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25 Gennaio 2021

Filippo Giusti, Cisl: Livorno in difficoltà, ma non crisi nera


(Gianni Giovangiacomo) Livorno, 17 ottobre 2018. “Mi fa piacere presentare il nuovo Segretario della Cisl livornese, Filippo Giusti, che è, come me, un Rosignanese!”. Con queste parole il presidente della rivista “Il Centro”, Enrico Dello Sbarba, ha aperto l’incontro con l’ospite della serata ed ha anche ricordato che la Cisl è stata, nel passato, una organizzazione di riferimento per tanti militanti della DC. Ha poi sottolineato la drammatica situazione economica della città mentre le cose vanno meglio in provincia con la riapertura delle Acciaierie di Piombino, con lo sviluppo delle piccole aziende nella Val di Cornia e nella bassa Val di Cecina e con le possibili nuove assunzioni alla Solvay. Giusti ha subito ringraziato Dello Sbarba per l’invito e ha rivendicato l’autonomia del sindacato nei confronti della politica. Entrando nel tema dell’economia livornese ha detto di non condividere il sistema dei “pianti greci”, cioè delle continue lamentazioni che non danno frutto, mentre è necessario che il nostro territorio si sviluppi in sintonia e collaborazione con quelli vicini. Ha poi fatto una elencazione dei dati Istat del 2017 che mettono in rilievo elementi interessanti. Si evince che la base degli occupati ammonta a 163 mila unità, il che dimostra che si sta cercando di recuperare la crisi avvenuta nel 2008. Gli inattivi, 16 mila, che sono coloro che non hanno un lavoro e non lo cercano, sono diminuiti, mentre tre mila sono i disoccupati reali. Questo vuol dire che, malgrado tutto, non c’è una particolare crisi occupazionale e il trend non è negativo come qualcuno ci vuole raccontare. Anche riguardo al Pil, pur rimanendo Livorno una provincia povera, i dati Istat ci dicono che esso è aumentato del 18 per cento, siamo perciò in recupero e siamo cresciuti di più rispetto al dato nazionale e a quello regionale. Anche riguardo alla povertà, cioè all’indice di disuguaglianza, se in Cina e India è aumentato, in Italia non sta aumentando significativamente e la Toscana è migliore del dato nazionale, perciò se la Cgil dice che tutto va male, noi possiamo dire che non è vero. La verità è – ha continuato il nuovo Segretario – che dobbiamo costruire una economia più efficace, perché la crisi livornese indubbiamente c’è, e per questo abbiamo riattivato “il tavolo dell’industria”, per realizzare cose concrete e non per vivere nel mondo dei sogni. E’ necessario andare avanti con gli strumenti che sono già attivi: la Darsena toscana, lo scavalco ferroviario, il piano per il porto. Per quanto riguarda la provincia: a Piombino si intravede la luce in fondo al tunnel, i presupposti per andare avanti ci sono, bisogna terminare le banchine realizzate solo parzialmente, siamo purtroppo fermi riguardo alla demolizione delle navi militari, è perciò necessario sbloccare tutto quello che si può fare superando anche talune Leggi restrittive.
Quindi -ha concluso Giusti- “niente pianti greci” perché la situazione non è così nera come vogliono farci credere. Come sindacato vogliamo occuparci di Livorno “sui dati concreti” per poter proporre lo sviluppo per il futuro. E’ necessario che si intervenga sui “fondi di riqualificazione urbana” dei Comuni e non ci nascondiamo che esiste un problema riguardo ai mass media che non fanno sentire la nostra voce. E’ iniziato poi il dibattito incentrato sulle problematiche dei giovani, del sindacato, dei lavoratori. A queste domande il neo Segretario ha ricordato che “non possiamo piangerci addosso e aspettare aiuti dall’esterno, dobbiamo risolvere noi i nostri problemi”, dobbiamo insistere non sul reddito di cittadinanza ma “su investimenti significativi sulla formazione”, agendo in sinergia con gli altri e non facendo “repubblica” a se stante. Dobbiamo cercare di far diventare il nostro territorio “appetibile” facendo crescere, nello stesso tempo, le competenze personali dei giovani per avviarli al lavoro. Riguardo al sindacato bisogna dire che è stata misconosciuta politicamente l’epoca della concertazione, oggi non viene data importanza ai corpi intermedi, quindi spetta a noi, nei limiti delle normative, favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per il sindacato è fondamentale tutelare “la persona umana” e non tanto il posto in sé, è necessario però che ci sia “una rete di protezione” per i lavoratori che devono ricollocarsi. In sintesi è necessario operare “con concretezza nelle scelte” e “secondo le vocazioni del territorio”. (Nella foto: Filippo Giusti al centro con da sin.Elena Arrighini, Fisascat, e Paola Colorà, Cisl scuola,esponenti della nuova segreteria).