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23 Settembre 2020

Giornata mondiale della poesia, Giorgio Caproni


Livorno, 21 marzo – Oggi, primo giorno di Primavera, si celebra la Giornata Mondiale della Poesia , istituita dalla XXX Sessione della Conferenza Generale dell’Unesco nel 1999. La scelta dell’inizio di primavera il voler riconoscere all’espressione poetica un ruolo privilegiato nella promozione del dialogo e della comprensione tra le culture, della diversità linguistica, della comunicazione e della pace. “Costa Ovest”, vuol ricordare il suo poeta più illustre, Giorgio Caproni, (1922-1990) di cui pubblica alcuni celebri “Versi Livornesi”, dedicati alla madre, Anna Picchi, l’indimentibìcabile Annina, considerati una delle più alte espressioni poetiche del Novecento.

L’USCITA MATTUTINA
Come scendeva fina
e giovane le scale Annina!
Mordendosi la catenina
d’oro, usciva via
lasciando nel buio una scia
di cipria, che non finiva.
L’ora era di mattina
presto, ancora albina.
Ma come s’illuminava
la strada dove lei passava!
Tutto Cors’Amedeo,
sentendola, si destava.
Ne conosceva il neo
sul labbro, e sottile
la nuca e l’andatura
ilare – la cintura
stretta, che acre e gentile
(Annina si voltava)
all’opera stimolava.
Andava, in alba e in trina
pari a un’operaia regina.
Andava col volto franco
(ma cauto, e vergine, il fianco)
e tutta di lei risuonava
al suo tacchettio la contrada.
Livorno, quando lei passava,
d’aria e di barche odorava.
Che voglia di lavorare
nasceva, al suo ancheggiare!
Sull’uscio dello Sbolci,
un giovane dagli occhi rossi
restava col bicchiere
in mano, smesso di bere.
Non c’era in tutta Livorno
un’altra di lei più brava
in bianco, o in orlo a giorno.
La gente se l’additava
vedendola, e se si voltava
anche lei a salutare,
il petto le si gonfiava
timido, e le si riabbassava,
quieto nel suo tumultuare
come il sospiro del mare.
Era una personcina schietta
e un poco fiera (un poco
magra), ma dolce e viva
nei suoi slanci; e priva
com’era di vanagloria
ma non di puntiglio, andava
per la maggiore a Livorno
come vorrei che intorno
andassi tu, canzonetta:
che sembri scritta per gioco
e lo sei piangendo: e con fuoco.