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2 Dicembre 2021

Gianfranco Angelucci a La Bella Estate (foto Nesti)

Giulietta Masina secondo Angelucci, l’ancora di Fellini al centro della Bella Estate


(Donatella Nesti) Livorno, 28 agosto 2021 – Il penultimo appuntamento della rassegna sui mestieri del cinema “La bella estate a Villa Maria”, promossa da Comune di Livorno e Biblioteca Labronica e organizzata dalla Cooperativa Itinera nel parco di Villa Maria, ha avuto ieri, venerdì 27 agosto, un ospite importante, Gianfranco Angelucci, che ha presentato il volume “Giulietta Masina”, edizioni Sabinae, prima monografia dedicata alla celebre attrice nel centenario della sua nascita.

Gianfranco Angelucci è regista, scrittore, giornalista e docente di Accademia, amico e collaboratore di Federico Fellini. Ha firmato la sceneggiatura del film “Intervista” del 1987, premio speciale al Festival di Cannes.

Come collaboratore del grande regista riminese ha realizzato special e reportage sul film “Casanova” e due monografie “Gli attori di Fellini” e “Fellini nel cestino”, oltre che libri monografici e fotografici.

Il volume dedicato a Giulietta Masina racconta la vita dell’attrice in rapporto a quella del regista e marito Fellini.

Giulietta durante la sua lunga carriera ha vinto numerosi premi, tra cui un David di Donatello più due speciali, quattro Nastri d’Argento e un Globo d’oro.

Una delle ragioni di questo libro è che Giulietta “era davvero l’altra metà del cielo di Federico Fellini, e se non si conosce lei, la sua vita, la sua vicenda, la sua arte, si rischia di non conoscere abbastanza da vicino neppure Federico”. Angelucci ha parlato a lungo dei film che l’hanno resa immortale, come “La strada” e “Le notti di Cabiria”.

Fellini possedeva una fine capacità pittorica e un amore per il disegno che lo ha accompagnato tutta la vita: in migliaia di bozzetti ha raccontato il suo erotismo, il suo desiderio. I film erano preparati interamente dai disegni poi distribuiti a scenografi, truccatori, costumisti. Federico era una di quelle persone che hanno la capacità di fermare attorno a sé l’arte del proprio secolo e di demandarla al futuro. Una di quelle creature che nascono una volta al secolo, quando siamo fortunati”. Un artista visionario, capace anche di anticipare i tempi.

“Anche nei film dove Masina non appariva, in realtà c’era”, ha affermato Angelucci. Dopo ‘8½ ?’ Giulietta era assolutamente decisa a chiudere il matrimonio. Il dialogo che Mastroianni fa con Anouk Aimée è quello. Lui che dice “ma davvero vuoi separarti?”. Non può accettare questa idea. Ne “La città delle donne” stessa cosa: una tirata che poi Fellini ridurrà al montaggio con Mastroianni che dice al simulacro della Masina: “ma dove vai alla tua età, vai a stare con un altro, vai a stare peggio…”.

Per Federico, “Giulietta è sempre stata nella maniera più assoluta l’ancoraggio, la serenità, il ritorno”. L’autore afferma che ne “La strada” il primo piano quando lei deve lasciare la capanna perché arriva Zampanò e la porta via, è la bambina che ha lasciato la casa, come le successe nella vita. Questo sgomento è impressionante: non so come è riuscita a farlo, quegli occhi, in attesa di una vita che sta arrivando da un’altra parte. Quello è il fotogramma”. Giulietta infatti fu allevata da una zia benestante a Roma fin da piccola, essendo figlia naturale del padre e della cameriera che lei per tutta la vita ha chiamato la sua balia. L’autore si è intrattenuto a lungo con il pubblico desideroso di conoscere i particolari di quella che all’epoca fu considerata la coppia più famosa del mondo.

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