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30 Novembre 2020

Estate da incorniciare per il turismo archeologico


(Donatella Nesti) Livorno, 19 agosto – Un’estate da incorniciare per quanto riguarda il turismo con visite nei musei e nei siti archeologici da tutto esaurito. Una delle zone più richieste ancora una volta è la cintura intorno al Vesuvio dove, oltre alle celebri Pompei ed Ercolano, esistono dei siti meno noti ma interessanti  e meritevoli di una visita. Nella cittadina di Capua, ora Santa Maria di Capua Vetere, esistono gli imponenti resti di un anfiteatro secondo per grandezza solo al Colosseo e dal quale partì la rivolta dei gladiatori capitanati da Spartaco. Nella stessa città oltre ad un curatissimo museo c’è una curiosità seminascosta per  visitare la quale occorre chiedere alla custode, costretta a fare avanti ed indietro dal museo per accompagnare i visitatori. Si tratta del Mitreum, uno dei mitrei più importanti ai fini della ricostruzione del culto misterico, per il buon stato di conservazione in cui versa la decorazione pittorica, databile alla fine del II sec. dopo Cristo.

La struttura sotterranea è accessibile attraverso una rampa di scale che porta ad uno stretto corridoio che fungeva da anticamera. Alla destra, attraversando un arco, vi è una stanza di preparazione (apparitorium) per i partecipanti. Alla sinistra invece vi è il vero e proprio mitreo, formata da una camera rettangolare ampia circa 12 metri di lunghezza per 3 metri di larghezza, con una volta a botte e lucernari. Lungo la struttura vi sono i posti a sedere per gli adepti che partecipavano ai riti. In fondo vi è un altare con dietro la Tauroctonia. Lungo la parete orientale vi è una lunetta rappresentante la Luna su di una biga mentre nella parete meridionale vi è un bassorilievo in marmo rappresentante Amore e Psiche, simbolo dell’anima elevata dall’amore mistico. Sulla parete di fondo occidentale appare la raffigurazione del dio Mitra nell’atto di uccidere il toro (Mitra tauroctono). L’uccisione del toro bianco avviene dinanzi ad una grotta e alla presenza di alcune persone. La grotta raffigurata si ricollega alla nascita del dio che secondo il mito sarebbe nato da una roccia, lasciando una grotta dietro di sé.

Un altro luogo poco conosciuto ma estremamente interessante è il Complesso  Basilicale Paleocristiano di Cimitile, località vicina a Nola, un vasto complesso monumentale che sorge sui resti di un’importante necropoli romana, il coemeterium nolanum (II-III sec a.C.) e comprende sette edifici di culto arricchiti da preziosi mosaici, decorazioni e affreschi. Si estende per 9000m° con edifici di culto di epoche diverse e dove si trova la tomba di S.Felice intorno alla quale si sviluppò nel quarto secolo D.C. un famoso santuario meta di pellegrinaggi, come ricorda S.Agostino. Questo antico luogo di culto ha incuriosito non soltanto religiosi e artisti ma anche appassionati ditradizioni esoteriche che, nel corso di alcuni convegni, si sono confrontati sui diversi simboli presenti all’interno delle basiliche e soprattutto su un singolare affresco che raffigura la Maddalena incoronata. L’affresco è situato nella piccola Basilica dei SS Martiri, sulle cui pareti, inoltre, sono ben visibili anche due croci maltesi.

Immagini, queste, che generano discussioni sulle vicende del cristianesimo delle origini, le stesse sollevate dal Codice Da Vinci, famoso romanzo di Dan Brown, che fa riferimento proprio alle teorie sulla Maddalena regina, sposa di Gesù. Misteri e varie leggende sono legate a questo luogo mistico:  intorno al XV-XVI sec. d.c cominciò a diffondersi la voce che il campanile della Basilica di San Felice fosseil primo campanile della storia cristiana; si dice che San Gennaro fu imprigionato ed arso in una fornace ancora visibile all’interno dellaBasilica di San Felice; da qualche tempo, inoltre, circolano sul web alcune teorie secondo cui il leggendario;Re Artù sarebbe stato seppellito nell’antico coemeterium nolano sul quale furono successivamente edificate le basiliche.