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29 Settembre 2020

Dopo il Festival di Pisa. Produrre robot crea occupazione e migliora la chirurgia


(Ruggero Morelli) Livorno, 18 settembre. Il giornalista esperto di tecnologie avanzate Riccardo Oldani, ci ha illustrato con una serie di note apparse su Nova del Sole, molti aspetti del Festival internazionale della robotica a Pisa.
Tutto iniziò nel 1992 con una mostra di robot nell’aula magna della scuola Sant’Anna. Oggi la tre giorni di Pisa-Pontedera dimostra che in Italia operano centinaia di aziende nel settore.In Toscana le aziende sono attive sono 83: 72 di robotica industriale e 11 di servizio(cioè deputate a sviluppare automi che operano a stretto contatto con l’uomo, per esempio come per la sanità).
“L’Italia è al secondo posto per numero di robot installati nel settore manifatturiero”. Ha ricordato Domenico Appendino, presidente di Siri, www.robosiri.it, ed ha aggiunto che nel 2015 sono stati venduti 6.657 robot e nel 2016 ne sono stati venduti 6.740. Pertanto oggi nell’industria ne sono in funzione 68mila. Appendino è entrato nel dibattito sull’occupazione, che abbiamo trattato in precedenza ricordando la mozione dell’onorevole Irene Tinagli, la discussione nella commissione lavoro della Camera e l’avvento della tecnologia robotica, rilevando che “notiamo una corrispondenza tra l’aumento del numero dei robot e la riduzione della disoccupazione”. Non mancheranno occasione per tornare sul tema tanto delicato.
Al Festival la Comau di Grugnisco ha esposto un progetto realizzato con l’istituto di biorobotica: un braccio rivestito di una pelle sensibile in grado di riconoscere la vicinanza di una persona. E’ un esempio di robot collaborativo di cui ci parlò ad aprile il professor Dario durante il seminario in sede Piaggio, quando presentò la proposta per i competence center, e avanzò l’idea della industria 5.0.
Abbiamo anche potuto vedere quanto realizzato dai tecnici di Loccioni di Ancona con lo Iit di Genova per vincere la gara lanciata dalla bayer per la verifica delle materie prime che arrivano nei suoi istituti farmaceutici:Grants4Tech.
La chirurgia robotica è al centro dell’opera curata dal professor Franco Mosca, presidente della fondazione Arpa, www.fondazionearpa.it, e che è stato tra gli artefici del festival internazionale.
Per due giorni ne hanno parlato specialisti arrivati da tutto il mondo per esaminare i risultati della piattaforma più diffusa la Da Vinci, della Intuitive Surgical, che fornisce attrezzature per 3.600 ospedali. Gli interventi sono in tutti i settori della chirurgia: generale, cardio-toracica, ginecologica, vascolare, urologica. Ne deriva, a parere dei sanitari e del direttore della Asl universitaria pisana, Milli, una minore durata degli interventi con più breve permanenza in ospedale ed un recupero più rapido dei pazienti con migliore qualità della vita. La struttura ospedaliera ha dato vita ad un Centro Robotico Multidisciplinare per interventi a molti pazienti provenienti da varie regioni, con un uso più proficuo delle tre sale operatorie. Inoltre, Milli, ha narrato dei centri di simulazione come l’Endocas, nato per volere del professor Mosca, dove i chirurghi si formano su piattaforme virtuali. Infine si è parlato di Nina, centro di formazione neonatale dove con manichini-robot si simulano situazioni critiche e ci si prepara a situazioni difficili e molto urgenti: lo spazio dei due minuti dei bambini che non riescono a respirare.
Si può ben sperare nelle migliori condizioni della medicina non disgiunte dalla produzione di robot come fonte di lavoro nuovo e molto qualificato. ruggeromorelli@libero.it