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20 Gennaio 2021

Gli atleti dell’associazione Filippide in un libro di foto


(Tonia Llantes) Livorno, 5 giugno 2018. Ieri, la sala Badaloni di Villa Fabbricotti era piena di gente e fra tutti spiccavano le magliette azzurre indossate dai giovani atleti e dai volontari che li assistono durante l’attività sportiva, con sopra la scritta in arancione “ASD Progetto Filippide Livorno – Sportautismo”, un’ associazione nazionale riconosciuta dal Comitato Italiano Paraolimpico che svolge attività di allenamento e preparazione a competizioni sportive per i soggetti affetti da autismo e sindromi rare ad esso correlate.
L’incontro di ieri, introdotto dall’assessore allo Sport del Comune di Livorno, Andrea Morini, è servito per far conoscere alla cittadinanza non solo le finalità dell’associazione, ma, soprattutto, come questa risponda ai bisogni delle famiglie che vivono una quotidianità pesante e che, attraverso il Progetto Filippide, escono dell’isolamento per condividere, tutti insieme, gioie e fatiche, successi e sconfitte, con il sorriso. E ieri, ne siamo testimoni, il sorriso ha contagiato anche chi ha assistito per semplice curiosità.
L’ex assessore alla Cultura della giunta grillina, Serafino Fasulo, ha presentato la sua pubblicazione ringraziando l’associazione ed il presidente della Fondazione Livorno, Riccardo Vitti, seduto accanto a lui, per avergli dato l’opportunità di stare molto tempo con i ragazzi e di aver potuto conoscere una realtà complessa, ma certamente ricca di umanità. I suoi scatti fotografici mostrano gli atleti negli spogliatoi, rilassati e soddisfatti dopo le fatiche degli allenamenti o semplicemente immortalandoli nei momenti di semplice intimità quotidiana.
“Sono corpi belli e giovani – ha detto il presidente nazionale Nicola Pintus – ed il libro di Serafino ci mostra una ricchezza, come quando viene recuperato un forziere in fondo al mare e che una volta riportato in superficie sveli il suo tesoro. Un libro da usare e portare con sé, per guardare questi giovani, certamente fuori dall’ordinario, con occhi diversi, come dimostrano le bellissime foto dell’autore”.
“Alla nascita, un figlio è la gioia – spiega, con l’inconfondibile accento spagnolo, la presidente del Progetto Filippide di Livorno, Malen Tortajada, madre di un ragazzo autistico – poi la scoperta dolorosa dell’autismo, una vita normale negata e, alla fine della scuola, la vita quotidiana che diventa sempre più pesante. Ero all’isola d’Elba, qualche anno fa, quando ho sentito parlare per la prima volta dell’associazione e mi sono subito recata a Roma per parlare con Nicola. Mi si è aperto un mondo. Nei primi tempi, il nostro percorso è stato osteggiato poi piano piano è stato finalmente compreso ed oggi è una realtà importante anche grazie al volontariato di tante meravigliose persone che ci aiutano”.
Nel libro si possono leggere alcune frasi pronunciate dai protagonisti. Per esempio Tommaso: “non ci si deve picchiare sulla testa, perché si può morire. E i morsi procurano grosse infezioni” oppure Roberto: “Trattatemi come uno di voi, se vi sto simpatico bene, se vi sto sulle palle bene lo stesso”.(Nella foto, Serafino Fasulo nella sala a Villa Fabbricotti)