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29 Ottobre 2020

Esce “Ricordi diversi”, testimonianze sugli anni livornesi di Coccioli


(Anna Viola) Livorno, 15 luglio 2020 – Domani, giovedì 16 luglio, per iniziativa dell’associazione Articolo 21 di Livorno, verrà messo in libera distribuzione il volume “Ricordi diversi”, scritto dal giornalista Marco Ceccarini e dall’artista Paola Ricci, dedicato alla figura dello scrittore livornese Carlo Coccioli, autore ingiustamente poco conosciuto in Italia, ma molto letto in Francia e in Sudamerica, di cui in questo 2020 si sta celebrando il centenario della nascita.

Si tratta di un libro basato sul rapporto diretto dei due autori con lo scrittore, dato che entrambi hanno avuto modo di conoscerlo e frequentarlo negli anni in cui Coccioli, che già abitava in Messico dal 1953, tornò nella sua città natale assieme al figlio Javier. Si era alla metà degli anni Novanta. Coccioli, dai primi del 1994 alla fine del 1995, abitò con il figlio adottivo in una casa sugli delle Ancore a Livorno.

La copertina dell’e-book

Quello che emerge dalle pagine di “Ricordi diversi”, che esce al momento sotto forma di e-book da scaricare gratuitamente sui siti di alcuni giornali on-line, tra cui quelli di Costa Ovest (www.costaovest.info) e di Amaranta (www.amaranta.it), nonché dell’associazione culturale Articolo 21 (www.articolo21.it), è un Coccioli inedito, raccontato in una dimensione più personale, alle prese con la quotidianità e con ad esempio il suo amore per gli animali, anche se tutti i principali temi che ne hanno caratterizzato la vita sono presenti nel lavoro. Nelle intenzioni di Articolo 21 c’è anche la pubblicazione cartacea.

Marco Ceccarini, livornese, redattore dell’agenzia Toscana Notizie, ha messo l’accento sul sincero tentativo di tornare alle origini e di stabilirsi nella città natale che lo scrittore fece negli anni Novanta quando lui, giovane cronista, lo conobbe e lo intervistò a più riprese per il Tirreno e per altre testate minori. Paola Ricci, artista e scrittrice lucchese, che già lo scorso anno ha dato alle stampe il volume “Carlo Coccioli e la strega fatata” dedicato allo scrittore, ha focalizzato invece il suo rapporto personale con l’eclettico intellettuale che scelse il Messico. In entrambi i casi emerge la conoscenza profonda che i due autori hanno avuto con lo “scrittore assente”.

La prefazione è dell’ex assessore alla Cultura del Comune di Livorno, Francesco Belais, cui va ascritto il merito di aver conferito nel 2019 la Livornina d’Oro alla memoria di Coccioli. La postfazione, invece, è di Gloria Benini, insegnante e scrittrice, esperta di letteratura italiana contemporanea, che è stata tra l’altro coautrice del “Repertorio dei matti della città di Livorno”. Anche dalle loro testimonianze si può comprendere la grandezza di questo intellettuale a tutto tondo, che tra l’altro fu uno dei primi a parlare in modo esplicito di omosessualità e del rapporto tra questa e la religione e che ha messo al centro della sua vasta produzione letteraria anche temi come l’alcolismo e la costante ricerca esistenziale e religiosa che lo hanno portato dal Cattolicesimo al Buddismo passando per l’Ebraismo e l’Induismo.

Carlo Coccioli, nato a Livorno il 15 maggio 1920, scomparso a Città del Messico il 5 agosto 2003, giornalista, si era laureato in Lingue e letterature orientali a Napoli. Dopo l’infanzia vissuta a Livorno ed a Tripoli, dopo Firenze e Fiume, Napoli e Roma, dopo la seconda guerra mondiale combattuta nelle fila della Resistenza italiana, scappò letteralmente dall’Italia per andare prima a Parigi nel 1949 e poi in Messico nel 1953, dopo una parentesi vissuta a La Paz in Bolivia.

Dal Centro e dal Sudamerica è stato corrispondente del Corriere della Sera e ha collaborato al Giornale e alla Nazione. Ha pubblicato trentotto fra romanzi e saggi. Ha scritto regolarmente in italiano, francese e spagnolo ed è stato il traduttore di se stesso. I suoi libri sono stati tradotti in un diciotto diverse lingue. Tra i suoi romanzi più noti, sono da segnalare “Fabrizio Lupo” e “Davide”, ma anche “Uomini in fuga” e “L’erede di Montezuma”, ancora “La casa di Tacubaya” e “Piccolo karma”, fino ad arrivare a “Tutta la verità”, sua penultima opera pubblicata, ed a “Itinerario nel caos”, quest’ultimo un testo fuori catalogo e mai messo in commercio, che hanno rappresentato e rappresentano la sua eredità umana, letteraria e spirituale.