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25 Novembre 2020

Faro di Patresi, spunta un esposto alla Procura della Repubblica


(Stefano Bramanti) Portoferraio, 26 novembre – Non hanno ricevuto gli atti richiesti sulla trasformazione del faro di Patresi e hanno fatto un esposto alla Procura della Repubblica, per omissione di atti di ufficio. Succede anche questo nella complessa vicenda del faro di Punta Polveraia, messo sul mercato dal Ministero della difesa, per darlo in affitto per 19 anni. Una manovra che darà allo Stato introiti ed eviterà l’eventuale degrado dell’edificio. Dal2015 15, tra fari, torri ed edifici costieri, sono stati affidati con incassi complessivi di oltre 15 milioni nell’intero periodo di concessione. Le società affidatarie del faro elbano potranno usarlo con progetti imprenditoriali innovativi e sostenibili, nel pieno rispetto della tutela e salvaguardia del territorio. Ma ecco che dodici proprietari di case, che si trovano nei dintorni dell’antica costruzione militare, hanno inviato un esposto alla Procura della Repubblica, perché è stato impedito loro l’accesso agli atti, riguardanti appunto l’assegnazione del faro. Non solo, anche l’Associazione Amici di Patresi e di Colle d’Orano, ha fatto ricorso alla Commissione per il controllo dell’accesso agli atti, presso la Presidenza del Consiglio di ministri. Ma facciamo un passo indietro. I proprietari della zona, ovviamente si sono interessati alla novità prevista, per cui i fari militari italiani possono essere affidati in concessione, dallo Stato, ai privati, grazie al progetto Valore Paese-Fari. Vengono affidati con una gara pubblica che prevede l’affitto delle strutture, fino ad un massimo di 50 anni. I proprietari della zona ad un certo punto hanno voluto conoscere ogni dettaglio dei progetti dei privati, interessati al faro. A suo tempo fecero richiesta di accesso agli atti a Difesa Servizi spa: volevano capire a cosa, il faro e la zona limitrofa, sarebbero andati incontro nel futuro, e volevano apprenderlo con in mano i documenti presentati dalle società in gara. Quindi fecero una pratica di accesso agli atti, , ma il 4 novembre scorso è scaduto il tempo entro il quale dovevano essere consegnate lei documentazioni ai proprietari richiedenti. “Essendo trascorso il tempo previsto- dice uno dei proprietari – si va fuori legge e scatta il reato di omissione di atti d’ufficio. Noi per legge abbiamo diritto ad avere tutta la documentazione che ha presentato ad esempio la Alfa Promoter. che vorrebbe avere il faro in uso. Ma Difesa Servizi non ci ha fornito gli atti e non ci ha nemmeno risposto e per far valere i nostri diritti abbiamo fatto l’esposto alla Procura. Ora attendiamo gli sviluppi e abbiamo richiesto pure il sequestro di tali atti”. E pure Nicola Marra, presidente dell’associazione locale anzidetta, per motivi simili vuole capire come stanno le cose. “Difesa servizi- commenta Marra- dice che il nostro sodalizio non ha diritto di accedere agli atti, ma tra i nostri 160 soci, l’80% sono residenti e sono proprietari di case in quell’area. Sono quindi di certo interessati ed hanno diritto di sapere cosa avverrà . Vogliamo conoscere quale sarò il reale futuro della struttura e quale impatto avrà sulla vita locale. Vogliamo sapere tutto, compreso chi sono i finanziatori che stanno alle spalle di questa società che ha vinto la gara. A noi, sia chiaro, non interessa chi otterrà la gestione del faro, per noi è importante che non avvenga uno stravolgimento dell’ambiente e della nostra vita”.