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venerdì 20 Settembre 2019

Dal Pci un appello all’unità della sinistra di classe


Roma, 8 settembre 2019 – Parte dal rinato Pci un appello all’unità comunista entro un fronte comune della sinistra di classe. L’intento lo si legge in un documento diffuso dalla direzione nazionale del partito che, costituitosi tre anni fa a San Lazzaro di Savena, intende riprendere non solo con il nome e il simbolo ma anche con la pratica politica la tradizione di quello che fu il più grande partito comunista dell’Occidente.

“L’esito delle politiche affermatesi nel nostro Paese in questi ultimi decenni all’insegna della cultura liberista, dell’’austerità, politiche alle quali si sono assoggettati il Centrodestra e il Centrosinistra, è sotto gli occhi di tutti: sempre più poveri, insicuri, soli”, si legge nel documento del Pci nazionale. “Le speranze di cambiamento che in tanti, anche nel mondo del lavoro, hanno riposto nei confronti della Lega e del movimento Cinque Stelle, che hanno portato all’affermazione del governo Conte, nonostante risultino largamente disattese, si traducono oggi in un crescente consenso tributato al partito di Salvini”.

E ancora: “Gli equilibri politici che vanno affermandosi, sempre più orientati a Destra, gettano una pesante ipoteca, da tanti punti di vista, sul futuro del nostro Paese, che è e resta profondamente immerso nella propria crisi finanziaria, economica, sociale”.

“Una crisi che su tale piano, pur con rilevanti differenze, ha investito anche tanta parte dell’Europa, che nell’ambito della conclamata crisi strutturale del sistema capitalista, nella ridefinizione degli equilibri geopolitici determinatasi a seguito del processo di globalizzazione affermatosi all’insegna della concentrazione del capitale finanziario, paga il prezzo più alto”, si legge ancora nella nota. “Un Paese, il nostro, che evidenzia anche una profonda crisi etico/morale e, in un evidente rapporto di causa/effetto, una altrettanto profonda crisi politica”.

“Le forze comuniste, le forze della sinistra di alternativa, hanno registrato nel tempo, segnatamente in questi ultimi anni, emblematiche le recenti tornate elettorali, il proprio progressivo arretramento, la propria crescente marginalità”, continua. “Se da oltre un decennio le prime sono escluse dal Parlamento, è assai probabile che con le prossime elezioni politiche, per tanti inevitabilmente anticipate data la conflittualità interna al governo, anche le seconde ne siano escluse”.

“E’ tempo di ricostruzione, è tempo di unità”, si legge ancora nel documento. “Come Pci siamo fermamente convinti della necessità di un soggetto capace di tenere assieme la critica agli assetti fondanti del capitalismo, di proporre un’alternativa di sistema, e contemporaneamente di promuovere una opposizione di classe la più ampia ed unitaria possibile”.

La nota diffusa dalla direzione nazionale del partito di Alboresi si conclude in questo modo: “Una opposizione che ponendo al centro la questione della pace e del disarmo, dell’uscita dell’Italia dalla Nato, della lotta all’imperialismo e al neocolonialismo, della rottura con questa Unione Europea, dell’affermazione della Carta costituzionale, promuovendo un ampio ciclo di lotte volto a cambiare i rapporti di forza, si proponga come alternativa credibile agli occhi del blocco sociale assunto a riferimento, a partire dal mondo del lavoro, determinando in tal modo le condizioni per il superamento della propria crisi”.

E infine: “Siamo convinti della necessità di una opposizione che abbia quale suo asse centrale l’unità dei comunisti, ritrovata sulla base di una cultura politica affine, e l’insieme della sinistra di classe. L’unità dei comunisti entro un fronte della sinistra di classe, politica e sociale, è e resta l’obbiettivo del Pci, che in funzione di ciò lancia un appello a tutte le forze che non si rassegnano alle condizioni date, consapevoli che oggi più che mai è di ciò che c’è bisogno. L’unità nella diversità è la risposta”.

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