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venerdì 22 marzo 2019

Gregorio De Falco, senatore di Livorno, espulso dal movimento Cinquestelle


(Marco Ceccarini) Roma, 31 dicembre 2018 – Gregorio De Falco, senatore di Livorno, è stato espulso dal movimento Cinquestelle. Con lui, sono stati messi fuori anche altri tre esponenti di spicco del movimento: il senatore Saverio De Bonis e gli eurodeputati Giulia Moi e Marco Valli.
Il collegio dei Probiviri ha deciso di procedere con quattro espulsioni e un richiamo a carico del senatore Lello Ciampolillo, mentre sono ancora pendenti i procedimenti nei confronti delle senatrici Elena Fattori e Paola Nugnes. Sono state invece archiviate le posizioni dei senatori Matteo Mantero e Virginia La Mura.

La decisione è stata pubblicata sul Blog delle Stelle, voce ufficiale del movimento pentastellato, nel primo pomeriggio di oggi, lunedì 31 dicembre. Il procedimento nei confronti dei quattro espulsi era stato aperto nei mesi scorsi per motivi diversi e da tempo si aspettava il verdetto.

L’espulsione destinata a far più discutere è quella del senatore De Falco, nato a Napoli ma livornese d’adozione, già capo della Capitaneria di Porto di Livorno, famoso per aver redarguito in modo perentorio il comandante della nave Costa Concordia, Francesco Schettino, la notte del naufragio di questa all’isola del Giglio. E’ rimasto famoso il suo “salga a bordo, cazzo!” detto quando Schettino stava abbandonando la nave ormai per metà sommersa.
De Falco, eletto in Senato alle elezioni politiche dello scorso marzo nelle fila del movimento di Beppe Grillo, è finito sotto accusa dopo essersi astenuto in occasione dei voti di fiducia sul decreto Sicurezza, sul decreto Genova e sulla legge di Bilancio.

“E’ una decisione abnorme e incostituzionale”, ha commentato a caldo l’ex comandante. E poi: “Anche Di Maio è a termine”.
Da parte sua Luigi Di Maio, vicepremier del governo capeggiato da Giuseppe Conte e tra i massimi leader dei Cinquestelle, è però subito intervenuto in difesa dei Probiviri ed attraverso un messaggio via Twitter ha affermato: “Tutti sono importanti, nessuno è indispensabile. Oggi i Probiviri si sono espressi con provvedimenti duri e giusti”. Inoltre: “Il rispetto degli elettori viene prima di tutto”.

Sul Blog delle Stelle si legge che “le decisioni sono state adottate per tutelare la comunità del movimento”. Da più parti, non solo dai militanti di base, si è a caldo commentato che la preservazione dei principi etici e del patto di fiducia con i militanti e gli elettori del movimento viene prima di ogni altra cosa, anche a costo di dover rinunciare alla guida del governo nazionale.

Per quanto riguarda le altre espulsioni, infine, le posizioni appaiono meno controverse. A De Bonis era stato contestato di aver nascosto una condanna della Corte dei conti e due sentenze andate in prescrizione per truffa e falso ideologico e per questi motivi, adesso, è stato allontanato dal movimento. La Moi, che si era già autosospesa, è stata sanzionata anche dal Parlamento europeo di Strasburgo per “molestie psicologiche a una collaboratrice” e per questo è stata espulsa. Valli aveva finto di aver preso una laurea in Economia all’università Bocconi di Milano ed i Probiviri, nonostante le scuse già da lui avanzate, ne hanno decretato l’espulsione.

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