Vai a…

Costa Ovestsu Google+Costa Ovest on YouTubeCosta Ovest on LinkedInCosta Ovest on TumblrRSS Feed

4 Agosto 2020

Emergenza abitativa, dalla Cigna alla Chiccaia i casi spinosi di Livorno


(Simone Consigli) Livorno, 6 dicembre 2019 – A pochi giorni dall’inizio delle festività natalizie il sindacato Asia fa il punto della situazione sull’emergenza abitativa a Livorno. I due casi più spinosi sono le occupazioni della torre della Cigna e del blocco della Chiccaia.

Per quanto riguarda la torre dell’ex Catasto occupata da anni, per la quale è stato annunciato di recente lo sgombero con forza pubblica il 12 dicembre a seguito della richiesta della società proprietaria, la San Teodoro Srl, qualcosa è cambiato: “Il 12 arriverà l’ufficiale giudiziario, ma non ci sarà lo sgombero”, dichiara Gianfranco Barba di Asia. “L’accordo non è ufficiale ma gli occupanti passeranno sicuramente il Natale dentro la torre, se ne riparlerà a gennaio od a febbraio”. Per il sindacato la soluzione è un palliativo e non risolverà la questione, poiché il Comune di Livorno e il suo ufficio Casa, già alle prese con il lavoro per trovare una sistemazione per gli occupanti della Chiccaia che saranno buttati fuori, a meno di cambiamenti, il 15 gennaio, prima di otto mesi non potranno trovare una casa anche per gli occupanti della torre.

La questione riguarda lo scorrimento delle graduatorie per ottenere le case di edilizia pubblica: “In un anno e mezzo a metà degli occupanti della torre è stata assegnata una casa”, continua Barba. “Per sistemare le restanti 100 persone non chiediamo di scavalcare le graduatorie, ma abbiamo bisogno di un anno ancora di rinvio, in modo che le istituzioni trovino una soluzione per tutti”.

Il contenzioso è con la proprietà, che avrebbe ottenuto l’ordinanza di sgombero per problemi di sicurezza strutturale dell’immobile: “I pochi problemi strutturali che ad oggi esistono sono semplici interventi di manutenzione a cui gli occupanti fanno fronte ormai da anni come qualsiasi cittadino fa con la propria casa, non esiste nessun problema strutturale, il vero problema di sicurezza è quello legato allo spaccio di droga e alla prostituzione, veri problemi di delinquenza che sono scomparsi, guarda caso, quando la torre con l’occupazione è stata di nuovo abitata”.

Questo accordo informale, che prevede il rinvio dello sgombero di qualche mese è stato raggiunto attraverso un incontro con la prefettura il 23 novembre, come riportato su Costa Ovest, ma il rischio per gli occupanti di trovarsi per strada resta: “Le famiglie che hanno occupato sono tutte persone per bene che si sono trovate in questa situazione per cause di forza maggiore, soprattutto per la perdita del lavoro, detto questo non mi sento di garantire che se ci sarà uno sgombero prima che tutti vengano sistemati, qualcuno di questi non vada a sfondare qualche altra porta e ad occupare di nuovo, nessuno vuole che si verifichi un’altra volta la situazione che avvenne allo sgombero del palazzo del Picchetto, per esempio, per la proprietà non cambierebbe assolutamente nulla se il rinvio fosse di un anno e questo significherebbe la soluzione migliore per tutti”. La richiesta di un dialogo con la San Teodoro Srl è stata fatta più volte, tramite il Comune e tramite la Prefettura. Lo scorrimento delle graduatorie e il rispetto dei tempi di Casalp sono le linee su cui convergono gli sforzi per risolvere l’emergenza.

Nel frattempo appare più difficile la vicenda del blocco di edifici Casalp della Chiccaia a Shangay, gli occupanti non sono tutelati né da Asia né dall’altro sindacato Unione Inquilini ed ambedue le organizzazioni stigmatizzano il fatto di aver occupato edifici di edilizia pubblica mettendosi di traverso alle graduatorie. Si registrano infatti, grazie alla segnalazione di Gianfranco Barba, casi di famiglie assegnatarie di questi edifici che ad oggi sono costrette a dormire presso la Caritas a causa dell’occupazione, in attesa di una sistemazione diversa o dello sgombero.

Una volta effettuati i lavori di ristrutturazione del blocco di Shangay, non prima dello sgombero, il complesso di edifici dovrebbe tornare a essere patrimonio Casalp e come tale rientrare nel regolare scorrimento delle graduatorie: “abbiamo fatto dei volantinaggi alla Chiccaia ma poche persone ci hanno ascoltato, per quello che sappiamo sono soli, in questa maniera sono stati tolti alloggi agli assegnatari”.