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26 Novembre 2020

Giornata della Memoria, ai giovani il compito di non dimenticare


(Massimo Masiero) Livorno – 27 gennaio. Una giornata non basta per non dimenticare. E oggi “Giorno della memoria”, mentre si celebrano in tutto il mondo le vittime dell’Olocausto crescono le preoccupazioni per quanto sta accadendo nel cuore dell’Europa Unita, dove in troppe nazioni stanno riproponendosi episodi di violenza e di intimidazioni. “Ancora oggi – ha detto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella stamani nel suo intervento al Quirinale – dobbiamo chiederci: come è possibile che, sotto forme diverse, dal negazionismo, alla xenofobia, all’antisionismo, a razzismi vecchi e nuovi, al suprematismo, al nazionalismo esasperato, ancora oggi si sparga e si propaghi il germe dell’intolleranza, della discriminazione, della violenza?”. Ecco perchè occorre contrastare razzismi vecchi e nuovi, in un momento storico, quello attuale, in cui l’uomo alza nuovi muri e crescono pericolosi egoismi. Livorno, città delle varie etnie,sede di una storica comunità ebraica, ha ricordato l’Olocausto per l’intera giornata “per non permettere che il tempo cancelli dalle coscienze il ricordo di ciò che è stato”. Di prima mattina, a cura del Comune al Cimitero Ebraico di via Don Aldo Mei è stata deposta la corona per ricordare le vittime della shoah. In Prefettura, al Palazzo del Governo, la cerimonia della “memoria” dove erano presenti gli studenti delle scuole medie. Il presidente della Comunità Ebraica Vittorio Mosseri ha ricordato nel suo intervento i 116 ebrei livornesi deportati nei campi di concentramento. Il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, si è soffermato sulla lotta contro l’antisemitismo che riguarda da vicino tutti noi e va combattuto ogni giorno nel proprio quotidiano”.Una tragedia che non ha uguali nella storia d’Europa e del mondo
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, diceva Primo Levi.
“E io credo – ha proseguito – che questa sia la frase perfetta per descrivere lo stato d’animo di chi si approccia a un evento enorme e devastante come questo”. Ma ha anche ricordato come le leggi razziali in Italia abbiano costretto alla deportazione ottomila ebrei, come gli stessi cittadini abbiano denunciato gli ebrei vicini di casa, come la macchia dell’odio sia fermentata nel paese ed abbia colpito oppositori politici antifascisti, prigionieri di guerra, sinti e rom, gruppi religiosi, omosessuali e disabili. Poi il ricordo del rabbino Elio Toaff, “uno dei figli più autorevoli della nostra città, di cui tra pochi mesi ricorreranno i due anni dalla scomparsa, l’espressione più alta dell’integrazione, del dialogo e della volontà di costruire un mondo migliore, dove far coesistere pacificamente fedi e ideali diversi. I suoi principi appartengono oggi alla comune coscienza nazionale e ognuno di noi ha il dovere e la responsabilità di prendersene cura e di diffonderli”. Il Prefetto Anna Maria Manzone rivolgendosi ai giovani, ha raccomandato che proprio loro hanno un compito impegnativo, quello di ricordare e riflettere su quanto è accaduto perché non si ripeta mai più lo sterminio dell’Olocausto. Il Sottosegretario di Stato all’Ambiente, Silvia Velo, ha anch’essa sottolineato la necessità di non dimenticare e di mantenere vive le testimonianze di coloro che sono sopravvissuti allo sterminio. Si è esibito il Coro “Ernesto Ventura” della Comunità Ebraica, diretto dal Maestro Paolo Filidei. E’seguita la proiezione del documentario “Le leggi razziali e gli ebrei”. Ha portato la sua testimonianza Daniela Sarfatti, rappresentante della Comunità Ebraica livornese, la cui famiglia è stata vittima delle persecuzioni razziali.
Sono seguite le esibizione degli studenti del Liceo Musicale Niccolini Palli e la lettura di brani e riflessioni degli alunni delle classi 3C e 3D della scuola secondaria di primo grado “G. Borsi”.
Infine vi è svolta la consegna, da parte del Prefetto Anna Maria Manzone, della “Medaglia della Liberazione” al signor Santo Santino di Livorno.
Nel pomeriggio è stato inaugurato un nuovo spazio nel matroneo del Museo Ebraico “Yeshiva Marini”, via Micali,21. Per la ricorrenza è stata allestita “La stanza della memoria”, dedicata a Frida Misul, promossa dalla Comunità Ebraica in collaborazione con la cooperativa Amaranta Service. Era esposto esposto “Il mio diario”, insieme ad altri oggetti donati dal figlio Roberto Rugiadi. Frida Misul, deportata ad Auschwitz, fu liberata a Teresienstadt dalle truppe sovietiche il 9 Maggio 1945. E già durante il viaggio di ritorno cominciò a scrivere le sue vicende perchè aveva fretta di testimoniare la barbarie nazista. Esposti anche un brandello di tessuto della divisa del campo con il suo numero di matricola, la fascia del ghetto con la stella di David che gli ebrei dovevano tenere al braccio, documenti anagrafici familiari ove è specificata l’appartenenza alla “razza Ebraica”, foto di Frida prima e dopo l’internamento nei campi. La mostra sarà aperta anche il 29 gennaio alle ore 16 e il 5 febbraio alle 16.00. Successivamente, le scuole potranno visitarla contattando Amaranta service: amarantaservice@tiscali.it o telefonando al 3208887044.
In serata alla Goldonetta in programma il film “Lo Stato contro Fritz Bauer” (Germania 2015). Regia Lars Kraume con Burghart Klaußner, Ronald Zehrfeld. Nel giorno dedicato alla memoria dell’Olocausto una rispettosa e riflessiva attenzione si sposta sulla pellicola tedesca “Lo stato contro Fritz Bauer”, incentrata sulla figura del procuratore generale di origine ebrea Fritz Bauer.
La scoperta di Auschwitz e le dichiarazioni dei sopravvissuti svelarono per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista.
Nella programmazione delle iniziative si inseriscono quelle dell’Istituto Storico della Resistenza di Livorno. Martedì prossimo alle 16, nella sala conferenze dell’Istoreco, via Galilei, 40, si parlerà sul tema: “La deportazione politica”. Interventi di Camilla Brunelli, direttore della Fondazione Museo e Centro Documentazione Deportazione e Resistenza di Prato, sulla deportazione politica in Toscana con un approfondimento sulle fonti concentrazionarie, e di Elisabetta Ruffini, direttore istituto bergamasco per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea,su Charlotte Delbo, resistente, deportata, scrittrice. Coordina Carla Roncaglia, presidente Istoreco Livorno. Il prossimo primo febbraio alle ore 17 nella villa del Presidente di via Marradi, 116, ancora l’Istituto Storico della Resistenza di Livorno ricorderà un altro significativo periodo, della seconda guerra mondiale, il 1943-1944. Sarà presentato il libro “Una città in fuga”, la storia dei livornesi tra sfollamento, deportazione razziale e guerra civile, con gli interventi dell’autore Enrico Acciai, Leeds University, e Catia Sonetti, direttrice dell’Istoreco, a cura di Regione, Provincia e Comune. Servizi su Treno e Giornata della Memoria su www.toscana-notizie.it Agenzia di informazione della Giunta Regionale. masierolivorno@gmail.com