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19 Settembre 2020

Firenze, dal Polo Toscano d’Eccellenza alla ricerca integrata


(Ruggero Morelli) Firenze – novembre. Il direttore della scuola Normale di Pisa, professor Vincenzo Barone (nella foto a sinistra con Massimo Cacciari) ha annunciato che l’Istituto di Studi Avanzati che nascerà a Firenze, sarà intitolato a Carlo Azeglio Ciampi. La Scuola Normale Superiore ha inaugurato a Palazzo Strozzi,l’anno accademico 2016/2017 dell’Istituto di Scienze Umane e Sociali presenti il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, il sindaco di Firenze Dario Nardella, la vice-presidente della Regione Toscana Monica Barni ed i due figli di Ciampi, mentre la signora Ciampi ha inviato una lettera. Il professor Massimo Cacciari ha tenuto una lectio magistralis sul tema: “Il tramonto del Centro”.
Il professor Barone ha annunciato inoltre che il corso ordinario esporterà a Firenze tre corsi di laurea magistrale congiunti tra Scuola Normale, Scuola Sant’Anna e Università di Firenze.
Nell’occasione della inaugurazione è stata avviata la collaborazione della Normale con la Università di Firenze e con la Scuola Sant’Anna per l’avvio del progetto del “Polo Toscano d’Eccellenza”.
Si può dire che inizia a farsi strada il metodo del lavoro di ricerca integrato come da tempo auspicato da più parti.
Di recente la scienziata-virologa Ilaria Capua, che dal giugno del 2016 dirige un dipartimento dell’Emerging Pathogens Institute dell’Università della Florida, intervenendo al seminario del Gamma Forum – www.gammadonna.it – ha detto :”La cultura e’ tutto, perché rappresenta ciò che sono le persone, le loro idee, il loro atteggiamento verso la vita e il lavoro, il loro “fare. Capire la cultura dell’altro, aprirsi e mettere in contatto modi di operare e di pensare diversi e’ alla base dell’innovazione.”
Il professor Paolo Dario nella lunga intervista a Piero Angela nell’agosto del 2015, quando era ultimato il progetto New Deal 2.0, redatto con cinque ricercatori di discipline diverse e complementari, descrive in dettaglio la nuova linea dell’insegnamento di ingegneria che guarda alla formazione di professionisti/inventori/imprenditori che siano in grado di lavorare in un futuro mondo nel quale, è certo,non ci sarà l’aspettativa del posto fisso in banca o nell’ente pubblico. E per questo sarà utile che siano abituati al confronto continuo interdisciplinare, seguendo il metodo ed i principi che Adriano Olivetti lanciò nella propria azienda.
Ancora la Scuola Sant’Anna ha dato il via all’esecuzione del progetto per il Polo Scientifico di San Giuliano Terme, su un’area di 43.000-mq. che riunirà vari istituti oggi sparsi tra Pisa, Pontedera, Livorno e che collaborerà con il Cnr, con l’Università di Pisa ed il TeCIP, Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione.
Il primo lotto che si dovrebbe realizzare entro il 2017, sarà il “Polo di Scienze della Vita” includerà laboratori e strutture finalizzate alla gestione dei sistemi viventi, lo studio dell’agricoltura e il suo impatto con l’ambiente, la salvaguardia della salute dell’uomo e le cure mediche correlate.

In un servizio di Report, Milena Gabanelli ipotizzava con dovizia di slides e colloqui (Cingolani , Azzone e Calderini) la potenziale collaborazione tra gli istituti di ricerca di Genova, Torino e Milano. Qui la prospettiva era quella di ricercatori che lavorano insieme in laboratori transdisciplinari con formazioni personali anche molto diverse. Si sono fatti riferimenti per opportunità di sviluppo alle aree spesso citate come Silicon Valley ed il centro di Cambridge.

Oggi a tutto questo si aggiunge la scelta del Governo con Industria 4.0, un’operazione nuova nel metodo, da cogliere al volo perché può superare antichi campanili se condotta con la necessaria rapidità – visti i ritardi da Cina, Germania e Giappone – e nell’accordo tra imprese, centri di ricerca universitarie ed enti pubblici.