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27 Settembre 2022

Daniele Mattera (foto Linea Verde fornita da Bramanti)

Formaggi, aleatico e miele, gli antichi mestieri della pastorizia rinascono all’Elba grazie al giovane Daniele Mattera


(Stefano Bramanti) Marina di Campo, 5 febbraio 2022 – Nel laboratorio di La Pila, chiamato “Il Caprile”, sono in corso esperimenti per creare un formaggio forte di tre prodotti elbani genuini: latte fresco di mungitura delle 80 capre gestite a San Piero, con al suo interno Aleatico e miele isolani Doc. E’ un’idea del campese Daniele Mattera, 33 anni che ha scelto di fare Il pastore per non far morire l’antico mestiere elbano e vuole anche riusare per la pastorizia gli antichi caprili in granito, esistenti nelle pendici del monte Capanne. La novità sarà un sicuro successo, perché realizzato a km0 con alimenti d’eccellenza. “Sto elaborando il progetto con la mia compagna Moira, prossima a partorire nostra figlia Chiara”, ha detto il giovane e poi ci ha descritto la sua giornata lavorativa che non prevede pause nemmeno la domenica e nei festivi; infatti a Natale lavoro straordinario stante la nascita di alcuni capretti.

”Ero falegname – ci ha detto -ma alla morte di Evangelista, l’anziano pastore di San Piero, ho preso le sue capre e altre ne ho acquistate e ho proseguito questa tradizione locale. Un lavoro che mi fa stare in mezzo alla macchia mediterranea tutto il giorno, insieme a due cagne Joy e Brenda, un impegno che ha radici nella storia dell’uomo fin dalle epoche più remote. Un impegno duro ma di grande soddisfazione”.

Daniele la mattina si alza, in ogni stagione, prima dell’alba perché non deve sprecare neanche mezzo secondo di luce. E’ ancora buio e lui è già alla stalla a sistemare i capretti per farli mangiare. Succhiano il latte dalle loro mamme nella stalla che il giovane ha realizzato, posta poco sopra il campo sportivo del paese collinare. “Dopodiché metto per loro una lettiera pulita e poi esco subito col gregge a pascolare, con i primi raggi di sole. Cambio continuamente percorso così gli animai brucano l’erba in aree sempre diverse, a rotazione, tutelando l’ambiente. Si va avanti fino all’ora di pranzo che in pratica è l’unica pausa che ho. Dopo la sosta si riparte e gli animali pascolano fino al tramonto. Si torna al nostro recinto di San Piero e sistemo le stalle affinché le capre abbiano una dimora ripulita e valida. Inizio a mungere con l’aiuto di mio padre Vittorio e del Facelli, autista di pullman in pensione che agisce per pura passione e mi aiuta anche nel pascolo. Quel poco di latte che riesco a recuperare, dopo che i capretti si sono nutriti, lo porto, dopo la mungitura, nel mio piccolo laboratorio che si trova a La Pila per trasformarlo in formaggio. Quando i piccoli saranno svezzati, la produzione del latte crescerà di molto. La trasformazione del latte di capra in formaggio la faccio insieme a Moira, subito a sera o la mattina seguente e allora il latte lo mettiamo nel refrigeratore. Produciamo vari tipi di formaggi dalla ricotta a quello stagionato in diversi modi e facciamo anche lo stracchino e il taleggio”.

Un latte genuino, e alle capre non dà farmaci come fa l’industria di solito e se una capra necessita di cure con farmaci, Daniele non la munge finché non è guarita. Dispone ovviamente anche di due caproni per la riproduzione che sono sufficienti per il loro compito e quindi hanno molto da fare nel gregge. Per avere i suoi prodotti unici basta contattarlo su Facebook o Instagram cercando “Il Caprile”.