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13 Maggio 2021

Il segretario del Pci livornese Luigi Moggia (foto d'archivio)

Eni, il Pci su Giani: “Se arriva con i carri armati troverà chi difende l’ambiente e il territorio”


Livorno, 6 giugno 2020 – “Se Giani arriverà con i carri armati, farà anche presto a doversene tornare a casa, perché siamo pronti a fargli capire che gli atti di forza, a Livorno, non lo porteranno da nessuna parte. Troverà noi comunisti e tanti come noi ad opporsi ai suoi scellerati modi, pronti a difendere la salute dei cittadini e del territorio in una maniera che neanche se la immagina. Mi rivolgo ai potenziali elettori del Pd, quelli indecisi che credono di scegliere il ‘meno peggio’ per non votare la Destra, affinché alle prossime elezioni regionali non votino un personaggio del genere, uno che parla come Trump e Salvini ed usa parole dispregiative, sprezzanti, verso una città e un territorio che invece devono essere coinvolti nelle scelte che li riguardano”.

Così si esprime Luigi Moggia, segretario provinciale del Pci di Livorno, nel commentare le parole usate dal candidato del Pd alla presidenza della regione Toscana, Eugenio Giani, durante una videoconferenza su Facebook con i sindaci e gli amministratori locali di Centrosinistra della provincia di Pistoia. Un video, detto per inciso, che poco dopo lo stesso Giani sembra aver tolto dal suo profilo, ma che è stato visto e scaricato e che adesso gira sui social.

Giani, che attualmente è presidente del consiglio regionale, ha affermato che se a Livorno non dovesse sorgere la bioraffineria nel sito Eni, lui è disponibile a rispolverare l’antica idea dell’inceneritore, aggiungendo che “a costo di essere impopolare”, una volta individuato il sito dove realizzare il termovalorizzatore, che con molta probabilità potrebbe essere l’Eni di Stagno, andrebbe “a diritto coi carri armati” perché, secondo lui, la gestione dei rifiuti in Toscana è più da Sud che da Nord ed occorrono i termovalorizzatori.

“Oltre ad usare toni da sceriffo, Giani sembra far intendere che, secondo lui, ci sono toscani che hanno più diritto di altri toscani, quelli dell’interno rispetto a quelli della costa, a vivere in ambienti sani e questo è inaccettabile”, continua Moggia. “Ma soprattutto usa toni inopportuni, per non dire violenti, nei confronti delle comunità locali, dicendo che se l’Eni non concluderà entro un anno e mezzo su Stagno, provvederà lui a sbrogliare la situazione, andando ‘addosso’ alla popolazione per imporre l’impianto. Si tratta di espressioni dal modo e dal contenuto decisamente antidemocratico, che come comunisti respingiamo e rimandiamo al mittente, denunciando al tempo stesso il pericolo a cui i cittadini sarebbero esposti qualora un personaggio del genere dovesse diventare il governatore della Toscana”.

E infine: “Chiediamo al sindaco di Livorno, Luca Salvetti, di prendere posizione chiara e definitiva su una tematica come quella ambientale e del diritto alla salute dei cittadini, che nella nostra zona, anche secondo lo studio specializzato Sentieri, fa registrare numeri insostenibili per quanto riguarda deceduti e malati, sperando che non vi sia al orizzonte un ennesimo cambio di rotta od un appiattimento delle giunte locali sulle posizioni del Pd regionale”.