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2 Dicembre 2021

Parte del cast de La scuola cattolica a Venezia (foto fornita da Nesti)

Il crollo dei valori falso-perbenisti nel film sul delitto del Circeo che sbarca a Livorno


(Donatella Nesti) Livorno, 18 ottobre 2021 – Tratto dal libro “La scuola cattolica” di Edoardo Albinati, edito da Rizzoli, premio Strega 2016, esce nelle sale il film omonimo con la regia di Stefano Mordini presentato fuori concorso all’ultima mostra del cinema di Venezia. E naturalmente sbarca anche nei cinema di Livorno e provincia.

Nel romanzo Edoardo Albinati costruisce un ampio discorso sulla ‘mutazione antropologica’ che investi l’Italia degli anni Settanta assumendo il delitto del Circeo (1975) come centro della storia, evidenziando contrapposizioni politiche e trasformazioni sociali, alimentate da una violenza fondata sul culto del machismo e della virilità come metro di interpretazione della realtà.

In un quartiere residenziale di Roma sorge una nota scuola cattolica maschile (San Leone Magno) dove vengono educati i ragazzi della migliore borghesia. Le famiglie sentono che in quel contesto i loro figli possono crescere protetti dai tumulti che stanno attraversando la società e che quella rigida educazione potrà spalancare loro le porte di un futuro luminoso. Nella notte tra il 29 e il 30 settembre del 1975 qualcosa si rompe e quella fortezza di valori inattaccabili crolla sotto il peso di uno dei più efferati crimini dell’epoca: il delitto del Circeo.

I responsabili sono infatti studenti ed ex studenti di quella scuola frequentata anche da Edoardo, che prova a raccontare cosa ha scatenato tanta cieca violenza in quelle menti esaltate da idee politiche distorte e un’irrefrenabile smania di supremazia. In quella notte due giovani ragazze furono violentate e massacrate, Rosaria Lopez morì affogata nella vasca da bagno, Donatella Colasanti si finse morta e agitandosi nel bagagliaio dell’auto dove i mostri le avevano rinchiuse attirò l’attenzione di una signora alla finestra che allertò i Carabinieri.

Entrambe abitavano alla Montagnola un quartiere ritenuto inferiore dai ‘pariolini’ e quindi carne da macello da Andrea Ghira, Gianni Guido, Angelo Izzo. Ha fatto molto discutere che il film sia stato vietato ai minori di 18 anni quando i giovani possono vedere sul web qualunque cosa mentre il film narra un fatto vero che ha segnato l’ordinamento giuridico italiano aprendo un intenso dibattito che si concluse con la legge del 1996 quando la violenza contro le donne passò da essere un reato contro la morale un crimine contro la persona.

“Al processo, i due autori del delitto che sono stati arrestati (il terzo ha vissuto tutta la vita da latitante) hanno dato motivazioni vaghe, deliranti: “Lo abbiamo fatto perché era arrivato il momento di dare un segnale.” “Dovevamo far capire che eravamo ancora vivi.” “Non potevamo starcene con le mani in mano.” Ho pensato spesso a queste frasi, durante le riprese, ma per la ragione opposta a quella degli assassini” dichiara Mordini “Penso che il cinema sia un’arte straordinaria perché può aiutare a evadere, a immaginare la storia in altro modo, a riflettere su quello che è accaduto o a tenere alta l’attenzione. Spero che La scuola cattolica riesca in questo intento. Per me è stato cosi”. Un film di adolescenti interpretato da giovani che hanno saputo ben rappresentare le diverse scelte della vita pur avendo ricevuto un’educazione simile, la gita al Circeo di un altro gruppo di ragazze e ragazzi avvenuta nello stesso giorno e conclusasi in modo per fortuna diverso testimonia quanto conti il rifiuto della violenza ed la considerazione della volontà delle donne, purtroppo ancora oggi non rispettata come riporta la cronaca dove si legge che in Italia una donna viene uccisa da un uomo ogni tre giorni. “I ragazzi protagonisti di questa storia hanno ricevuto tutti la stessa educazione” prosegue il regista “ Sono dei privilegiati, il loro lato oscuro prende forma nelle pieghe di una vita normale, alto-borghese. Sempre alle spalle di genitori che non si accorgono di nulla, neanche dell’odio che i figli provano per loro”.

Nel ricchissimo cast, ci sono: Donatella Benedetta Porcaroli, Andrea Ghira, Giulio Pranno, Edoardo Albinati, Emanuele Maria Di Stefano, Arbus Giulio Fochett, Salvatore Leonardo Ragazzini, Picchiatello Martirolo, Alessandro Cantalini, Rosaria Federica Torchetti, Angelo Izzo, Luca Vergoni, Gianni Guido, Francesco Cavallo, Leda Arbus, Angelica Elli, con la partecipazione di Fabrizio Gifuni, Fausto Russo Alesi, Valentina Cervi, Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Jasmine Trinca.

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