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domenica 19 novembre 2017

Economia livornese in crisi. Umberto Paoletti, direttore Confindustria: “Senza dialogo non c’è sviluppo”


(Gianni Giovangiacomo). Livorno, 19 ottobre. Il dottor Umberto Paoletti, Direttore generale di Confindustria Livorno-Massa Carrara, presentato dal direttore del circolo culturale “Il Centro” Enrico Dello Sbarba, come “un personaggio di grande rilevanza per la nostra provincia per cui le nostra città merita una sua approfondita riflessione”, ha parlato sul tema: “La situazione economica del territorio livornese”.
La sua relazione ha messo in rilievo delle criticità evidenti come la sostanziale mancanza di dialogo tra gli stessi Comuni e le Amministrazioni provinciali e regionali, frutto di una “mentalità isolazionista” dei nostri territori che invece dovrebbero impegnarsi ad affrontare un tasso di disoccupazione a due cifre.
Tutto questo avviene nella totale assenza di “una cultura dell’innovazione” che impedisce di guardare al futuro. “L’innovazione obbliga a cambiare, non tutti ne hanno la capacità o la voglia”. Ha detto in seguito Paoletti, rispondendo alle domande dei presenti.
Erano stati conclusi – ha continuato Paoletti- due accordi di programma, per i quali si erano avuti finanziamenti aggiuntivi sia dallo Stato che dalla Regione, ma non è stato raggiunto nessun obiettivo. Tra l’altro abbiamo dei requisiti geo-fisici che molti ci invidiano ma non siamo riusciti a sfruttarli.
Anche riguardo al manifatturiero abbiamo le carte in regola, ma non c’è accordo tra la Regione e i Comuni di Livorno, Rosignano, Piombino, tutto questo perché manca “una strategia condivisa”. E’ necessario “consolidare gli investimenti” e ulteriori investimenti seri si possono avere con la bonifica dei vecchi siti industriali, che dovremo risolvere presto perché costituiscono dei freni allo sviluppo, e questa è una responsabilità che non possiamo caricare a nessuno “se non alle Amministrazioni locali!”.
Bisogna -ha aggiunto il relatore- avere una Formazione Professionale specifica per il mondo del lavoro dove si presentano situazioni più problematiche per le nuove generazioni, è perciò necessario individuare “i fabbisogni effettivi” dei territori, con contenuti, obiettivi e risorse chiare.
“L’alternanza scuola-lavoro viene oggi bollata come “la strumentalizzazione del lavoro occulto”, ma il progetto di alternanza scuola-lavoro effettuato nella raffineria Eni di Livorno dagli studenti dell’ITI, che sono stati immessi nel progetto lavorativo, in ossequio alle tutele e alle Leggi, ha dato dei buoni risultati, le polemiche attuali su questo tema generano solo “un caos inutile e gratuito, creando solo insoddisfazione”.
Avevano fatto -ha ricordato Paoletti- la proposta della “holding di territorio” ma non si è concretizzata per la mancanza dell’unità di intenti. Lo stesso discorso vale per “il Piano della Costa” e per le “Attività di ricerca e sviluppo” dove la litigiosità dei Comuni per la difesa dei loro territori ha prevalso negativamente.
La città di Pisa ha avuto invece uno sviluppo ben diverso e con Pisa bisogna confrontarsi e “non essere indifferenti”.
Riguardo alla digitalizzazione e innovazione è necessario portare avanti dei progetti sperimentali specialmente con l’Università affinché le nuove industrie possano radicarsi sul territorio, dove esistono già delle eccellenze come la Kaiser e non solo.
“Le cose da fare -ha concluso Paoletti- sono mille mentre ora si interviene solo sulle emergenze. E’ indispensabile creare un Ente che veda “tutte le Istituzioni alleate” al fine di utilizzare al meglio il patrimonio che già abbiamo. Deve dunque rinascere un po’ di “tifo” per il nostro territorio da parte di tutte le istituzioni pubbliche e private, ma anche gli stessi individui, ciascuna persona, deve essere da pungolo al cambiamento”.

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