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24 Settembre 2020

Franco Meneguzzo alla Galleria Peccolo


Livorno, 22 novembre. La mostra n.397 è una concisa retrospettiva di Franco Meneguzzo alla galleria Peccolo di piazza della Repubblica da sabato prossismo, 25 novembre, “early sixties paintings”, a cura di Arianna Baldoni. La rassegna raccoglie una ventina di lavori risalenti ai primissimi anni Sessanta e precisamente dal 1961 al 1963, quando l’artista, ormai uscito dall’Informale, aveva elaborato una personalissima tecnica pittorica, consistente in una specie di “sottrazione” del colore attraverso la posa, l’assorbimento e lo “strappo” dello strato cromatico. Progetto e caso sono gli ingredienti del lavoro, che in questi anni procede per bande fortemente colorate e contrastanti, sulla scia di un’indagine sulle possibilità dell’astrazione, sulla “tenuta” del concetto di pittura anche al di là dei suoi strumenti tradizionali (di fatto, queste opere, perfettamente pittoriche, sono il risultato di una “non pittura”, di un intervento progettato a monte e affidato ad azioni che non si avvalgono dei metodi consueti della pittura).
Franco Meneguzzo (1924-2008) ha esordito pubblicamente nel 1953 con la prima personale di lavori completamente astratto-geometrici, a Vicenza: nello stesso anno si trasferisce a Milano, dove fonda con Bruno Danese la DeM (dal 1957 Danese azienda di design tra le più illustri in campo nazionale e internazionale). Ceramista tra i più riconosciuti, pittore e designer, espone alla Galleria Dell’Ariete (1956 e 1960), alla Galleria del Milione (1962), restando volutamente al di fuori da ogni neoavanguardia, che pure frequenta nei classici ritrovi di Milano. Dal 1973 si dedica sempre più alla scultura in marmo e in bronzo, con significative partecipazioni a collettive e personali, come la mostra alla Galleria Stendhal nel 1982 o la presenza alla grandi rassegne “Due secoli di scultura” all’Accademia di Brera o “La scultura italiana del XX secolo” alla Fondazione Arnaldo Pomodoro, nel 2005. Nel 2007, in concomitanza con l’uscita di una grande monografia curata da Volker Feierabend, realizza due importanti personali nei musei tedeschi di Aschaffenburg e di Gelsenkirchen.

A distanza di otto anni dall’antologica che il comune natale (Valdagno) ha voluto dedicargli all’indomani della sua scomparsa, nel 2008, e a quasi vent’anni dalla rassegna realizzata dal Comune di Padova (1998), interamente dedicata a questo periodo del suo lavoro, oggi una serie di quelle opere viene riproposta nella mostra livornese, organizzata dalla Galleria Peccolo: l’occasione di una riscoperta filologicamente accurata ed emotivamente sorprendente, soprattutto se vista nel contesto della pittura astratta italiana del periodo.

Accompagna la mostra un catalogo bilingue, edito dalle Edizioni Peccolo, Livorno con testi della curatrice Arianna Baldoni, di Gillo Dorfles (1964) e di Elena Pontiggia (1998), e la riproduzione di tutte le opere esposte.
Dal 25 Novembre 2017 al 10 Gennaio 2018. Galleria Peccolo, piazza Repubblica 12 –Livorno tel.0586.888509. Orario: 10/13 – 16/20 festivi e lunedì chiuso.