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sabato 20 aprile 2019

I Miserabili riadattati da Doninelli e Però in scena al Goldoni il 19 marzo


(Donatella Nesti) Livorno, 18 marzo 2019 – Dopo essersi cimentato nella difficile interpretazione della Medea di Euripide Franco Branciaroli torna al Goldoni di Livorno e affronta una nuova sfida portando in scena il personaggio di Jean Valjean, il protagonista de I Miserabili immortale capolavoro di Victor Hugo. Un galeotto appena uscito di prigione e un vescovo, l’uno accanto all’altro in una perfetta antitesi, amplificata dal grigio della scena, dalle luci soffuse,come un film in bianco e nero. Si apre così lo spettacolo diretto da Franco Però, riadattamento de I miserabili di Victor Hugo, uno dei capolavori della letteratura di tutti i tempi.

Un’opera monumentale e complessa, della quale tuttavia Luca Doninelli riesce a cogliere il senso più profondo, dando vita a due ore e mezzo di commozione e ad una intensa riflessione etica. Valjean è un uomo risoluto, che stupisce ed emoziona per l’alta tensione morale che l’accompagna, inafferrabile e forse incomprensibile. Un uomo pronto ad assumersi le proprie responsabilità e a caricarsi del peso del mondo, espiando anche i peccati non propri. Jean Valjean si distingue dal resto dell’umanità, alla quale egli pur appartiene ma dalla quale allo stesso tempo si distacca. Egli fa parte di quei miserabili a cui si richiama il titolo dell’opera, il sottoproletariato della Francia ottocentesca, gli esclusi, condannati alle catene e alla fame ma Valjean è anche l’uomo che è riuscito a redimersi, a riscattarsi da quella miseria materiale e morale che lo spinge nelle catene di una legge scritta non per lui.
Torna il conflitto Legge-Giustizia, come nell’Antigone di Sofocle, uno dei temi portanti del dramma. le leggi degli uomini e le norme sociali sono sufficienti a tracciare il confine tra Bene e Male? Un conflitto impersonato da Jean e da l’ottuso ispettore Javert. Estremamente lineare la regia firmata da Franco Però, che si preoccupa sostanzialmente di raccontare la vicenda, lasciando il compito di trasmetterne la profondità agli attori, cui viene richiesta una recitazione naturalistica, mai enfatica. Franco Branciaroli lavora per sottrazione, modellando le sue personalissime doti vocali al servizio di un Jean Valjean umanissimo, in cui convivono sia il santo che il peccatore, Francesco Migliaccio è un Javert introspettivo, inizialmente poco incisivo, ma protagonista di un intenso monologo finale in cui emerge tutto il suo dramma.

I miserabili di Victor Hugo, adattamento teatrale di Luca Doninelli e regia di Franco Però, con Franco Branciaroli, Alessandro Albertin, Silvia Altrui, Filippo Borghi, Romina Colbasso, Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Francesco Migliaccio, Jacopo Morra, Maria Grazia Plos, Valentina Violo. Teatro Goldoni 19 marzo, ore 21.

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