno, il treno su cui sale ogni giorno. guardando fuori dal finestrino e fantasticando sulle cose e le persone che osserva: in particolare, la sua attenzione si fissa su una coppia che, nella sua immaginazione, ritiene perfetta. Un mattino, però, Rachel vede la lei della coppia assieme a un altro uomo, e dopo pochi giorni la ragazza sembra essere svanita nel nulla. Rachel inizierà a indagare sulla sorte di questa sconosciuta, scoprendo una verità sconcertante. Il film tra immaginazione, false verità, tradimenti non cattura del tutto lo spettatore e la protagonista per quanto brava, non riesce a coinvolgere completamente il pubblico. Nel cast Haley Bennett, Rebecca Ferguson, Justin Theroux, Luke Evans.
“Fai bei Sogni”, è il nuovo film di Marco Bellocchio, una toccante storia tratta dal bestseller da un milione e mezzo di copie di Massimo Gramellini, che racconta il proprio percorso interiore per superare il dolore e il senso di abbandono dovuto alla morte della madre sopraggiunta quando lui aveva nove anni. Massimo è un ragazzino di nove anni che la mattina del 31 dicembre 1969 vede il padre nel corridoio sorretto da due uomini e scopre che sua madre è morta. Nonostante la grave mancanza, Massimo cresce e diventa un giornalista. Dopo gli esordi nelle pagine sportive, diventa un inviato speciale e fa il cronista di guerra dalle zone colpite dalla Guerra in Bosnia. Al suo rientro in Italia incontra Elisa in pronto soccorso per un attacco di panico. La giovane ragazza lo aiuterà ad affrontare la verità sulla sua infanzia e a mettere luce sul suo passato. Bellocchio ha anticipato l’ondata ribellistica del’68 con il suo “I pugni in tasca” del 1965 dove un figlio uccideva la madre, in questo film invece il regista sembra confessare l’importanza della figura materna e la devastazione che ne consegue quando lei lascia il figlio. Il film è lungo e talora perde il ritmo ma lo stile Bellocchio è ben riconoscibile in alcune scene come il ballo frenetico del protagonista(Valerio Mastandrea)e le brevi ma intense apparizioni di Piera degli Esposti e Roberto Herlitzka. Nel cast Barbara Ronchi, Valerio Mastandrea, Bérénice Béjo Guido Caprino, Nicolò Cabras, Dario Dal Pero. DN