La zona dove è accaduto il fatto
Famiglia livornese sbaglia strada in campagna, auto bloccata, offese e minacce
16 Agosto 2025
(Redazione) Livorno, 16 agosto 2025 – Avventura decisamente poco piacevole, il giorno di Ferragosto, per una famiglia livornese formata da marito, moglie in dolce attesa e le mamme di entrambi. Dopo aver pranzato in un ristorante nelle campagne di Cascina ed essere stati nella zona di Navacchio, essendo interrotta la strada che da Ospedaletto porta sull’Arnaccio, i quattro hanno tentato di tornare sulla statale 67 bis, ovvero sull’Arnaccio, utilizzando una delle tante vie vicinali che dalle campagne conducono proprio alla strada statale.
“Poco dopo che eravamo entrati in una strada bianca che poi abbiamo appreso essere una strada vicinale ci siamo resi conto che essa non portava da nessuna parte. Così abbiamo cercato uno spiazzo per girare, ma non c’era alcuno spazio. L’unico stradello, a destra, in prossimità di un’abitazione, era occupato da un’auto di grossa cilindrata, ferma, con dentro una giovane donna. Abbiamo dunque proseguito per pochi metri e abbiamo fatto una manovra nel poco spazio a disposizione, prima che la strada si restringesse ancora”, affermano i due coniugi. Che continuano: “Nel frattempo la macchina in sosta era partita. Noi, tornati nella direzione da cui eravamo arrivati, pur andando molto lentamente, in pochissimo tempo abbiamo raggiunto l’auto perché questa era quasi ferma, dato che procedeva a dieci chilometri l’ora e anche meno”.
Moglie e marito continuano non nascondendo, a distanza di ore, l’incredulità per quanto accaduto: “L’auto rallentava infatti sempre più e un paio di volte si è addirittura fermata e ripartita, il tutto segnalato dai fari posteriori. La prima cosa che abbiamo pensato è che avesse dei problemi e pertanto abbiamo dato un lieve colpetto di clacson per segnalare che eravamo disposti a fornire aiuto. La donna che era alla guida, di contro, ha fatto un brutto gesto con la mano. Al contempo abbiamo visto arrivare a velocità sostenuta, da dietro, un trattore cabinato con dentro un uomo. La macchina che era davanti si è allora definitivamente fermata impedendoci di proseguire. L’uomo che era sul trattore è sceso e si è avvicinato chiedendoci di buttare giù il finestrino. Tutto ciò era inspiegabile. Abbiamo pensato a una rapina oppure a uno scambio di persona. Invece l’uomo ci ha detto su quella strada non potevamo viaggiare in quanto strada privata. Non c’era nessuno attorno. Solo noi quattro, in macchina, la donna sull’auto che adesso ci bloccava e l’uomo sceso dal trattore. Abbiamo fatto notare che non c’è alcuna indicazione che segnala che si tratta di una strada privata, ne’ all’imbocco della carreggiata ne’ durante il breve tratto percorso, quindi che non sembrava affatto una strada privata e che in ogni caso, in mancanza di segnaletica, un viaggiatore non può da sé conoscere la tipologia delle strade. Quello che non andava bene era essere chiusi davanti e dietro ed impossibilitati a muoversi. Stavamo aggiungendo che avevamo solo sbagliato strada e che stavamo già tornando indietro quando l’uomo ci ha minacciato con frasi tipo ‘se vi rivedo per voi finisce male’ e ‘sparite coglioni’ e cose del genere. A quel punto la macchina che era davanti a noi, che prima di fermarci e bloccarci era andata alla velocità di una tartaruga, è improvvisamente partita sollevando un gran polverone. L’uomo è risalito sul trattore ed è tornato indietro. Le due mamme hanno accusato un malore dallo spavento. Anche noi eravamo scioccati. Abbiamo immediatamente chiamato i Carabinieri che sono intervenuti celermente”.
Il fatto è accaduto ieri pomeriggio, venerdì 15 agosto, in una strada vicinale, ossia in una strada interpoderale destinata al collegamento fra strade diverse, nelle campagne attorno al centro abitato di Cascina in provincia di Pisa. Le strade vicinali, detto per inciso, possono essere indifferentemente private o pubbliche oppure private ad uso pubblico. In genere, se non vi sono cartelli, sono pubbliche o private ad uso pubblico. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Cascina. L’arrivo dei militari dell’Arma ha rassicurato i componenti della famiglia livornese. Alcuni dei quali, però, scioccati per l’incredibile circostanza di cui sono rimasti vittime, una volta tornati a Livorno, hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari.
“Se non fosse capitato a noi, stenteremmo a credere che una cosa del genere possa davvero accadere”, concludono i coniugi. “Una famiglia va per la propria strada e viene bloccata da sconosciuti, chiusa la loro auto tra due mezzi, insultata e minacciata, senza alcun motivo. Tutto questo ha le caratteristiche di un pur breve rapimento di persone, dal momento che tale reato consiste nel privare qualcuno della libertà personale, limitandone od impedendone la capacità di movimento ed essendo sufficiente una privazione di tale libertà anche per poco tempo affinché il reato si configuri. Di certo si è trattato di violenza privata. La cosa si è risolta grazie ai militari dell’Arma dei Carabinieri. Noi, però, non abbiamo capito cosa volevano da noi. Solo l’arroganza e la sbrufoneria possono portare certe persone a comportarsi in modo così aggressivo e violento contro altre persone che neanche conoscono, che non hanno fatto nulla, se non cercare una strada per tornare a casa, provocando con i loro comportamenti e le le loro minacce malori e situazioni di stress a una donna in stato interessante ed a due donne anziane, di cui una molto ma molto anziana”.
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