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lunedì 9 20 Dicembre19

Figaro ha fatto pace con Livorno, le sue Nozze sono state celebrate al Goldoni


(Angela Simini) Livorno, 26 novembre 2019 – “Le nozze di Figaro” si sono celebrate con successo e si è fatto pace tra il conte di Almaviva e la contessa sua moglie. Anche i personaggi che ruotano intorno a loro hanno risolto le loro beghe! Finale scontato della commedia di Mozart, andata in scena al Teatro Goldoni di Livorno come secondo appuntamento della stagione lirica.

L’opera, che nasce come il seguito di “Il barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini, grazie alla melodiosità e all’ironia della partitura mozartiana e allo spirito spregiudicato del librettista, Lorenzo Da Ponte, mantiene intatta la sua brillantezza, nonostante siano trascorsi ormai più di duecento anni dalla prima apparizione sulla scena, 1 maggio 1786.

L’allestimento del Teatro Sociale di Rovigo, coproduzione del Teatro Goldoni di Livorno, del Verdi di Pisa e del Giglio di Lucca, ha avuto successo: impostato con una concezione rispettosa della tradizione, è apparso chiaro ed eloquente, insieme in tutto lo svolgimento, grazie alla sapiente direzione d’orchestra del maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, che per ben quattro ore ha tenuto sotto controllo cantanti ed orchestra e alla regia di Massimo Gasparon Pizzi Contarini, che firma anche scene e costumi.

Scarne le scene, ma con arredi appropriati a definire gli ambienti ed a dare un senso alla recita, molto ben curati gli abiti, l’impatto visivo creato da Gasparon è stato decisamente soddisfacente. E l’ essenzialità delle scene non è un demerito per gli attuali spettacoli lirici, dato che i teatri stanno attraversando una crisi molto grave da anni e, per ora, non si vedono miglioramenti.

Buona anche la regia dello spettacolo con tempismi apprezzabili e con buona prestazione interpretativa dei cantanti, che sarebbe riduttivo dire che “se la sono cavata”: senza toccare punti di eccellenza, hanno però dato prova di abilità con voci apprezzabili e coloriture adeguate al periodo storico della composizione, canto settecentesco, con tutte le difficoltà di scale e trilli, con lunghe romanze e virtuosismi di repertorio. Particolarmente brava è risultata il soprano Marily Santoro, la contessa di Almaviva, ma un riconoscimento di grande abilità va anche alla sua cameriera Susanna, la vivace Silvia Lee. Con loro ha interagito un Figaro brillante ed espressivo, Matteo D’Apolito, che si è alternato con Nicola Siccardi. Ricordiamo anche Marta Mari, Giulia De Blasis, Maria Salvini, il soprano Alessandra Rossi Trusendi nelle vesti di Marcellina, particolarmente dotata nel canto barocco, i baritoni Salvatore Grigoli e Wellington Moura. Bisogna anche riconoscere che i cantanti sostengono uno spettacolo molto lungo ed ampie e difficili arie.

Generosa la prestazione del Coro Lirico Toscano, preparato da Chiara Mariani.

La citiamo per ultima, ma ha garantito lo svolgimento e la buona riuscita dello spettacolo, l’Orchestra della Toscana, che rappresenta una compagine sicura, punto di forza delle nostre stagioni musicali, liriche e classiche e che si cimenta in repertori diversi e disparati.

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