Frame dal film "Il diavolo veste Prada 2", tratto da wikipedia.org "The Devil Wears Prada 2" nel frame: Miranda Priestly (Meryl Streep), Andrea Sachs (Anne Hathaway) e Nigel Kipling (Stanley Tucci
Il diavolo veste Prada 2 o il discount?
11 Maggio 2026
(Donatella Nesti) Livorno, 11 maggio 2026 – Non posso dimenticare il settembre del 2006 quando il red carpet della Mostra del cinema fu preso d’assalto per ammirare il cast del film” Il diavolo veste Prada” composto dalle elegantissime Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt , Stanley Tucci e perfino il mitico Valentino. Per alcuni critici, ancorati al cinema d’autore soprattutto orientale, vinse infatti il leone d’oro il cinese Still Life, non gradirono il film di Frankel destinato a diventare un cult ma sicuramente una svolta vi fu perché anche i grandi Festival del cinema cominciarono a cercare un compromesso tra i gusti del grande pubblico e quelli dei cinefili . Indubbiamente nessuno negò l’interpretazione di Meryl Streep nel ruolo di Miranda la perfida direttrice di Runway la rivista di moda che in realtà si riferiva alla celebre rivista Vogue.
Sono passati vent’anni dalla 63à della Mostra del cinema e tutto sembra cambiato nel mondo dell’editoria e della moda tanto da convincere la produzione, il regista e il cast a girare il sequel di quel fortunato ed iconico film con le stesse interpreti e simili ambientazioni con personaggi importanti nel mondo della moda e dello spettacolo. Il cast un poco invecchiato è lo stesso: Meryl Streep (Miranda Priestly), Anne Hathaway (Andy Sachs), Emily Blunt (Emily Charlton) e Stanley Tucci (Nigel Kipling), Juson Theroux (Benji Barnes), Lucy Liu (Sasha Barnes), con Kenneth Branagh (Stuart). David Frankel parla così della decisione di proporre gli stessi interpreti del primo film di successo “il mondo del giornalismo cartaceo è cambiato. Il mondo è cambiato. Il primo iPhone è uscito soltanto un anno dopo l’uscita del primo film e penso che quello sia stato in qualche modo l’inizio della fine. E mentre vedevamo il mondo del giornalismo cartaceo sempre più in declino anno dopo anno, ci sembrava sensato esplorare questo cambiamento e sviluppare una storia in cui questi personaggi finissero nuovamente per interagire. La domanda su come Miranda Priestly avrebbe gestito la fine del suo impero ci affascinava. Per quanto tempo si può continuare a fare questo lavoro? Quand’è il momento di smettere? O per Andy Sachs: vent’anni dopo che hai gettato il telefono in una fontana e hai lasciato Runway per lavorare in un giornale, cosa ci vorrebbe per farla tornare indietro? Volevamo esplorare i compromessi a cui questi personaggi devono scendere per mantenere le proprie carriere. Se il primo film era un romanzo di formazione in cui una giovane donna scopriva il proprio posto nel mondo, il sequel parla di una donna matura che affronta tutte le scelte che ha compiuto nella propria vita”. Comunque la si pensi il film è attualmente in testa al boxoffice ed è visto da milioni di spettatori.
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