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4 Giugno 2020

Bandiera strappata dell'Unione Europea (foto libera da diritti tratta da Pxhere)

Il danno più grande all’Europa


(Antonio Caprai*) Livorno, 7 aprile 2020 – In questo momento di grave crisi mondiale il ricorso a prestiti è indubbiamente fondamentale per mantenere il livello di vita che, in parte, il coronavirus Covid-19 ha demolito. Ma quanto prodotto da questo virus è solamente la punta dell’iceberg di un sistema capitalistico che, prima o poi, doveva rivedere le sue scelte globalizzanti e le sue prepotenze verso i cittadini di tutto il pianeta. E il problema è proprio questo, il “dopo”. Bene l’arrivo di soldi per poter fronteggiare le necessità urgenti, in particolare per la cura dei tantissimi ammalati, ma anche per poter proteggere coloro che lavorano.

Ma il Mes, perché di questo si tratta, dovrà essere ripagato. L’Italia è uno dei Paesi che più versa all’Unione Europea e solamente una piccola quota ritorna nelle casse italiane. In caso di necessità dovrebbe esistere un fondo salva-Stati che sia erogato a fondo perduto. Attualmente il Mes impone un programma che contiene riforme “capitalistiche”, cioè privatizzazioni, aumenti delle tasse, riduzione della forza lavoro, eccetera, per far sì che il debito venga ripagato entro i fatidici dieci anni.

Vediamo cosa è successo in Grecia nel 2015. Non era il Mes, ma il meccanismo è stato molto simile. Abbiamo avuto, più o meno nell’ordine: aumento delle tasse sulle società e sui cittadini; l’Iva al 23 per cento, anche su servizi come ristorazione e catering; eliminazione della pensione di solidarietà; privatizzazione dei porti (gestiti dalla Cina, ndr), dell’aeroporto di Atene (gestito dalla Germania, ndr) e vendita delle società di Stato. Ed altro ancora.

Questo è il problema del Mes in una società capitalistica che riesce ad allontanare dalla visione europea non tanto coloro che non “amano” l’Europa ma soprattutto quelli che vorrebbero sentirsi parte integrante di una sola Unione Europea, come il sottoscritto e tanti altri. E questo è il danno più grave che si possa fare all’Europa.

*Chimico, ricercatore del Cnr di Pisa, capo ricerca di progetti speciali in Centro America e Corea del Nord