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martedì 18 settembre 2018

E’ scomparso Lindsay Kemp, livornese d’adozione, attore e mimo di fama internazionale


(Marco Ceccarini) Livorno, 25 agosto – E’ deceduto nella notte a Livorno, dove abitava da qualche tempo, il coreografo, attore, ballerino, mimo e regista britannico Lindsay Kemp. Aveva 80 anni.
Nato il 3 maggio 1938 nell’isola di Lewis, situata nell’arcipelago delle Ebridi a Nord della Scozia, Kemp si trasferì ancora bambino al seguito della famiglia, originaria di Liverpool, nel Cheshire, una contea dell’Inghilterra del Nordovest, dove si innamorò della danza, del teatro e del cinema e dove si cimentò fin da adolescente nelle arti figurative e visive, nonostante l’opposizione della famiglia che lo voleva indirizzare alla carriera militare nella Marina britannica.

Dopo gli anni passati al Royal Naval College di Dartmouth, l’Accademia navale della Gran Bretagna, da cui fu espulso per aver interpretato una Salomè ricoperto soltanto di carta igienica, intraprese studi d’arte al Bradford College dell’omonima città dello Yorkshire con il pittore David Hockney. La famiglia, al contempo, si fece una ragione della sua incompatibilità con la vita militare e decise di assecondare la sua passione per lo spettacolo. Kemp prese a formarsi come attore frequentando svariati gruppi artistici inglesi.

Trasferitosi a Londra, frequentò la scuola del Ballet Rambert. E nella capitale, nel 1968, in piena contestazione giovanile e studentesca, arrivò il suo primo successo con “Flowers”, uno spettacolo autoprodotto che, al pari di altri suoi spettacoli successivi, fu accusato di oscenità.
Negli anni si perfezionò con Sigurd Leeder, Charles Wiedman, Marcel Marceau ed altri. Particolarmente significativa fu per Kemp l’esperienza formativa con Marceau che, come ebbe a riconoscere lui stesso, gli fece comprendere l’effettiva importanza delle mani nell’arte mimica trasferendogli la corretta interpretazione del celebre pezzo “Le Mani” che il mimo francese volle trasmettere all’allievo britannico riconoscendolo in questo modo come il suo legittimo erede artistico.

Con i suoi spettacoli, negli anni, Kemp ha esercitato un’influenza determinante anche nella musica rock, lavorando con artisti internazionali come Iggy Popp, Mick Jagger e David Bowie. Con quest’ultimo, del quale fu anche amante, collaborò nel tour mondiale “Ziggy Stardust” del 1972. Kate Bush e Peter Gabriel, invece, possono dirsi a tutti gli effetti suoi allievi e in qualche modo sue creature artistiche.

Ma Kemp, ispirato tra gli altri da icone delle letteratura mondiale come William Shakespeare, Oscar Wilde, Lewis Carroll, Jean Genet, Luigi Pirandello e Federico García Lorca, ha influenzato l’immaginario popolare, divenendo egli stesso un’icona dagli anni Settanta fino ai primi anni Duemila, con i suoi spettacoli, tra i quali vanno senz’altro ricordati “Nijinsky” o “Mr Punch” od “Onnagata”, oltre a “Salomè” ed a “Flowers” rivisitati e riprodotti in molteplici versioni, ai quali era particolarmente legato e con i quali, si può dire, si impersonificava.

Kemp, nel corso della vita, ha letteralmente girato tutto il mondo, esibendosi in Europa, soprattutto in Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna, ma anche negli Stati Uniti, in Russia, in Giappone, in Cina, in Argentina e in molti altri Paesi del mondo. Ma era la Toscana, e in particolare Livorno, la terra di cui si era innamorato e che aveva eletto a sua dimora.

Avendo scelto di lavorare con maggiore assiduità in Italia, da principio a Milano ed a Torre del Lago in Versilia, quindi a Livorno, Kemp nel 2012 aveva deciso di risiedere proprio a Livorno, dove teneva corsi di danza e di teatro al Goldoni.

Nel 2015 l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, gli aveva consegnato la laurea honoris causa in Arti multimediali interattive e performative. E nello stesso anno Kemp aveva collaborato con la cantante Camilla Fascina nella realizzazione del video “Time”, cover di David Bowie, artista a cui era rimasto legato e che scomparve da lì a poco.
Nel 2016 Livorno, al museo Fattori di Villa Mimbelli, ha ospitato una personale di suoi dipinti. Nel 2017, invece, Firenze gli ha dedicato dieci giorni di eventi con mostre di suoi disegni, bozzetti di costumi di scena e foto d’archivio, oltre a corsi di perfezionamento di teatro e danza, incontri con i pubblico e una rappresentazione messa in scena dalla sua Lindsay Kemp Company, in questo 2018 impegnata in un tour internazionale in Italia, Spagna e Giappone.

Kemp associava Livorno a Liverpool, città inglese a cui era legato, ed amava dire: “Non ho scelto di vivere a Livorno così come non ho scelto di fare il ballerino e il coreografo. E’ il destino che ha scelto per me. Liverpool e Livorno hanno entrambe il mare e il porto, che è per me sono un qualcosa di unico e di familiare”.

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