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22 Gennaio 2021

De Gasperi, dalla ricostruzione dell’Italia alla costruzione d’Europa


(Gianni Giovangiacomo) Livorno, 20 aprile 2018. Nella sala conferenze del Provveditorato agli studi di piazza Vigo, l’assessore regionale alla Pubblica Istruzione e alla Formazione Professionale, Cristina Grieco, ha inaugurato la mostra fotografica e documentaria sullo statista Alcide De Gasperi, mediante il fatidico taglio del nastro insieme ad una giovane studentessa. La dirigente scolastica provinciale, Anna Pezzati, aprendo l’incontro, ha sottolineato come la Costituzione ci aiuti ad essere quello che siamo, cioè di sentirci italiani con l’orgoglio di esserlo. L’assessore Cristina Grieco ha evidenziato come la Mostra, soprattutto per i giovani studenti presenti, sia una “occasione di crescita e di riflessione” su un periodo storico drammatico funestato dalla guerra e dalla dittatura. De Gasperi ha avuto il compito di ricostruire uno Stato democratico tramite una Carta Costituzionale che esprime i valori fondamentali della nostra società civile. “De Gasperi -ha concluso- è stato un uomo politico sempre coerente con le sue idee che ha vissuto la politica come missione e la sua azione è stata determinante affinché fossimo presenti come nazione nella nuova Europa”. Nel 70° anniversario della Costituzione una copia del testo, stampato dalla Regione Toscana, è stato distribuito a tutti i presenti alla inaugurazione. Il direttore della rivista “Il Centro”, Enrico Dello Sbarba, si è detto lieto di partecipare a questa iniziativa e ha ringraziato l’Istituto Sturzo e l’Archivio storico De Gasperi per aver fornito il materiale per la mostra che esprime soprattutto il periodo del dopoguerra con la scelta istituzionale del 2 giugno 1946 e le elezioni del 18 aprile 1948 che consentirono a De Gasperi di formare il suo Governo. Francesco Butini, relatore dell’incontro, sul tema: “Dalla ricostruzione dell’Italia alla costruzione dell’Europa” si è rivolto in modo particolare ai giovani per “rinverdire conoscenze che sono ormai patrimonio di tutti” e per condurre una riflessione sul tema della mostra affinché “lasci una traccia nella loro memoria”. Si parla -ha iniziato- ci cose che oggi sono date per scontate, ma dobbiamo partire da un paese distrutto dalla guerra sia moralmente che fisicamente. Ha aggiunto che nell’immediato dopoguerra le speranze dell’Italia sconfitta erano riposte nella nuova Europa. Tre sono stati gli uomini che hanno incarnato l’idea d’Europa: l’italiano De Gasperi, il francese Schuman e il tedesco Adenauer. (nella foto, da sin. Schuman, De Gasperi e Adenauer). Tutti e tre convinti democratici, tutti e tre cristiani, che volevano l’Europa e si battevano per il suo avvenire, una Europa liberale, solidarista, ostile ad ogni forma di autoritarismo e amica degli Stati Uniti. Si proponevano con la creazione della Ceca di mettere in comunione le materie prime: il carbone e l’acciaio, in modo che non si potessero più fare guerre. Auspicavano anche un esercito comune e una comune autorità politica. Queste due ultime finalità vennero a mancare con la morte di De Gasperi nel 1954, ma con i successivi “Trattati di Roma” nacque l’Europa che noi conosciamo. Al tempo di De Gasperi l’Italia era quella dei partiti, della loro pluralità, si attuò così il più lungo processo di partecipazione popolare della nostra storia. De Gasperi governò per sette anni che hanno segnato la storia del nostro paese, infatti all’inizio venne modificato l’ordinamento dello Stato con il passaggio dalla monarchia alla repubblica, venne avviata la ricostruzione del paese, fu adottata la Costituzione che ci permise di entrare nel consesso dei paesi democratici stipulando l’alleanza della NATO. La mostra vuole dunque ricordare il significato complesso che ha avuto De Gasperi nella nostra storia. Tra la sovranità del popolo espressa attraverso il Parlamento o la preminenza decisionale del Presidente del Consiglio, De Gasperi scelse la prima, perché riteneva che una vera democrazia si affermi con la discussione tra le forze politiche in Parlamento e questo ci dimostra ancora una volta la qualità del suo pensiero.